mercoledì 7 novembre 2012

VILLA D'ADDA.

CIAO,ANGELICA!









 

Si sono svolti stamattina,nella Parrocchiale di Villa d'Adda,i funerali di ANGELICA SOTTOCORNOLA di 90 anni, molto conosciuta in paese.
Persona umile,volenterosa e sempre disponibile,per anni è stata impegnata nel sociale,nelle attività di catechesi all'oratorio e in tante altre attività in paese e in parrocchia.
Da qualche anno si era ritirata,data l'età e le precarie condizioni di salute,presso l'Istituto San Giuseppe,accudita amorevolmente dai nipoti e dalle volontarie dei gruppi San Vincenzo e Caritas.
Una persona che ha lasciato una forte impronta nella comunità di Villa d'Adda e che sicuramente rimarrà  nei cuori di molti.


 

VILLA D'ADDA.


DAL SITO DEL COMUNE:


Scadenza per la presentazione della dichiarazione IMU 30/11/2012


Scadenza per la presentazione della dichiarazione IMU 30/11/2012
05/11/2012

Si avvisa la cittadinanza che la scadenza per la presentazione della dichiarazione dell’IMU è il 30/11/2012.
Il modello da scaricare è disponibile sul sito: Dipartimento delle Finanze


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Chiusura Biblioteca


Chiusura Biblioteca
06/11/2012

Si avvisa la cittadinanza che la Biblioteca Comunale sarà chiusa dal  6 Novembre all’ 8 Novembre compresi.

TRAGICO INCIDENTE.


Schianto lungo la Rivierasca
Muore un 43enne di Vila d'Adda



Tragico incidente stradale mercoledì sera, poco prima delle 22, sulla strada provinciale Rivierasca, a Capriate San Gervasio. Un motociclista di 43 anni, Mariano Stella, di Villa d'Adda, è morto dopo essere finito contro il cordolo di un rondò, all'altezza di via Papa Giovanni XXIII.

Il centauro, in sella a una Yamaha di grossa cilindrata, arrivava dal casello autostradale e si stava immettendo nel rondò di San Gervasio, probabilmente in direzione di Bottanuco. Pare che il motociclista abbia fatto tutto da solo. Nell'incidente non ci sono stati altri mezzi coinvolti.

L'uomo avrebbe prima urtato lo spartitraffico che immette nel rondò, quindi il cordolo dell'aiuola in centro, perdendo il controllo delle due ruote e sbattendo violentemente il capo a terra. La moto è finita verso il centro della rotatoria, mentre l'uomo è rimasto sul filo della stessa, a circa otto metri di distanza. per lui purtroppo non c'è stato più nulla da fare.


da L'ECO DI BERGAMO
 

martedì 6 novembre 2012

VILLA D'ADDA




dal GIORNALE DI MERATE


VILLA D'ADDA:altri soldi buttati dall'Amministrazione Carsaniga!

Speed check? 

No, spaventapasseri!!!


«E non sono neppure legali»


L'ECO DI BERGAMO,6 novembre 2012


Speed check a Villa d'Adda (Foto by Collaboratori)

«Invece di investire in sicurezza stradale alcuni amministratori spendono soldi per innocui spaventapasseri».
Nella questione legata agli Speed Check interviene Federconsumatori, ricordando che nei centri abitati queste apparecchiature non si possono usare.

«Pensavamo - scrive l'associazione dei consumatori - che la vicenda dei “rosso stop” (sistemi di rilevazione delle infrazioni agli incroci installati senza tenere conto delle dovute autorizzazioni) avesse insegnato che coloro i quali devono fare rispettare la legalità dovessero essere i primi a dare il buon esempio: siamo stati delusi».

In molti comuni della nostra provincia, scrive Federconsumatori, sono state posate apparecchiature per la rilevazione della velocità Speed Check prive delle autorizzazioni e, soprattutto, della dovuta assistenza da parte di un tutore dell'ordine.

«In particolare - sottolinea l'associazione - nei centri abitati la legge non consente l'installazione di postazioni di controllo velocità totalmente automatiche; pertanto i Comuni devono garantire, assieme alle apparecchiature, la presenza di vigili».

Federconsumatori prosegue: «La giustificazione di alcuni comandanti della polizia locale è che “comunque” la vista delle colonnine arancione funge da deterrente e induce gli automobilisti a limitare la velocità.
Noi sosteniamo che la sicurezza si persegue non con gli spaventapasseri, ma regolando meglio la segnaletica, lo stato delle strade e l'assistenza ai cittadini».

In questa vicenda «la cosa che lascia maggiormente perplessi è che la Prefettura non intervenga a fare rispettare la legalità facendo rimuovere le apparecchiature che non hanno titolo per essere presenti sulla strada».

