domenica 30 settembre 2012

CONSIGLIO COMUNALE DI VILLA D'ADDA

 DAL BLOG:

Isolaonline


sabato 29 settembre 2012

Villa d'Adda: cronaca del consiglio comunale di giovedì

Il consiglio comunale di giovedì sera a Villa d'Adda è stato ricco di punti all'ordine del giorno, per diversi aspetti, tutti molto rilevanti, che andiamo ad esaminare. Abbiamo già trattato sul blog della vicenda dell'acqua rossa e della ipotesi di una class action respinta dal Consiglio. Analizziamo ora gli altri punti toccati nell'assemblea comunale.


PARCHEGGIO IN VIA DE ANDRE' - E' stato annunciato in consiglio il progetto di istituzione di un parcheggio pubblico in via Fabrizio de Andrè. L'assessore alle opere pubbliche Giuseppe Locatelli ha stimato il costo dell'opera in 128.677 euro. L'appalto è già stato effettuato e vinto da una azienda di Villa d'Adda.

ACQUISTI DI CANCELLERIA ED OMAGGI - Il consigliere di minoranza Stefano Castelletti ha avanzato dubbi sulle modalità di acquisto di cancelleria per gli uffici comunali, contestando la mancanza di un registro di carico e scarico dei beni, oltre che la tempistica degli acquisti. In sostanza Castelletti ritiene che sia insensato acquistare volta per volta il materiale necessario, sintomo di mancanza di programmazione, preferendo che ad inizio anno si faccia una lista della spesa che poi possa essere integrata in caso di necessità, per avere un quadro completo delle spese sostenute dal Comune. Castelletti ha poi sollevato il tema degli omaggi che l'azienda fornitrice del materiale riserva all'amministrazione per questi acquisti, rilevando come invece di accettare gli omaggi l'Amministrazione potrebbe chiedere uno sconto sulla fornitura. La risposta della maggioranza ha puntato sul fatto che gli omaggi vengano destinati all'ufficio servizi sociali ed alle associazioni volontarie.

ROTONDA DI VOLPINO - Tiene sempre banco la vicenda della rotonda di via Volpino. Duro l'attacco del gruppo di minoranza El@, che contesta la spesa ingente, effettuata dal Comune, per di più per una rotonda di competenza provinciale. Il comune ha speso circa 300mila euro per una opera realizzata su suolo non comunale. L'assessore Locatelli ha spiegato che via Caravaggio, al momento ancora chiusa al traffico, sarà aperta quando sarà posata la segnaletica orizzontale e verticale.

TORRE DEL BORGO - Anche sul progetto della Torre del Borgo non sono mancate le osservazioni. Ancora Castelletti punta sull'incongruenza tra una spesa pesante, stimata in 1 milione e 250 mila euro, per la quale il Comune si farà carico della quota di 540mila euro che sarà finanziata da un mutuo ventennale i cui interessi toccano la cifra di 320mila euro, ed un progetto certo ambizioso ma non impellente. Inoltre il progetto è stato approvato senza aver definito una destinazione d'uso. La risposta in questo caso è toccata all'assessore alla Cultura Giuseppe De Liddo, il quale ha spiegato che <la cifra è certamente elevata ma lo è anche l'opera, di grande livello, che intendiamo realizzare. Ci incoraggia il fatto che anche per la rotonda di Volpino i cittadini, dapprima scettici per l'elevato costo, si sono poi ricreduti considerando l'utilità dell'opera>. Per quanto riguarda la destinazione della Torre, ancora De Liddo afferma che <nel progetto inviato alla Regione per accedere ai finanziamenti è già stato chiarito che la Torre dovrebbe avere come fine ultimo la trasformazione in un museo osservatorio dedicato al territorio. E' in corso un gruppo di lavoro, composto anche dal Presidente di PromoIsola Silvano Ravasio, nonchè dalla presidenza dell'Ecomuseo di Leonardo. Quando sarà istituita la commissione, sarà invitata a partecipare anche la minoranza>.

ALLARGAMENTO DEL PARCHEGGIO DELLE ELEMENTARI - L'assessore Locatelli ha annunciato l'intenzione del Comune di acquistare una area di via Cadestore per allargare l'area parcheggio nei pressi della scuola elementare. <Dobbiamo porre rimedio ad una situazione particolarmente critica, specie per i ragazzi> ha spiegato Locatelli, ed in effetti non mancano i disagi creati dal notevole afflusso di veicoli dei genitori che portano a scuola i figli e poi li vanno a prendere al termine delle lezioni. Costo dell'opera per l'ampliamento: 200 mila euro. Il consigliere di minoranza Castelletti ha chiesto dove il Comune possa pensare di trovare dei fondi, data la scarsità di risorse disponibili, ponendo dubbi anche sulla circostanza di un boom di opere pubbliche a pochi mesi dalle elezioni. Locatelli ha affermato che i soldi saranno reperiti attraverso la sottoscrizione di un mutuo - l'ennesimo, aggiungiamo noi - che ovviamente graverà sul futuro dei contribuenti villadaddesi.

Trattati infine i casi dell'Icar, del rapporto Comune-Coa, e del Piano per il Diritto allo Studio che, data l'importanza dei temi, tratteremo separatamente.

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SCUOLABUS PER BERGAMO.

«A scuola in bus come sardine».
Sale la protesta!


Isola: le lamentele degli studenti via Facebook
e i genitori vanno dagli amministratori
«Troppo pieni i pullman, servono più corse»


Si chiama «L'odissea sui pullman Locatelli» il nuovo profilo Facebook creato da un gruppo di pendolari dell'Isola, con l'obiettivo di condividere «l'inferno dei tragitti in pullman che ci assillerà nel nuovo anno scolastico».
E a leggere i post che già appaiono in abbondanza si capisce che con l'inizio della scuola sono iniziati i disagi per gli studenti che usano i mezzi pubblici. A questi si aggiungono le proteste dei genitori che in questi giorni si sono recati dagli amministratori comunali per chiedere un intervento con la società autotrasporti o in Provincia affinché si possa migliorare il servizio di trasporto.
Protestano ragazzi e famiglie
«Non ci sono posti a sedere e chi sta in piedi è schiacciato come una sardina. Se dovesse succedere un incidente cosa si fa? Se la polizia locale dovesse fare un posto di blocco e fermare il pullman con più passeggeri di quelli consentiti, cosa avviene?». Ecco alcune delle domande che i genitori hanno rivolto agli amministratori. «Noi paghiamo un abbonamento di 404 euro e i nostri figli devono subire questi disagi?» dicono.
Troppo pieni i bus, troppo poche le corse? «È capitato che alcuni ragazzi non siano riusciti a salire sul pullman per ben due corse perché troppo pieni. Hanno dovuto attendere la terza. La società che gestisce il trasporto nell'Isola non si è accorta che attraverso gli abbonamenti già sottoscritti gli utenti sono aumentati di numero? Perché non hanno messo più pullman per tamponare la situazione?».
I ragazzi di Brembate, Carvico, Villa d'Adda, Madone, Bonate Sotto, Bonate Sopra, Chignolo e di altri paesi dell'Isola si lamentano su Facebook: «Si ritorna a sgomitare per un posto, seduto o in piedi». E ancora: «La popolazione è aumentata: sveglia. Le bestie ammassate sui camion diretti verso il macello viaggiano più comode degli studenti!». E poi: «Si viaggia tra zaini sparsi ovunque e gente appiccicata per non parlare del caldo assurdo che c'è su alcuni autobus». Fino a episodi da pollice verso: «Ci sono autisti che si dimenticano di entrare a Capriate e la gente è rimasta a piede» recita un post del 22 settembre.
«Stiamo monitorando i flussi»
Pronta la replica dalla società. «Con l'inizio della scuola succede che gli orari dei vari istituti non siano ancora pianificati in modo definitivo e quindi ci sia la ressa in alcuni orari» spiega il direttore della Locatelli Autoservizi, Roberto Locatelli.
«Noi stiamo monitorando il flusso degli studenti per mettere più pullman in certi orari e meno in altri – prosegue –. Purtroppo fin che gli orari delle scuole non saranno definitivi non riusciamo a svolgere bene il nostro lavoro. Per esempio sabato scorso gli studenti di Bergamo sono usciti tutti a mezzogiorno, intasando i pochi pullman di servizio mentre i successivi sono rimasti mezzi vuoti. Comunque ad ottobre la situazione dovrebbe stabilizzarsi, ma non potremo mai inserire nuovi pullman per nuove corse. Abbiamo un contratto che si riferisce al 2005 per le risorse finanziarie, che hanno subito un taglio del 7% da parte della Provincia. Con questi soldi dobbiamo far quadrare i bilanci della società».

