lunedì 30 settembre 2013

VILLA D'ADDA.

SEGNALAZIONE DI UN CITTADINO.


Riportiamio la segnalazione di un lettore :

Anonimo ha lasciato un nuovo commento ........
Buona sera,
Commento questo post perchè non trovo una parte dove inserire richieste "generiche".
La mia richiesta è: visto le buche e l'asfalto particolarmente brutto di alcune vie del paese (cadestore e nosea ad esempio) nn è il caso di asfaltare?
E con questo non intendo lo stradino che per come può rattoppa le buche.. anche perchè non so quanto possa servire.
Immagino la risposta "carenza di fondi" .. ma qualche miglioramento si potrebbe fare.
Saluti



Risponde l'Assessore ai LL.PP.,Architetto Mazzoleni Daniele:

"L'Amministrazione,ed in particolare l'Assessorato ai Lavori Pubblici,è perfettamente al corrente della precaria situazione di alcune strade del nostro paese.
L'intenzione è  di intervenire al più presto per porvi rimedio.
Purtroppo però non è possibile farlo in questo periodo,sia per mancanza di fondi da destinare a queste opere,sia per l'immininente inizio della stagione autunno-invernale che non permette l'esecuzione di questo tipo di interventi per motivi "meteorologici".
L'obiettivo comunque è di predisporre per il 2014 un "piano-asfalti"da effettuarsi in periodo metereologicamente sicuro.
Questo piano rientra comunque nelle priorità della nostra Amministrazione."

domenica 29 settembre 2013

SCELTA GRAVE,CON CONSEGUENZE SERIE.

Mai rassegnati
Per il suo settantasettesimo compleanno il presidente del Pdl Silvio Berlusconi ha deciso di offrire, lui, a tutti i suoi concittadini la torta immangiabile di una crisi senza senso e senza costrutto. E noi italiani, comunque la pensiamo e comunque votiamo, da ieri sera proprio nulla abbiamo da festeggiare e molto da temere per noi stessi, cioè per le nostre famiglie, per le aziende che conduciamo o nelle quali lavoriamo, per le strutture pubbliche nelle quali serviamo, per le iniziative sociali che animiamo, per quello che un mucchio di gente si ostina a considerare l’oggetto primo di una seria azione politica: il bene comune. Che non è un’astrazione, ma la vita presente di una comunità e la preparazione saggia (cioè memore) del suo futuro.

Questa torta, sia chiaro, il senatore Berlusconi (quasi decaduto e presto interdetto dai pubblici uffici, in forza di legge e di sentenze giunte al terzo grado) non l’ha impastata in solitudine. Altri hanno cooperato con dedizione degna di miglior causa. Ne abbiamo, del resto, già scritto su queste colonne. Ci sono le responsabilità di un Pd impelagato in una sorprendentemente aspra lotta interna per la leadership (tra Matteo Renzi e tutti coloro che non sono già con lui) nella quale il quadro del governo “di larga intesa” guidato da Enrico Letta è diventato purtroppo un prolungamento del campo di battaglia. E non va dimenticato il peso oggettivo degli ingredienti forniti da boatos (e non solo) su prossime e dirompenti iniziative di alcuni pm (il famoso “tintinnar di manette”, naturalmente per il Cavaliere di Arcore, ovviamente accompagnato dall’umiliante sfrigolare dei flash).

Ma alla fine la torta l’ha sfornata il presidente del Pdl, che l’ha ricoperta con la glassa a pronta presa di una protesta anti–Iva tanto clamorosa quanto insostenibile visto che la crisi di governo (e presto, forse, anche di legislatura) rende inevitabile proprio l’aumento di un punto della tassa sui consumi e, per sovrappiù, rimette in questione pure la riforma dell’Imu. Il paradosso, poi, è che questo “costo” non è neanche il più alto tra quelli che tutti noi finiremo per pagare nelle prossime settimane, che avrebbero dovuto vedere ministri e parlamentari varare la legge di stabilità 2014.

Una torta davvero immangiabile, che sino all’ultimo abbiamo cercato di considerare anche inimmaginabile. Purtroppo non è così, e si fa fatica a pensare a un’alternativa utile e decente. E questo non è solo un dramma, è anche la sottolineatura di un compito che dovrà, in ogni caso, essere onorato: va data ai cittadini di questo Paese una legge elettorale degna di questo nome, che li metta in condizione di scegliere loro, e non più i capipartito, chi li rappresenta, e di dare un’indicazione (almeno quella) per il governo nazionale. Aspettiamo, e senza rassegnazione al peggio.​

Marco Tarquinio - L'Avvenire


sabato 28 settembre 2013

ALLERTA METEO PER IL MALTEMPO.