Se vi hanno multato, Federconsumatori è a disposizione
Coloro i quali dovessero subire un'ammenda a causa di infrazione contestata tramite utilizzo dello Speed Check, si possono rivolgere a Federconsumatori per eventuali attivazioni di ricorsi al giudice di pace e/o al Prefetto contro il provvedimento inflitto.


Ora sarebbe ottima cosa riuscire a sapere quanto ha "investito" l'amministrazione Carsaniga per questa bidonata!!!


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SEGNALAZIONE DA UN LETTORE:

Annullata la multa con l’autovelox
«I vigili non possono nascondersi»

Una sentenza del giudice di pace di Castiglione è destinata a fare giurisprudenza: una multa con lo speed check o autovelox mobile è stata cancellata perché i vigili non presidiavano l’apparecchiatura. «Nascondersi – ha scritto il giudice Rossella Barbaro - serve solo a creare il risentimento dei cittadini» 


MANTOVA. Questa volta un giudice l’ha scritto nero su bianco in una sentenza che potrebbe fare ora da giurisprudenza, cioè precedente da seguire. Nel servizio di speed check, o autovelox mobile, i vigili «devono rendersi visibili, giorno e notte» agli automobilisti. Non possono nascondersi perché questo è un modo di ingannare i soggetti controllati.
«L’agente nascosto viola i normali principi di trasparenza e correttezza che dovrebbero informare tutte le azioni dell’Amministrazione» determinando «nel cittadino un sentimento di avversità». Perché «scopo del controllo su strada non è solo quello di fare repressione, ma soprattutto prevenzione». Amen. A scrivere così chiaramente questa sentenza il giudice di pace di Castiglione, Rossella Barbaro. Il caso è quello sollevato da Fabio Benatti, un automobilista di Solferino che si reca a Castiglione ogni giorno per lavoro. Dopo avere assistito più volte alla scena dei vigili urbani che caricavano i nuovi speed check nei pressi dell’ospedale, sulla strada per Desenzano, l’automobilista, una volta raggiunto d auna contravvenzione, ha deciso di passare al contrattacco.
Ha filmato la polizia locale mentre posizionano il normale autovelox all’interno dello speed check, una scatola vuota di colore arancione. Poi gli agenti salgono sull’auto di servizio, abbandonano la postazione e si posizionano su una via parallela «riparata da una fila di alberi di alto fusto», Benatti fa ricorso allegando foto e video e il giudice a inizi luglio gli dà ragione.
Il perché lo si scopre solo con il deposito della sentenza, nella quale sono illustrate le motivazioni.
GUARDA IL VIDEO
Il giudice spiega che la legge equipara gli speed check agli autovelox mobili che, secondo il parere del ministero delle Infrastrutture, devono essere presidiati dagli agenti. In secondo luogo, il Codice della strada, all’articolo 183, dice che gli agenti durante i servizi con speed check o autovelox mobili «devono rendersi visibili, sia di giorno che di notte». Combinando i due dettati, il giudice conclude che se c’è un accertamento in atto, ovvero se nello speed check è effettivamente caricato l’autovelox, «l’agente deve presidiare l’apparecchiatura rendendosi visibile ai soggetti controllati».
Basta, insomma, giocare a nascondino con gli automobilisti, perché la ratio, cioè l’intento della legge è anche quello di fare prevenzione. Il fatto che gli utenti della strada trovino sul loro tragitto degli agenti addetti al controllo «induce a prestare maggiore attenzione a non commettere infrazioni». Quindi un fine educativo, mentre l’agente nascosto «determina nel cittadino un sentimento di avversità».

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 da
Daily Solza

Solza "scomparsi" gli Speed check in paese!!!! Questo merita una brindisi!!! Prosit!!!

ACQUA ROSSA A VILLA D'ADDA.

SPERANDO NON SIA L'UNICA RONDINE CHE FA PRIMAVERA...

DAL GIORNALE DI MERATE



VILLA D'ADDA

dal GIORNALE DI MERATE



VILLA D'ADDA

ALLA COOPERATIVA CHOPIN

Decorata la rampa di accesso alla serra ad opera dell'artista villadaddese Diego Patrian.
Complimenti vivissimi,Diego!


POLLICE VERDE?

NO!
SUGGERIMENTI DAL "Mignolo verde"!

Auguri x la Vs/coltivazione di ananas…
mignolo verde. 
 
Un lettore ci ha inviato questo suggerimento per ottenere,dal ciuffo di un ananas,un simpatica piantina da coltivare in casa.
Potete provare ed inviarci le foto dei risultati ottenuti.


EPPUR FUNZIONA!