A. Monzani
L'ECO DI BERGAMO,Domenica 30 Settembre 2012

sabato 29 settembre 2012

INCREDIBILE...


MASSIMO GRAMELLINI

BUONGIORNO
LA STAMPA,29/09/2012

Sostiene Lavitola

Se questa lettera è falsa, mette spavento. Se è vera, molto di più. Fra i documenti sequestrati dalla magistratura al faccendiere Valter Lavitola spunta un appello chilometrico e accorato a Berlusconi. Il cosiddetto direttore del fu «Avanti!». Lavitola appunto, lo avrebbe scritto alla vigilia dell’ultimo Natale dal rifugio di Rio de Janeiro, prima di rientrare in Italia e consegnarsi alla giustizia. Parole in libertà, anche dalla grammatica, che raccontano gli ultimi anni di questo disgraziato Paese meglio di un trattato politico o di una gag di Cetto La Qualunque, dando corpo ai sospetti, alle angosce e alle vergogne che hanno tratteggiato il crepuscolo del regimetto silviesco. Riporterò un’antologia di brani scelti, limitandomi a qualche commento in corsivo che dedico al fustigatore dei Lavitola di ogni epoca: Totò.

«Sig. Presidente, La prego di scusarmi se, con la consuetudine che lei mi ha concesso, Le scrivo con estrema chiarezza (In quel mondo di maneggi fumosi la chiarezza è una colpa da dichiarare preventivamente). Leggere che Lei mi accomunava ad un mafioso mi ha fatto molto male e ha rischiato d’avvero (licenza po’etica) di farmi impazzire. Io mi sono fatto da solo senza il suo benché minimo contributo. Lei invece era in debito con me per avere io comprato De Gregorio, tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie della Procura da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie e “lavorato” Dini. (Lavitola sta rivendicando come meraviglie da Nembo Kid una serie di manovre corruttive per far cadere il governo Prodi nel 2007).

“Lei mi ha promesso più volte di entrare al governo, di mandarmi al Parlamento Europeo, di entrare nel cda Rai (questa ce la siamo risparmiata), che il primo incarico importante che si fosse presentato sarebbe stato per me, di collocare la Ioannuci nel cda dell’Eni (Claudia Ioannuci, ex senatrice di Forza Italia amica sua), di nominare Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica (almeno).

“Mi ha concesso: la Ioannuci nel cda delle Poste (l’Eni ringrazia, le Poste meno) e il commissario delle dighe, ruolo inventato da me con Masi quando era a Palazzo Chigi. (Chiudete gli occhi e liberate l’immaginazione: Lavitola e Masi, il futuro dirett-horror della Rai, chiusi dentro Palazzo Chigi mentre su concessione del Capo si inventano il commissario delle dighe. Per la cronaca si chiama Guercio, e qui la realtà supera i Vanzina). “Ho ottenuto da lei anche: che Forza Italia concedesse all’Avanti! un finanziamento di 400 mila euro nel 2008, altro non era che il rimborso che Lei mi aveva autorizzato a dare a De Gregorio nel 2007 (per fare secco Prodi), 400/500 mila euro, non ricordo (100 mila più, 100 mila meno: pinzillacchere) per la casa di Montecarlo (qui Lavitola, commissario delle bufale, allude ai soldi spesi per andare a Panama e rastrellare documenti che comprovassero i maneggi edilizi dell’odiato Fini nel Principato, carne fresca per le mandibole dei giornali berlusconiani).

“Quando mio cugino (ci mancava, il cugino) editava il giornale dell’Italia dei Valori, Gianni Letta su Sua richiesta fece pressione sull’Avvocato dello Stato per sbloccare il finanziamento pubblico. Mi accusano di averle insistentemente raccomandato il maresciallo La Monica, la fonte che ha contributo a salvare Bertolaso e che ci ha coperti nell’indagine sull’acquisto dei senatori, ha datto (doppia t, alla sarda) una mano sul serio nelle indagini su Saccà e Cosentino e ha elliminato (doppia l, alla cinese) alcune foto che la vedevano ritrato (una t, alla romana) assieme a Bassolino e ad alcuni mandanti della Camorra per la vicenda rifiuti: sono certo che lei non sapesse chi fossero (però intanto glielo ha ricordato).

“Non è mia intenzione rinfacciarle nulla, ma Lei mi diede la Sua parola. (benedett’uomo, Berlusconi ne ha date talmente tante, di parole, che oramai in tasca gli sarà rimasta solo qualche vocale). “Si trata (vedi alla voce: ritrato) dell’escussione di un credito morale che sono convinto di avere. Le cose fatte tra noi le ho fatte scientemente e come tale da uomo. Lei non sarà mai coinvolto. Mai e poi mai!!! (Sottotesto: sempre che apra il borsellino. E infatti…).

“Ho bisogno che si trovi lavoro ad alcuni di quelli che lo hanno perso con l’Avanti! (I più deboli e meritevoli, immagino). Si tratta di mia moglie, 3/4mila euro mese, giornalista; mia sorella, laureata in psicopedagogia., 2/3 mila euro mese; il mio ex autista, 2 ragionere (impiegate di colore?) , 1 giornalista (almeno uno, finalmente) . Ho poi bisogno che si paghi una società cinese, 900 mila dollari, che mi ha fornito i servizi necessari alla definizione del piano di sfruttamento della mia concessione di taglio in Amazzonia (pure distruttore dell’ecosistema, dài!).

“Il clamore della vicenda giudizziaria (ma una bella terza elementare, no?) sta determinando un comprensibile ma odioso ostracismo nei miei confronti (meno male che se n’è accorto). Si restituiscano a Capriotti 500 mila dollari da lui spesi a vuoto a Panama, dei quali mi ritiene forse giustamente responsabile. Ha una sala bingo, non è difficile pagarlo perdendo un po’ di soldi al bingo, così saprebbe come giustificarli. (Bingo!).

“Tranne che le assunzioni, per le quali la prego di impegnarsi al massimo, si tratterebbe di un prestito. Assieme alla somma prima elencata (900.000 $ + 500mila$ + 5 milioni di euro), ovviamente le restituirò anche i 225 mila euro residuo dei 500 mila affidatimi da Tarantini (mi è venuto il mal di testa).

“Ho in programma di costituirmi a Napoli per tentare un patteggiamento subito dopo le vacanze natalizie, se Dio vuole che non mi catturano prima con un allarme rosso dell’Interpool (un pool di poliziotti nerazzurri?).