SAREMO SFIORATI DAL FREDDO ARTICO!


«Si formerà un vortice ciclonico con piogge e temporali tra domenica e lunedì su tutta Italia: siamo a rischio nubifragi, venti forti e calo termico». Prepariamo giacche ed ombrelli, è in arrivo una forte perturbazione atlantica, che non risparmierà nessuno. Lo conferma il meteorologo Edoardo Ferrara che spiega: «Si tratta di un peggioramento di tipico stampo autunnale, che interesserà domenica il Centronord con piogge, acquazzoni e anche qualche temporale; fenomeni più intensi sono attesi su Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lazio».

«Lunedì, invece, si formerà un vortice ciclonico e il maltempo si estenderà anche al Sud, interessando così tutta l'Italia - prosegue Ferrara -. La presenza di aria calda e molto umida potrà favorire locali nubifragi e allagamenti. Attendiamo inoltre venti anche forti tra Libeccio e Scirocco al Sud, da Maestrale o Tramontana al Centronord, bora fino a oltre 80km/h su Trieste».

«Le temperature caleranno anche di oltre 5-6°C dapprima al Centronord, poi pure al Sud dove fino a domenica i venti di Scirocco manterranno le temperature praticamente estive, con punte di 30°C se non oltre sulla Sicilia settentrionale. Trattandosi comunque di una perturbazione a carattere mite, la neve cadrà solo a quote di alta montagna sulle Alpi. La prossima settimana avremo l'inverno alle porte - concludono da 3bmeteo.com - a causa di una intensa irruzione di aria artica, che interesserà l'Europa orientale dove la neve potrà cadere a quote basse, se non a tratti fin verso il piano. Tuttavia il freddo si fermerà poco ad Est dell'Italia, senza interessarci direttamente, ma con spifferi freddi che manterranno in vita una certa variabilità, specie su adriatiche, estremo Sud, Prealpi e pedemontane del Nord».


giovedì 26 settembre 2013

L'ALIMENTO CHE FA BENE AL NOSTRO CORPO.

 Perchè il formaggio fa bene?

 

 

 

Acqua, sale e latte: sono questi gli ingredienti di qualsiasi formaggio, dal Parmigiano Reggiano all’Emmental, dalla Fontina al Pecorino. Quello che li differenzia l’uno dall’altro è il tipo di lavorazione e la stagionatura. In Italia si contano più di 400 tipi di formaggi: non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ma oltre a soddisfare il palato, sapevate che i formaggi fanno anche bene alla salute?Come tutti sanno, i formaggi contengono una considerevole quantità di calcio, che aiuta la strutturazione delle ossa dei bambini e contribuisce a prevenire osteoporosi in età avanzata. I formaggi più ricchi di calcio sono Grana Padano, Parmigiano Reggiano ed Emmental.

Un altro minerale presente nei formaggi è il fosforo, che contribuisce a sua volta a rafforzare l’apparato scheletrico. C’è poi il potassio: toccasana per l’apparato cardiovascolare, efficace regolatore di pressione e indispensabile antidoto contro i crampi muscolari. Ossa, muscoli e cuore non sono però gli unici organi a beneficiare del formaggio. La vitamina A presente soprattutto nel provolone, nel taleggio e nella groviera è un ottimo alleato della vista, della pelle e del sistema immunitario.State cercando un modo per contrastare l’invecchiamento? Oltre a cospargevi di creme e cremine, potete assaggiare del Pecorino e beneficiare degli effetti della vitamina E, in grado di contrastare l’invecchiamento neutralizzando (proprio come le creme) i radicali liberi.

