Resta incerta la presenza di Bossi
da L'ECO DI BERGAMO,9.4.20102
Si svolgerà nei capannoni della Fiera di Bergamo e non più nel
PalaCreberg la «Serata dell'orgoglio leghista» in programma martedì sera
10 aprile a Bergamo. La decisione di cambiare sede è stata presa dagli
organizzatori «per via dell'alta adesione alla iniziativa che richiede
un posto più ampio con grandi parcheggi».
Alla manifestazione
nazionale saranno presenti tutti i big del partito, mentre rimane
incerta la partecipazione di Bossi. Con le proprie dimissioni,
sottolinea il leghista bergamasco Stucchi, «Bossi ha dimostrato di non
avere nulla da nascondere: vuole che si faccia chiarezza. È stato
nominato un nuovo amministratore ed è stato chiesto a una società
esterna di verificare i conti. È un segno di trasparenza». L'ex
tesoriere Belsito, taglia corto Stucchi, «va espulso. Con tutti gli
altri bisogna accertare le responsabilità senza guardare in faccia alle
persone e al cognome che portano».
«Si è chiusa un'epoca con un
atto di coraggio da parte di Bossi – afferma Cristian Invernizzi,
segretario provinciale del Carroccio –: la scelta di dimettersi è un
atto che gli fa onore. Sono convinto che Bossi sia estraneo a quanto
emerso: chiunque altro, invece, non è al di sopra di ogni sospetto.
Valuteremo e, se qualcuno avesse sbagliato, sicuramente la giustizia
della Lega sarà più veloce di quella dei magistrati». Ora, conclude
Invernizzi, «si apre una fase transitoria che dovrà portare al congresso
federale». Ettore Pirovano, presidente della Provincia, afferma:
«Umberto Bossi, che credo sia l'unico che porta questo cognome ad essere
assolutamente estraneo a quanto è successo, ha dimostrato ancora una
volta di essere un leader facendo un passo indietro per il bene del
movimento. Non so se gli altri Bossi siano coinvolti – prosegue Pirovano
–, ma Umberto è l'unico sul quale potrei anche rischiare di dare la mia
parola: lo conosco da molto tempo e ho visto il suo assoluto
disinteresse per gli aspetti economici; non l'ho mai sentito parlare di
soldi, non l'ho mai visto con un vestito più costoso di quelli che si
comprano in un supermercato».
La Lega, sottolinea Pirovano, «può
essere ancora più forte se riuscirà a liberarsi in modo completo delle
infiltrazioni nefaste, indegne e indecorose che ci hanno invaso in
questi ultimi anni». Ora, sottolinea il presidente di via Tasso, «più
che fare piazza pulita, bisogna passare la macchina per lucidare i
pavimenti di marmo: devono venir via non solo i granelli di polvere, ma
anche la crosta veramente indegna che si è depositata sul nostro
movimento. Sono fiducioso che Maroni sia determinato nel fare piazza
pulita in modo inequivocabile: la vera tragedia sarà se non verranno
cacciati tutti quelli che hanno fatto cose indegne, di qualsiasi
famiglia». Carolina Lussana, parlamentare del Carroccio, parla di «un
momento molto triste: è difficile per me, nata e cresciuta politicamente
nella Lega, immaginare una Lega senza Bossi come segretario federale.
Bossi è arrivato alle dimissioni per tutelare la sua immagine, la Lega e
per cercare di attenuare l'attacco rivolto al movimento. Bisogna fare
sicuramente chiarezza: attendiamo l'accertamento delle responsabilità e
non gli schizzi di fango. Se verranno accertate delle responsabilità,
chi ha sbagliato dovrà rispondere. Mi auguro – prosegue Lussana – che ci
sia il congresso per scegliere democraticamente chi dovrà guidare il
nostro movimento. E mi auguro che Bossi possa ripresentarsi come
segretario federale». A manifestare un'incondizionata fiducia nel
Senatùr c'è anche l'onorevole Nunziante Consiglio, legato al fondatore
della Lega da un rapporto stretto che va oltre la semplice amicizia:
«Sull'onestà di Bossi sono pronto a mettere la mano sul fuoco e finché
non avrò in mano le prove continuerò a credere nella sua rettitudine.
Credo che Bossi sia rimasto vittima di chi lo attorniava e ha
approfittato di lui; la mia stima e ammirazione per lui non sono venute
meno, anzi sono accresciute per la dignità da lui dimostrata nel
dimettersi da segretario del partito. Ora si rende necessario
individuare i veri colpevoli e ripulire - come si usa dire - il pollaio.
Sono convinto che col pattume non c'entra nulla perché mi risulta che
non abbia mai fatto gran conto del denaro. A livello di segreteria
provinciale si sta cercando di ricompattare il movimento, che a Bergamo è
potente, a tutela del "capo" che resta una delle menti più lucide della
Lega. Lui è stato l'elemento fondante e non vedo chi possa, senza di
lui, interpretare la Lega».