“La prego di far contattare mia moglie per farmi sapere a chi emettere le fatture dello studio di avvocati esteri e della società cinese. E di farle sapere come procedere per le assunzioni. E’ la prima volta che Le chiedo un aiuto, mentre io per lei non mi sono mai risparmiato. Ne approfitto per augurarle un Natale sereno, anche se capisco che tra problemi, famiglia e fidanzate non sarà semplice neppure per lei. Dopo i casini devono arrivare soddisfazioni proporzionali. Vorrà dire che ci divertiremo da morire e molto a lungo. Senza il suo prestito mi ridurrei, Dio non voglia, alla fame.” (Dio non voglia, ma mentre i maneggiatori di denaro pubblico si divertivano da morire, alla fame si sono ridotti i loro inconsapevoli finanziatori: gli italiani).  

venerdì 28 settembre 2012

VILLA D'ADDA:DOMANI IL COMUNE CHIUDE ALLE 11,00


DAL SITO DEL COMUNE:

Chiusra Uffici

Chiusra Uffici
28/09/2012

Si avvisa la cittadinanza che domani 29 Settembre 2012 il comune di Villa d’Adda chiude i propri uffici alle ore 11.00 per il "106° Giro Di Lombardia Bergamo - Lecco" - Gara ciclistica internazionale per professionisti.


EVVIVA!
TUTTI A VEDERE IL GIRO!!!

VILLA D'ADDA

LA MAGGIORANZA,IN CONSIGLIO,HA DETTO NO ALLA CLASS ACTION PROPOSTA DAL GRUPPO EL@ NEI CONFRONTI DI HIDROGEST!

Ieri sera in consiglio comunale la maggioranza guidata da Carsaniga ha opposto un NIET duro e crudo alla proposta del capogruppo di El@ di promuovere una class action sostenuta dall'Amministrazione Comunale come tutela dei cittadini-utenti  di Villa d'Adda danneggiati dall'ormai cronico(e per ora irrisolto) problema dell'acqua rossa.
La signora Sindaca ha giustificato il no della maggioranza,tra gli altri motivi di carattere legale,soprattutto per il fatto che sono ufficialmente pervenute poche segnalazioni(un paio in comune e una dozzina a Hidrogest)di cui parecchie risoltesi nel giro di poche ore dopo l'intervento dei tecnici.
Ma sia il sindaco che i responsabili di Hidrogest(presenti in aula)non hanno assolutamente voluto tener presente il motivo principale su cui si basava l'iniziativa della minoranza illustrata dal capogruppo Antonio Posa:
"all'utente non è garantito il servizio per cui gli viene richiesto poi di pagare un canone!"

Purtroppo tra il pubblico non si è notata la presenza(tranne due o tre)dei molti cittadini che spesso hanno segnalato dissservizi anche al nostro blog.
Una presenza più sostenuta avrebbe sicuramente fatto maggiormente riflettere i consiglieri di maggioranza(anche coloro che  se la chiaccheravano e ridevano beatamente durante la discussione per poi alzare pappagallescamente la mano alla richiesta del sindaco)prima di votare secondo gli ordini dei capi!

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 DAL BLOG Isolaonline
 

venerdì 28 settembre 2012

Villa d'Adda: il Consiglio respinge mozione su class action a Hidrogest

Il sindaco
Adelvalda Carsaniga
Nel corso del consiglio comunale di giovedì sera a Villa d'Adda il punto all'ordine del giorno rilevante era la mozione presentata dal gruppo di minoranza El@ per richiedere al Comune di coordinare una class action nei confronti di Hidrogest, l'azienda che gestisce il servizio idrico integrato nell'Isola occidentale e alle prese, nel paese rivierasco, con l'ormai eterno problema dell'acqua rossa che talvolta fa capolino dai rubinetti. La mozione è stata respinta a maggioranza dal Consiglio, con la maggioranza di <Insieme per Villa d'Adda> compatta a respingere la richiesta dell'opposizione. Da segnalare la presenza in aula dello stato maggiore dell'azienda di Sotto il Monte, presenti l'amministratore delegato Carlo Arnoldi, l'ingegner Roberto Vetere e il perito Marco Donghi, segno di una particolare attenzione di Hidrogest sul problema. Non sono mancati i diverbi.



LE IMPRESE ALL'EST.

«Sono in fuga
dalle pecche
del nostro Paese»


 La migrazione nell'Europa orientale raccontata in un libro dell'economista bergamasco Ferrazzi
«Si sogna all'estero un'Italia che non c'è più»
Ma manca una vera strategia internazionale
.
Di : Pierluigi Saurgnani

 Racconta la migrazione nell'Est Europa di tante aziende italiane il libro «Me ne vado a Est» (Edizioni Infinito, 12 euro) dell'economista e pubblicista bergamasco Matteo Ferrazzi, 37 anni, da due anni in forza all'Unicredit di Vienna col compito proprio di seguire il mercato dell'Europa orientale, libro scritto a quattro mani con il giornalista perugino Matteo Tacconi, 34 anni. Sarà al centro di un dibattito domani in città.
Ma non è solo un libro di economia e di politica industriale, contiene anche acute annotazioni di costume sullo stato comatoso in cui versa il nostro Paese. È curioso, ad esempio, che a spingere tante nostre imprese in Romania, oltre al basso costo del lavoro, abbiano contribuito anche l'analfabetismo linguistico di non pochi imprenditori nostrani e la tv spazzatura (di cui l'Italia abbonda) seguita con assiduità dai romeni. Il feeling linguistico e subculturale ha creato la corsia preferenziale verso Bucarest. Tra quelle presenti all'Est, un'azienda italiana su quattro è in Romania.
Fenomeno poco studiato
Sarà anche per questi risvolti poco edificanti - e forse anche per occultare gli intenti speculativi della selvaggia delocalizzazione negli anni Novanta - che dell'Est Europa i mass media italiani hanno parlato poco in questi anni, tutti impegnati ad enfatizzare il ruolo della Cina. E invece, scrive Ferrazzi, «l'Est Europa fa la parte del leone nel processo di internazionalizzazione delle nostre imprese, il cui numero nell'Est è quattro volte superiore a quello delle aziende presenti in Cina». E questo nonostante sia già iniziato il trasloco di alcune fabbriche italiane dalla Romania all'Asia, dove i costi sono ancora più bassi, magari con tappa intermedia in Moldova, terra vergine di conquista.
«Nella mia attività - prosegue Ferrazzi - ho conosciuto tante storie imprenditoriali di italiani nell'Est Europa ma non vedevo un corrispettivo da un punto di vista mediatico. Pochissimi articoli sui giornali, nessun libro, una grande povertà di informazioni. Eppure notavo che i destini industriali dell'Italia si giocavano nell'Est Europa. Che ci piaccia o meno, non sarà la Cina ma l'Est Europa a cambiare lo scenario industriale italiano». Il libro, dunque, ha colmato un vuoto e ora sta suscitando l'interesse di stampa e tv.
L'autore distingue due diverse ondate migratorie. «I Novanta sono stati gli anni del Far West, quelli del tessile italiano che produceva articoli di basso valore aggiunto. Una migrazione improvvisata, alla mordi e fuggi. Poi c'è stata un'evoluzione, e oggi la fanno da padrone i servizi, le banche, le consulenze. Ormai nessuno delocalizza il tessile, l'Est non è la Cina, i salari della Repubblica Ceca e della Slovacchia sono simili a quelli del Sud Italia, soltanto quelli bulgari e romeni sono ancora bassi, sui 400 euro. Sul manifatturiero sono pessimista, alcune produzioni non torneranno più, dobbiamo fare servizi avanzati». Ma ad attirare gli imprenditori italiani a Est, soprattutto quelli di una certa età, è stato anche «il desiderio di riprodurre oltre confine quello che trent'anni prima avevano realizzato in Italia e che oggi è impraticabile nel nostro Paese». Il sogno, e il rimpianto, di «un'Italia più facile da conquistare e anche più felice e spensierata», completamente diversa da quella odierna: «Si fugge verso Est non perché l'Est sia la medicina di tutti mali. Più che altro si fugge dall'Italia, dalle sue lacune». Un Paese in declino, bloccato, depresso, corrotto e amorale «che non sta in piedi da molti punti di vista», «che ha vissuto troppi anni di fronte alle illusioni della tv».
Per Ferrazzi, è giusto andare all'Est non solo per le note ragioni (basso costo del lavoro e dell'energia, vantaggi fiscali, servizi pubblici e infrastrutture all'altezza, giustizia efficiente) ma «perché si impara molto, mettere il naso fuori è importantissimo». E non è tanto vero che occorre essere imprese di grandi dimensioni per espatriare. «Ci vanno anche aziende minuscole ma ben attrezzate. Una veneta, con dodici impiegati, ora collabora addirittura con la Nasa».
Solitari e disorganizzati
In ogni caso, si potrebbe fare rete e andare in gruppo, ma «purtroppo le aziende italiane sono molto litigiose fra di loro, non si parlano, e questo è un problema». Ecco emergere uno dei tanti difetti italici: l'individualismo, accompagnato dall'invidia e dalla gelosia. Ne segue un altro - anche questo tipicamente italiano -, la disorganizzazione: «Oltre a non parlare inglese, a non dialogare con gli altri e a non servirsi di manager, molti nostri imprenditori vanno all'Est "a spot", senza una strategia internazionale, come invece fanno gli altri Paesi europei. E mancano anche le strutture di supporto: l'Istituto per il commercio estero è in disarmo, mentre si sovrappongono iniziative nazionali e regionali».
La migrazione delle imprese è accompagnata da quella delle persone, che in Italia non trovano sbocchi lavorativi. «I giovani laureati pensano però soprattutto a Parigi, Londra e Barcellona, invece l'Est offre grandi possibilità, e non solo per i laureati». Un esempio? «Sono andato nella capitale della Moldova - conclude Ferrazzi - e non sono riuscito a trovare un caffé in centro. Un barista italiano farebbe una fortuna in quel Paese».