VILLA D'ADDA:


siamo lieti di comunicare alla popolazione che,dopo mesi di inattività,finalmente è ritornato in vita il semaforo di via Casenuove!

lunedì 5 novembre 2012

POSTA DAI LETTORI


Da R.G. di VILLA D'ADDA:


Perché si va al salone dell'auto?
Per vedere le automobili…. chiaro !?!?!?!

  

RIFORMA GIUSTIZIA


05/11/2012 LA STAMPA

Fuori dalle liste chi è condannato,
pugno del governo: il testo è pronto




La durata sarà pari al doppio della pena inflitta. Cancellieri: sarà
in vigore già per le Regionali

PAOLO FESTUCCIA
ROMA
Ci lavorano tre ministri con l’obiettivo di varare le norme prima delle elezioni regionali. E il testo, per ammissione della titolare dell’Interno Anna Maria Cancellieri «è in gran parte pronto». Mancano le rifiniture - che però sono le più complesse - ma il testo sull’incandidabilità temporanea alle cariche pubbliche per chi ha subito condanne è ormai in dirittura d’arrivo, pronto per essere presentato al prossimo consiglio dei ministri o al massimo tra due settimane. «Ci stiamo lavorando - ha spiegato la titolare del Viminale - ci sarà un incontro con i ministri Severino e Patroni Griffi per chiudere le ultime maglie». Pochi passaggi peraltro previsti anche nell’articolo 17 della delega al governo sul ddl anticorruzione per stabilire i criteri, i tempi e la durata delle incompatibilità in tutte le competizioni elettorali: dalla politiche alla Europee fino alla circoscrizioni. Passando naturalmente per Regioni e Comuni. La road map, dunque, è tracciata. Del resto, fanno osservare autorevoli fonti governative «una volta approvato il ddl anticorruzione, e cioè dopo che la politica, il Parlamento ha fatto la sua parte, ora il governo dei tecnici non può che andare fino in fondo».

Avanti tutta, dunque, sulla bozza messa a punto e che prevede, nel caso di sentenze definitive, il divieto di assunzione di cariche per chiunque abbia riportato condanne a pene superiori ai due anni di reclusione. Nelle maglie del provvedimento, ovviamente, la casistica dei reati è significativa: si va da quelli associativi (associazione a delinquere, associazione di tipo mafioso, fino al terrorismo, al traffico illecito di rifiuti) ai delitti contro la pubblica amministrazione, quali peculato, malversazione, corruzione e concussione. Insomma, quei reati che da sempre si annidano negli Enti pubblici e che sono sostanzialmente alla base delle indagini di molte Procure ne sfociate in arresti, rinvii a giudizio e alla caduta delle amministrazioni regionali di Lazio e Lombardia. Ed è qui l’aspetto più interessante del provvedimento (concepito dal governo come del resto il decreto dei tagli ai costi della politica sull’onda delle inchieste) e sul quale i tre ministri Cancellieri, Severino e Patroni Griffi dovranno trovare l’intesa sia sul fronte della eventuale durate dell’incandidabilità sia sul fronte del rapporto tra reato e limiti dell’«interdizione» dalle cariche e dalla pubblica amministrazione. L’intenzione, almeno, quella che trapela nella discussioni, infatti, è quella di calmierare, i parametri di temporaneità, («lontananza») dall’attività politica e dalla cariche pubbliche in riferimento alle tipologie dei reati commessi per i quali si è stati condannati.
E l’orientamento sul quale lavora il governo in queste ore è questo: «incandidabilità temporanea per almeno il doppio della pena subita».

Insomma, se un ipotetico candidato è stato condannato con sentenza divenuta definitiva a due anni non sarà candidabile per almeno il doppio e cioè quattro anni. Se, invece, è stato condannato (ad esempio) a quarantadue mesi non sarà candidabile per 84 mesi, e via dicendo.
Ora, dunque, siamo alla stretta finale. E del resto, sul punto la ministra dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata chiarissima: «Pochi giorni, e ci siamo».

Naturalmente, tutto questo, per arrivare prima delle elezioni: politiche ma anche regionali. E per questa ragione tra oggi e domani si da per certa l’ipotesi di un vertice a tre proprio per definire le questioni irrisolte, che comunque, rappresentano il cuore dell’iniziativa. Subito dopo arriverà la discussione in seno al Consiglio dei ministri. Naturalmente, il pacchetto di norme prevede che l’incandidabilità possa essere applicata anche ai rappresentanti del governo, mentre il ministro Patroni Griffi già lavora ad una sorta di anagrafe patrimoniale alla quale si dovranno attenere tutti gli eletti nel loro percorso politico. Chiunque avrà incarichi pubblici dovrà rendere riconoscibile (dall’inizio della sua attività alla fine) il proprio patrimonio e più in generale tutte le proprietà dimostrando nel corso della sua attività se sia o meno cresciuto e in che maniera.