L'ECO DI BERGAMO, Venerdì 28 Settembre 2012

A RISCHIO LA PACE SOCIALE.

L'Europa a un passo
dalla rivolta civile

Monti all'Onu lo ha detto a chiare lettere: «È la più profonda e peggiore crisi nella storia dell'Unione europea». E proprio alla vigilia del suo discorso le piazze di tre Paesi si sono incendiate, la Francia ha ammesso che per la prima volta in tredici anni il numero dei suoi disoccupati ha varcato la soglia psicologica dei tre milioni e la stessa Germania ha previsto una contrazione della forza lavoro prima della fine dell'anno. Sebbene il movimento degli «indignati», attivissimo in Spagna, non si sia ancora diffuso come si temeva, le reazioni popolariall'austerità, alla recessione e alla continua perdita di posti di lavoro si vanno intensificando in tutta Europa, assumendo sempre più spesso forme violente.
Se la settimana scorsa mezzo milione di portoghesi si è limitato a una marcia pacifica per protestare contro un aumento dei contributi sociali, martedì in Spagna migliaia di persone furibonde hanno tentato di dare l'assalto al Parlamento e mercoledì bande di dimostranti, molti con i classici passamontagna neri, hanno messo Atene a ferro e fuoco lanciando alla polizia che cercava di contenerli grida di «traditori» e di «porci della Merkel».
Intanto i sondaggi rivelano ovunque quella crescente insofferenza verso l'Europa: una insofferenza che nei Paesi del Nord, con i conti ancora a posto, si traduce nella crescita di movimenti nazionalisti e xenofobi che si rifiutano di finanziare le «cicale» del Sud, e nel Sud in un odio crescente per una Germania accusata non solo di lesinare gli aiuti agli altri Paesi, ma addirittura di approfittare della crisi del debito sovrano per finanziarsi a costo zero. In ogni Paese colpito dalla recessione ci sono mine pronte ad esplodere: ci si chiede, per esempio, che cosa potrebbe succedere a Taranto, se davvero la magistratura riuscisse a fare chiudere l'Ilva creando d'un colpo 10 mila nuovi disoccupati. Crescono perciò i timori che alla «primavera araba» possa seguire un «inverno europeo», fatto di scioperi selvaggi, agitazioni di piazza, e nei Paesi più provati dove molte famiglie sono con l'acqua alla gola, saccheggi. Le famiglie che non arrivano alla fine del mese sono senz'altro più numerose di un anno fa, e il continuo aumento della disoccupazione giovanile fa sì che sempre più numerosi siano anche i giovani disponibili, certo più dei loro genitori, ad entrare in azione.
Il sempre più diffuso disprezzo per la classe politica, accusata da avere mantenuto i propri privilegi mentre sta privando la gente delle conquiste di cinquant'anni di crescita, non aiuta di sicuro a rasserenare l'ambiente. Proprio dagli eventi del Nord Africa abbiamo imparato che una rivolta, una volta innescata, può diffondersi come il fuoco nella prateria; e se la distanza tra Atene e i maggiori Paesi europei resta grande, Madrid, Barcellona e le banlieue francesi sono molto più vicine. Purtroppo, le previsioni sono che Grecia e Spagna, se non affonderanno, avranno bisogno di molto più tempo per uscire dal baratro e che il 2013 sarà ancora un anno molto difficile. Possiamo solo sperare che la gente mantenga quel tanto di pace sociale senza il quale una ripresa diventerebbe ancora più difficile, se non impossibile.
Livio Caputo
L'ECO DI BERGAMO, Venerdì 28 Settembre 2012

TANTO PER CAMBIARE...

VILLA D'ADDA.
Dal sito del Comune

Chiusura ufficio tecnico

Chiusura ufficio tecnico
26/09/2012 

Si avverte la cittadinanza che sabato 29 settembre 2012 l’ufficio tecnico comunale chiuderà al pubblico alle ore 11,00.

giovedì 27 settembre 2012

SE NE PARLA STASERA....

da BERGAMONEWS.


Disservizi
 
Una class action per eliminare definitivamente il problema dell’acqua rossa. La proposta del gruppo El@ verrà sottoposta all’esame del Consiglio comunale.

Acqua rossa dai rubinetti,
a Villa d’Adda si pensa
alla class action


Una class action per eliminare definitivamente il problema dell’acqua rossa. La proposta del gruppo El@ verrà sottoposta all’esame del Consiglio comunale. Si chiede all’amministrazione di coordinare l’azione di protesta dei cittadini che lamentano il disservizio nei confronti dell’azienda Hidrogest. E’ un problema annoso, il Consiglio se n’è già parlato invitando un tecnico della società che ha certificato la potabilità dell’acqua rossa contenuta in una bottiglia portata da un cittadino. Ora il gruppo di opposizione chiede all’amministrazione il pugno di ferro nei confronti dell’azienda di Sotto il Monte che garantisce i servizi idrici ai Comuni della zona. Un’azione forte, per risolvere una volta per tutte il problema molto sentito dagli abitanti. “Invitiamo caldamente i cittadini che sono quasi quotidianamente alle prese con questo problema a partecipare – spiegano gli esponenti del gruppo El@ -. Più persone saranno presenti, più si darà a sindaco e maggioranza l’idea di quanto il problema debba essere risolto il più velocemente possibile”.

Giovedì, 27 Settembre, 2012
Autore: Redazione Bergamonews...

VILLA D'ADDA:novita' per il consiglio comunale

DAL SITO DEL COMUNE:

Consiglio Comunale

26/09/2012

Il Sindaco avvisa ad intervenire alla seduta straordinaria di prima convocazione del Consiglio Comunale che si terrà presso la sala consigliare il giorno: GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE 2012 ORE 21.00.
Per maggiori informazioni scaricate il documento associato.


Documenti associati COMUNE DI VILLA D’ADDA
Provincia di Bergamo
..........
Prot. n. 7996 Villa d’Adda, 26 settembre 2012
A norma di quanto prescrivono gli art. 125 e 127 del T.U.L.C.P. 4 febbraio 1915 n. 148
coordinati agli art. 38 e 39 del D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 e art. 32 dello Statuto la invito ad
intervenire alla seduta straordinaria di prima convocazione del Consiglio Comunale che si terrà
presso la sala consigliare il giorno:
GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE 2012 ORE 21.00
Ordine del giorno urgente:
solidarietà ai lavoratori della ditta ICAR di Villa d’Adda.
Distinti saluti .
Il Sindaco
Carsaniga Adelvalda

MENO SOLDI AI PARTITI.

 Partiti ed eletti
nel mirino del governo


In cantiere nuovi tagli ai costi della politica
E Bersani: anche il federalismo va ripensato


Chiara Scalise
ROMA
Nuovi tagli ai costi della politica: il governo, dopo il «caso» Lazio, studia un piano per blindare l'uso del denaro pubblico. Nel mirino, il finanziamento ai partiti (che hanno da poco già visto dimezzati i rimborsi) e i costi delle amministrazioni locali.
Quando il premier Mario Monti tornerà dal viaggio negli Usa troverà infatti ad aspettarlo il dossier Amato (anche se il diretto interessato smentisce all'Ansa di aver avuto questa mission specifica), incaricato sul fronte della spending review di occuparsi di questi temi, e quello messo a punto dalle stesse Regioni, consegnato ieri al Quirinale e a Palazzo Chigi e che ha incassato l'apprezzamento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La riforma del Titolo V
E non è escluso, secondo quanto si apprende da fonti di governo, che l'esecutivo decida di accelerare varando nei prossimi giorni un decreto legge ad hoc. Una opzione comunque ancora tutta da vagliare, così come ancora deve essere circoscritto il campo di intervento. Il tema «merita un provvedimento a sé», spiega il ministro della Giustizia Paola Severino che chiude dunque all'ipotesi che le misure possano essere inserite via emendamento nel ddl anticorruzione.
Altro tema, legato a doppio filo ai costi della politica, quello del federalismo: il governo infatti, annuncia il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi in audizione alla Camera, «è orientato» a presentare un disegno di legge costituzionale che intervenga sulle competenze e sui controlli delle Regioni. Si tratterebbe di una riforma che difficilmente potrebbe vedere la luce entro la fine della Legislatura ma che sarebbe il punto di partenza per un intervento nella prossima.
La necessità di intervenire sulla riforma del Titolo V della Carta è d'altro canto, a distanza di anni, riconosciuta anche dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani che si dice convinto che occorra ripensare il federalismo, mettendo fine al moltiplicarsi di centri di spesa incontrollati.
Meno soldi e più trasparenza: sono queste le due direttrici lungo le quali puntano a muoversi tutti gli interventi in cantiere. Si va dal tetto agli emolumenti agli eletti (proposta già contenuta nel Salva-Italia ma che non ha visto la luce e ora ripresa in commissione alla Camera su iniziativa popolare) all'introduzione dei costi standard per la politica sulla falsariga di quanto fatto con il federalismo e con la fase uno della spending review per altre voci fino alla riforma del finanziamento dei partiti.
Finanziamento privato
Tra le ipotesi allo studio infatti torna quella di renderlo interamente privato, magari immaginando detrazioni ad hoc. C'è chi come il professore Pellegrino Capaldo ad esempio ha da tempo messo a punto una proposta, sottoscritta anche dall'Udc, per consentire il riconoscimento di un credito di imposta al 95% per i versamenti ai partiti.
Altre novità potrebbero poi arrivare dall'attuazione dell'articolo 49 della Carta Costituzionale (compito che è in capo sempre all'ex premier Giuliano Amato) e che dovrebbe consentire, a distanza di decenni, di definire il ruolo dei partiti nonché dei sindacati, attribuendo loro finalmente personalità giuridica.

L'ECO DI BERGAMO, Giovedì 27 Settembre 2012



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Buongiorno
LA STAMPA,27/09/2012

Alla fine dei soldi


Massimo Gramellini
Come si finanzia la politica? Ecco un quesito in apparenza insolubile. 1) Se diventa hobby gratuito, possono permettersela soltanto i ricchi. 2) Se a oliarla sono i privati, il politico si riduce a burattino di qualche lobby come in America (la crisi di questi anni ha origine dall’abolizione di un decreto legislativo che saggiamente impediva alle banche commerciali di essere anche banche d’affari, imposta a Clinton nel 1999 dai sovvenzionatori delle sue campagne elettorali, residenti a Wall Street). 3) Se si persiste nel fare pagare i lussi della politica ai cittadini, prima o poi arriveremo alla rivoluzione o alla dittatura (un’ipotesi non esclude l’altra), dato che risulta sempre più indigesto sfogliare le note spese a fisarmonica di Fiorito quando a tua madre riducono la pensione sociale di 20 euro. Le opzioni che ho numerato sembrerebbero alternative, ma in Italia - culla della creatività - abbiamo costruito un modello che condensa i difetti di tutte e tre: qui la politica la fanno i ricchi e le lobby con il denaro dei contribuenti.
La soluzione del rebus è davvero impossibile? Forse una chiave ci sarebbe. Sì al finanziamento pubblico, a patto che l’intero sistema dei partiti si sottoponga a una energica cura disintossicante (meno parlamentari nazionali e locali, meno rimborsi, nessun condannato per corruzione fra i candidati) e al controllo capillare di un ufficio composto da efferati ragionieri super partes, nominati a rotazione dal presidente della Repubblica. Se qualcuno avesse un’idea migliore la dica ora, o mugugni per sempre.


SAGRA DELL'UVA A PONTIDA.

da L'ECO DI BERGAMO,Giovedì 27 Settembre 2012

Da domani a Pontida
la sagra dell'uva.

Pontida
Nella città del Giuramento la sagra dell'uva, arrivata alla 7ª edizione, si terrà nel prossimo fine settimana. Si svolgerà nell'area feste, con degustazione di vini locali, concorso fotografico, gara di ballo ed esposizione di prodotti tipici.
La manifestazione apre domani alle 18,30, con presentazione e assaggi di vini prodotti nelle cantine locali. Sabato dalle 18, esposizione dei prodotti tipici e premiazione del concorso fotografico «Corti e cascine in Val San Martino». Alle 20,30 intrattenimento musicale e balli con Luca e Anna. Domenica alle 10, esposizione dei prodotti dell'artigianato locale e di «robi vecchi». Alle 10,30 esibizione di arti marziali di kick boxing. Alle 15,30 ancora musica e alle 16 esibizione scuola di ballo «Rosy Dance», alle 17 gara di ballo. La sagra è organizzata dalla Pro loco presieduta da Valerio Gelmi, in collaborazione con il Gruppo volontari antincendio boschivo e il patrocinio del Comune.
Sarà in funzione un servizio di ristoro. Info: Alberto Gioia 035795762, Valerio Gelmi 035795028 o Isidoro Medolago 035 795437.

mercoledì 26 settembre 2012

SCUOLA:PARTE IL CONCORSO PER GLI INSEGNANTI.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando per 11.542 insegnanti.

CORRIERE DELLA SERA,26.09.2012

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando del «concorsone» per assumere 11.542 docenti nel biennio 2013-2014. A seguito del concorso il prossimo anno scolastico entreranno in ruolo 7.351 neo professori; i restanti 4.191 docenti saliranno definitivamente in cattedra nell'anno scolastico 2014-2015. I reclutamenti serviranno a coprire il 50% del fabbisogno, mentre l'altra metà sarà soddisfatto attraverso le graduatorie a esaurimento dei precari.
I CANDIDATI - Al concorso possono partecipare i docenti che hanno conseguito almeno un'abilitazione all'insegnamento entro quest'anno. Oppure che abbiano conseguito la laurea alla data del 22 giugno 1999. Inoltre, ma solo per le scuole primarie e dell'infanzia, «i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, ovvero al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell'istituto magistrale, iniziati entro l'anno scolastico 1997-1998».
LA DOMANDA DI AMMISSIONE - L'iscrizione avverrà online, a partire dal 6 ottobre 2012 e fino alle ore 14.00 del 7 novembre 2012. I candidati possono concorrere per uno o più posti ovvero per una o più classi di concorso in base alle abilitazioni ottenute in passato. Ma nella stessa regione. Che potrà però essere scelta dal candidato. «In tal caso sono tenuti a presentare - recita il bando - nella regione prescelta un’unica domanda con l’indicazione dei posti ovvero delle classi di concorso per cui si intende concorrere».
LE PROVE - Confermando il trend inaugurato dal ministro Profumo di una scuola che vuole informatizzarsi, anche la prima prova sarà effettuata con i pc, e sarà su base regionale. Si tratta di un test con 50 quesiti, di logica, comprensione, lingua straniera e informatica, appunto. La seconda prova «scritto-pratica» sarà invece su base nazionale. Con quesiti a risposta aperta «finalizzati a valutare la padronanza delle competenze professionali nonché delle discipline oggetto di insegnamento». La terza prova sarà tecnico-pratica, e prevede anche una lezione prova. «Ha per oggetto le discipline di insegnamento - spiega il bando - e valuta la padronanza delle medesime nonché la capacità di trasmissione delle stesse e la capacità di progettazione didattica, anche con riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione».

VILLA D'ADDA:ERA ORA!!!.

A POCHE ORE DALL'APERTURA DELLA SEDUTA,SUL SITO DEL COMUNE E' "APPARSO" FINALMENTE L'ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI DOMANI SERA!
CHE BRAVI!!!

Convocazione Consiglio Comunale

Convocazione Consiglio Comunale
24/09/2012   
(la data di pubblicazione esatta è 25.9...)

Si avvisa la cittadinanza che il sindaco ha Convocato il CONSIGLIO COMUNALE per GIOVEDI’ 27 Settembre  2012 alle ORE 21.00.
In allegato trovate l'ordine del giorno.

martedì 25 settembre 2012

VILLA D'ADDA:IL SOVIET TACE!

 LA MAGGIORANZA INSABBIA....

Mancano nemmeno due giorni alla riunione del prossimo Consiglio Comunale e,ancora una volta,il sito ufficiale del comune non fa il minimo accenno a questo evento!
Che dire?
A villa d'Adda,a quanto pare,vige ancora il sistema dei SOVIET???
Non si vuol far sapere alla popolazione ciò che accade se non è di gradimento dei CAPI!
E ancora una volta noi non possiamo fare a meno di gridare ai quattro venti:

 Sindaco

Sig.ra Adelvalda Carsaniga Dati Anagrafici:

Carica attuale: Sindaco


"Amministrazione Carsaniga: 
V E R G O G N A"!!!

UN'ONDA CHE TRAVOLGE TUTTI!


IL FANGO DEL LAZIO TRAVOLGE LA POLITICA.

Un'onda altissima di fango misto a ostriche e a maschere carnascialesche ha travolto la Regione Lazio determinando la caduta della giunta guidata da Renata Polverini, la sindacalista dell'ex Cisnal arrivata a quel posto di grande responsabilità per volontà del Pdl e dei suoi alleati. La caduta della giunta comporta lo scioglimento del Consiglio e dunque nuove elezioni che saranno presumibilmente abbinate a quelle politiche previste in primavera. Se ne andranno tutti a casa, dunque, i Fiorito e i Battistoni che si rinfacciano le fatture (probabilmente gonfiate) di pranzi e cene da Grand Guignol, e andrà anche a casa quel tale che, per festeggiare la propria elezione, organizzò una festa di raro cattivo gusto a spese del gruppo del Pdl, cioè di tutti noi, per svariate decine di migliaia di euro. Casini, che da alleato è stato l'ultimo a tagliare il ramo su cui si appoggiava il centrodestra laziale, accusa di «ipocrisia» i consiglieri di opposizione che oggi gridano allo scandalo, ma che negli ultimi due anni hanno votato all'unanimità e senza un solo fiato l'aumento stellare dei fondi a disposizione dei gruppi politici da 1 a 14 milioni di euro all'anno, avete capito bene: 14 milioni, e chissà quante cosa ci può fare un'amministrazione onesta con quei soldi. Infatti, nonostante D'Alema cerchi di appropriarsi di questa caduta della Polverini, non ci sarà nessuno che, naturalmente a vari livelli di responsabilità, riuscirà a salvarsi dal ludibrio, da quella riprovazione morale che il cardinal Bagnasco e il cardinal Vallini hanno richiamato con parole di grande nettezza.
L'onda travolge tutti, dunque. Il Pdl, innanzitutto, che adesso – con aperti i casi del Lazio, della Lombardia, fra poco della Campania e della Calabria – sta diventando nell'immaginario collettivo, a torto o a ragione, un'accolita di gente infrequentabile. Era ciò che Berlusconi voleva evitare, bloccando le dimissioni della Polverini, e la conseguente deriva: ma non gli è riuscito, e ora con Alfano deve velocemente correre ai ripari. Tutto concorrerebbe a tentare una «rifondazione» del centrodestra, quella che chiede Fini dall'esterno, ma ancora non è chiaro chi dovrà con credibilità mettersi alla guida di una tale operazione chirurgica.
Ma l'onda non risparmia nemmeno gli altri. E contribuisce a quella generica, generalizzata condanna dei «forchettoni» al potere che fece la fortuna di Guglielmo Giannini e del suo movimento dell'Uomo Qualunque nel Dopoguerra e che ora può gonfiare le vele di Grillo. Un Pd pronosticato quale futuro partito di maggioranza nella prossima legislatura dovrebbe avere la forza e la compattezza per fare da argine a tale ondata. Ma la valanga laziale finisce per coinvolgere anche i suoi uomini, visto che si avvantaggiarono silenziosamente dei privilegi e a tutto pensarono tranne che a rifiutarli con lo sdegno degli antichi quiriti. E allora?
E allora, mentre la sporcizia copre col suo manto maleodorante la Seconda repubblica, noi ancora non sappiamo cosa ci accadrà nel prossimo futuro: come andremo a votare, con quale legge, per quale politica, per chi. Conclusione: tutto congiura per passare ancora qualche altro tempo in compagnia del professor Mario Monti. Se nessuno vincerà davvero le elezioni, non si potrà che finire lì, e molti – anche autorevolmente, anche molto in alto – lo danno già per scontato.

Andrea Ferrari
L'ECO DI BERGAMO, Martedì 25 Settembre 2012

lunedì 24 settembre 2012

CONSIGLIO COMUNALE A VILLA D'ADDA

ORDINE DEL GIORNO:



Naturalmente sul sito del Comune di Villa d'Adda ancora non hanno avuto il tempo(o la voglia!) di pubblicarlo!

LA RISCOPERTA DEL PENSIERO DI MIGLIO.

Perché la lega riscopre Miglio

L'ECO DI BERGAMO,Lunedì 24 Settembre 2012

Le prime iniziative poste in essere da Roberto Maroni, nuovo segretario della Lega, evidenziano la sua volontà di perseguire due non facili ma importanti obiettivi. Il primo è quello di emarginare il più possibile chi all'interno del partito si è fatto promotore di comportamenti riprovevoli sul piano etico e politico, prima ancora che su quello giudiziario. In quest'azione l'atto più complesso e difficile è stato quello di ridimensionare, senza annullarla, la figura dello storico fondatore e leader del movimento, Umberto Bossi. Il secondo obiettivo è quello di rilanciare l'azione politica del partito attraverso la riscoperta del pensiero e dell'opera di Gianfranco Miglio, che tra il 1990 e il 1994 lavorò per il movimento con l'intento di farne un'autentica forza di cambiamento. In un recente convegno tenuto nel comune di Domaso, sul lago di Como, dove Miglio ha a lungo vissuto fino alla sua morte (2001), Maroni ha dichiarato: «Oggi voglio riprendere la sua eredità e continuarla perché la sua intuizione è il bagaglio culturale più importante che la Lega ha avuto».
Se le parole sono pietre, c'è da credere che quelle pronunciate da Maroni hanno il preciso significato di riportare, in qualche misura, la strategia politica della Lega entro il progetto tracciato da Miglio con il «Decalogo di Assago» del 1993. Va ricordato, però, che pochi di quei punti furono fatti propri dalla Lega, perché Bossi preferì privilegiare una politica di contrattazione con lo stato centrale, che mirasse al rafforzamento delle autonomie regionali. Da qui l'accordo di governo con Berlusconi nel 1994, al quale Miglio si dichiarò contrario. Non gli piacque anche che come ministro delle Riforme istituzionali fosse stato scelto Francesco Speroni. Bossi fu molto esplicito in quella occasione: «Miglio pare che ponga solo un problema di poltrone e la difesa del federalismo non è questione di poltrone». Il Profesùr gli rispose in maniera altrettanto sprezzante: «Per Bossi il federalismo è stato strumentale alla conquista di poltrone e il federalismo non è questione di poltrone». Aggiunse poi: «Tornerò solo nel giorno in cui Bossi non sarà più segretario».
Oggi, stando alle dichiarazioni di Maroni, Miglio è ritornato a rappresentare per la Lega un forte punto di riferimento. Sarà, quindi, interessante vedere quanta parte di quel «Decalogo» sarà posto alla base della sua futura azione politica. Quel progetto era fondato sul ruolo costituzionale assegnato all'autorità federale e a quella di tre macroregioni (Nord, Centro e Sud), oltre alle Regioni a statuto speciale. Era, tra l'altro, previsto che: le spese dell'unione non avrebbero dovuto superare il 50% del Pil; il presidente federale avrebbe presieduto un «governo direttoriale» composto dai presidenti delle Regioni e, inoltre, per garantire l'unità del Paese avrebbe dovuto essere eletto direttamente dal popolo in due tornate elettorali; all'autorità federale unitaria sarebbero stati attribuiti gli affari esteri, la difesa esterna e l'ordine interno, la finanza, l'istruzione universitaria e il coordinamento della ricerca scientifica; tutti gli altri compiti dovevano essere svolti dalle tre macroregioni, i cui contorni territoriali dovevano essere stabiliti con referendum popolare.
Miglio auspicava anche la fine del bicameralismo perfetto, con l'istituzione di un Senato delle regioni, e delineava un federalismo fiscale che prevedeva la destinazione dei tributi là dove la ricchezza era stata prodotta, ma che si dovesse tener conto di una quota destinata a finalità di redistribuzione territoriale.
Molti aspetti di questo progetto appaiono oggi di grande attualità, visto che siamo nel bel mezzo di una crisi economica che ha per molti versi accentuato l'incapacità delle strutture centrali dello Stato e di molte amministrazioni locali di dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. A ciò si aggiunge la crescita abnorme dei costi della politica e il grave degrado professionale e morale di molta parte della classe politica che non mostra adeguata sensibilità agli interessi generali. Si impongono, quindi, scelte fondamentali per il corretto funzionamento della nostra democrazia. Occorre ripensare, in definitiva, il funzionamento complessivo della macchina statale, rendendola più snella, meno costosa e più efficiente.
L'accorpamento di alcune Province, deciso dal governo con la spending-review, non ha dato un forte segnale in questa direzione. Meglio sarebbe stato abolirle tutte, assegnandone compiti e personale ai comuni capoluogo. La revisione dell'assetto istituzionale e di alcune norme previste dalla Costituzione promulgata nel 1947, richiede, oggi, un serio e concreto impegno al quale nessuna forza politica può sottrarsi. Compresa la Lega, se davvero vuole riappropriarsi del pensiero certamente rivedibile, ma senza dubbio lungimirante, di Gianfranco Miglio

 pino roma


sabato 22 settembre 2012

UNA VITA DA GIRAFFA...



LA STAMPA,22/9/2012

Il mio eroe del giorno è la giraffa che scappa dal circo di Imola in cui era ingiustamente detenuta e galoppa libera e impaurita per le strade, facendosi largo a zoccolate fra le auto in sosta finché viene sedata a fucilate di narcotico dalla polizia. Troppe emozioni per il suo cuore grande, che alle tre del pomeriggio cessa di battere.

Mi sono indignato e commosso, non solo per lei. Anche noi pascolavamo sereni nella savana dello Stato Sociale. Ma un brutto mattino ci siamo risvegliati in un circo dove tutti ridevano e applaudivano, nonostante nessuno fosse veramente felice, neanche il clown miliardario che incantava i bambini con le barzellette senza mai perdere di vista la cassa. Siamo riusciti a scappare, fino a quando un tecnico ci ha sparato addosso del narcotico, per il nostro bene. Ora siamo qui: liberi ma depressi, barcollanti ma in piedi.

Ti riscatteremo, giraffa cara. Riprendendo a galoppare verso la libertà non appena qualcuno, oltre che del narcotico, ci metterà in corpo un po’ di vitamine.

SPETTACOLO MISERABILE!

Lorsignori e il deficit morale del potere

L'ECO DI BERGAMO,Sabato 22 Settembre 2012
Andrea Ferrari

Il miserabile spettacolo offerto dal centrodestra al governo della Regione Lazio dà un'ulteriore spinta ai movimenti della cosiddetta antipolitica. E si capisce il perché: il cittadino che cerca di resistere alla morsa della crisi vede che quasi tutta una classe di governo gode ingiustificatamente di enormi fondi pubblici usati da quei signor nessuno per arricchirsi e per garantirsi una vita sardanapalesca. E guardando quella scena il cittadino s'infuria e giustamente manda tutti al diavolo. È difficile dargli torto. Come togliere dalla testa di un disoccupato, di un cassintegrato, di un lavoratore tartassato dalle tasse che quei politici viterbesi o ciociari oggi sotto inchiesta sono in realtà dei parassiti che distruggono la pianta della società cibandosi delle sue fibre? I politici che vediamo apparire sui teleschermi dimostrano, con le parole e l'aspetto prima ancora che con i comportamenti, la loro natura di gente senza arte né parte che ha scoperto l'intrallazzo politico e ne ha fatto la ragione di vita. È preziosa benzina per i grillismi di vario tipo e non possiamo che preoccuparcene.
Ma lo scandalo della Regione Lazio segnala un altro elemento: la crisi morale e politica del Pdl, il partito che si è nutrito finora del carisma del leader e del potere che esso ha fatto conquistare a Roma come negli enti locali. Ora che quel potere si è drasticamente ridotto e minaccia di assottigliarsi ancor di più, il partito si rivela per quel che è: un prodotto di laboratorio per essere docile strumento per i fini del fondatore. E se il fondatore si defila, mostra incertezza e anche poca voglia di tornare sulla scena dopo la caduta del suo governo e nemmeno indica un successore. Il partito – come ogni corte – si frantuma in mille pezzi, facendo venire alla luce le divisioni e i personalismi, gli odi e le liti meschine. È quel che è successo nel Lazio: la lotta continua tra gli ex missini (maggioritari) e gli ex azzurri di Forza Italia è rimasta sotterranea fino a quando si vinceva e si distribuivano le ricche prebende. Ora che non si sa come andranno a finire le cose, esplodono gli scandali e tutti accusano tutti, in una chiamata di correità generale che porta solo all'autodistruzione. Berlusconi si limita a chiudere le falle, ottenendo dalla governatrice Polverini la rinuncia alle dimissioni e fermando le tentazioni scissionistiche degli ex An, ma senza riuscire ad imprimere la svolta che sarebbe necessaria. È verosimile che lo stesso Berlusconi, guardando come è composta la classe dirigente locale oggi nel mirino degli inquirenti, qualche motivo di sconforto finisca per provarlo.
Lo sfarinamento di un centrodestra travolto dalla questione morale, e non solo nel Lazio, e questa perdurante latitanza del suo leader sono un serio problema per le nostre istituzioni ora che si avvicinano le elezioni e mentre veniamo a sapere che anche l'anno prossimo saremo in recessione e che i disoccupati aumenteranno insieme alla pressione fiscale. Ci sarebbe bisogno di un centrodestra coeso intorno ad una leadership capace di futuro e contemporaneamente ci sarebbe bisogno di un'alleanza chiara di centrosinistra programmaticamente omogenea. Per il momento non abbiamo né l'uno né l'altra e oltretutto non sappiamo nemmeno come andremo a votare, giacché di accordi sulla riforma elettorale ancora non si vede l'ombra. Forse se ne potrebbe giovare la prospettiva di un governo guidato ancora da Monti e sorretto da più forze insieme. Non lo sappiamo al momento e questo non fa che accentuare la nostra incertezza.
Il punto è che un Paese privato di una guida autorevole e forte del consenso popolare non può battere la crisi economica più grave dal 1929 ad oggi.

venerdì 21 settembre 2012

PER GLI APPASSIONATI DI FILATELIA.

Si alza il sipario su 80 collezioni
di francobolli.


L'ECO DI BERGAMO, Venerdì 21 Settembre 2012

Martinengo

È un appuntamento da non perdere, per gli appassionati di francobolli, quello in programma per oggi, domani e domenica all'Istituto Sacra Famiglia di Martinengo, in via dell'Incoronata 1.
Si alza infatti il sipario sul primo congresso del Club della filatelia d'oro italiana, organizzato con la collaborazione del Circolo filatelico bergamasco e con il patrocinio della Pro loco e del Comune di Martinengo. Nella serata di domani, in occasione della cena del palmarès, saranno inoltre premiati i siti web di informazione filatelica giudicati migliori.
Questo il programma proposto nella tre giorni. Alle 8,30 di oggi ci sarà un'apertura preliminare della mostra, riservata esclusivamente alle scolaresche. Il pubblico è invece atteso alla stessa mostra e al convegno commerciale a partire dalle 14 e fino alle 18. Un'ottantina le collezioni, proposte dai soci e dai simpatizzanti del Club, oltre ad alcune altre inviate da collezionisti iscritti alle più note associazioni italiane ed estere.
Domani alle 10 si terrà l'inaugurazione ufficiale dell'evento con il saluto del presidente del Club alle autorità e ai partecipanti ed una breve presentazione del Club e dei suoi scopi. Durante la giornata si terranno numerosi interventi finalizzati alla promozione della filatelia attraverso una sintetica analisi storico sociale del collezionismo e del suo apporto culturale. Fra i temi trattati: «Evoluzione del collezionismo filatelico», «Evoluzione del mercato filatelico» e «Un aspetto poco noto: la filatelia fiscale». Sempre durante la giornata di sabato alcuni esperti saranno gratuitamente a disposizione di tutti per fornire consigli tecnici relativi al collezionismo.
Il pubblico vota le collezioni
Il programma di domenica prevede alle 10 l'apertura della mostra e del convegno commerciale, la conferenza sul tema «Evoluzione delle esposizioni filateliche» e alle 11 la riunione del consiglio direttivo del Club aperto ai soci e ai simpatizzanti presenti. L'appuntamento si chiuderà alle 12 con la premiazione delle tre collezioni preferite dal pubblico e l'estrazione fra tutti i votanti del «Gronchi Rosa». Tra le 14 e le 18,30, tutti gli intervenuti potranno prendere parte alla manifestazione «Sagra della Patata», in programma nel centro storico di Martinengo, con visite e degustazione dei prodotti tipici. Infine alle 20 si terrà una cena per i soci, i simpatizzanti e gli invitati.
«Si tratta di un evento importante – sottolinea Luca Plebani, vice presidente della Pro loco – che giunge a coronamento di un percorso prestigioso. Tre anni fa, infatti, abbiamo organizzato nel centro storico il primo convegno numismatico e filatelico, appuntamento che è stato ripetuto l'anno scorso facendo anche l'annullo per il 150° dell'Unità d'Italia. Quest'anno, infine, abbiamo dato spazio al primo convegno della filatelia d'oro. A prima vista sembrerebbe riservato solo agli specialisti ed appassionati del settore, ma in realtà prevede un grosso coinvolgimento delle scuole e del pubblico che sarà chiamato a votare le migliori collezioni. La manifestazione, inoltre, contribuirà sicuramente alla valorizzazione del territorio in cui si svolge».

Francesco Lamberini

DAL CONSIGLIERE FABIO VILLA.




AL SIG. SINDACO
DEL COMUNE DI VILLA D’ADDA


OGGETTO: INTERROGAZIONE SULLA STRADA DI COMUNICAZIONE FRA VIA
                   DONIZETTI E VIA CARAVAGGIO E SULLA ROTONDA DI VOLPINO

   SI CHIEDE PERCHE’ LA STRADA DI COMUNICAZIONE FRA LE VIE DONIZETTI E CARAVAGGIO, BENCHE’ REALIZZATA DA TEMPO IMMEMORABILE, SIA ANCORA CHIUSA AL TRAFFICO CON NOTEVOLI DISAGI PER I CITTADINI RESIDENTI CHE ACCEDONO ALLA ROTONDA DI VOLPINO.
   SI CHIEDE SE LA ROTONDA SIA ANCORA SU STRADA DI PROPRIETA’ PROVINCIALE E SE SIA STATA COLLAUDATA PRIMA DELL’APERTURA AL TRAFFICO.
SI CHIEDE CHE L’INTERROGAZIONE SIA INSERITA NELL’ORDINE DEL GIORNO DEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE.
VILLA D’ADDA 7.9.2012
                                               IL CONSIGLIERE DEL GRUPPO ELA
                                               FABIO VILLA