Se invece il vostro problema sono stress e insonnia, sappiate che il formaggio può esservi utile almeno quanto una tazza di camomilla calda: formaggi come il Cheddar o l’Edamer contengono triptofano, una aminoacido che aiuta a rilassarsi e a scivolare dolcemente tra le braccia di Morfeo.I benefici dei formaggi sulla nostra salute sono evidenti, eppure spesso vengono visti di cattivo occhio per il loro contenuto di grassi. Eliminarli dalla nostra dieta significherebbero però rinunciare, oltre a un gusto unico, anche a un’indispensabile fonte di energia per il nostro organismo. L’ideale è consumarne due o tre volte a settimana: circa 50 g di formaggio stagionato o 100 g di formaggi freschi a pasto. I formaggi stagionati contengono aminoacidi liberi che vengono assimilati più facilmente dal nostro organismo. Scegliete dunque il formaggio che vi piace di più, sapendo che oltre alla gola farete contento anche il resto del vostro organismo.

mercoledì 25 settembre 2013

PER I CONTRIBUENTI.

Accordo con Sisal e Lottomatica.Equitalia, ora si paga in ricevitoria.

A disposizione dei contribuenti
oltre 60 mila esercizi
 
Da oggi le cartelle di Equitalia si possono pagare anche presso i punti vendita Lottomatica e SisalPay. I contribuenti possono ora saldare i bollettini di pagamento Rav allegati alle cartelle usufruendo di un’ampia fascia oraria e di tutti i giorni della settimana, compresi sabato e domenica. Grazie agli accordi firmati con le due reti di ricevitorie, in applicazione del Protocollo d’Intesa “Reti Amiche”, i cittadini hanno a disposizione circa 60 mila punti di pagamento in più oltre agli sportelli di Equitalia e agli altri canali già attivi sul territorio.

Nei punti vendita Lottomatica e SisalPay possono essere pagate le cartelle di Equitalia notificate a partire dalla fine di giugno di quest’anno in cui è presente uno speciale codice a barre. Il pagamento nelle ricevitorie può essere effettuato sia entro la scadenza dei 60 giorni dalla data di notifica della cartella, sia oltre la scadenza: l’importo viene infatti aggiornato automaticamente con le somme aggiuntive previste dalla legge.

Per trovare i punti vendita LIS Paga di Lottomatica abilitati al servizio, che accolgono anche pagamenti con carta PagoBancomat, carte prepagate Lottomaticard e carte di credito, basta consultare il sito www.lisclick.it. Per scoprire invece il punto SisalPay più vicino a casa è disponibile l’indirizzo www.sisalpay.it.

I nuovi canali di pagamento si aggiungono agli sportelli di Equitalia, delle banche, dei tabaccai e delle Poste. Le cartelle possono essere pagate anche con carta di credito o ricaricabile sul sito internet www.gruppoequitalia.it.

martedì 24 settembre 2013

CONSIGLIO COMUNALE A VILLA D'ADDA.

DAL SITO DEL COMUNE.

Convocazione Consiglio Comunale

Convocazione Consiglio Comunale

24/09/2013

Si avvisa la cittadinanza che la prima Convocazione del Cosiglio Comunale si terrà presso la sala conigliare giovedì 26 Settembre 2013 alle ore 21:00.
Per maggiori informazioni scaricate il documento associato.


Documenti associati
 

VILA D'ADDA.

DAL SITO DEL COMUNE

PULIAMO L’ADDA PER FIUME E PER TERRA
24/09/2013

La cittadinanza è invitata a partecipare all'iniziativa Puliamo l'Adda per Fiume e per Terra che si terrà il 29 settembre.
Per maggiori informazioni scaricate il documento associato.


Documenti associati

ELEZIONI TEDESCHE.

Buongiorno
24/09/2013

Il Paese senza Scilipoten

massimo gramellini

Viste da qui, le elezioni tedesche sono state un fenomeno paranormale. Alle sei le urne erano chiuse, alle sei e un quarto si sapeva già chi aveva vinto, alle sei e mezza Merkel si concedeva un colpo di vita e stiracchiava le labbra in un sorriso, alle sette meno un quarto il suo rivale socialdemocratico riconosceva la sconfitta e alle sette tutti andavano a cena perché si era fatta una cert’ora.

Qualsiasi paragone con le drammatiche veglie elettorali di casa nostra – gli exit poll bugiardi, le famigerate «forchette», le dirette televisive spalancate sul nulla, le vittorie contestate o millantate e la cronica, desolante assenza di sconfitti – sarebbe persino crudele.

La diversità germanica rifulge ancora di più il giorno dopo. Pur stravincendo, Merkel ha mancato la maggioranza assoluta per una manciata di seggi. Eppure non invoca premi di maggioranza o altre manipolazioni del responso elettorale e si prepara serenamente ad aprire le porte del potere a uno dei partiti perdenti: socialdemocratici o Verdi. I cittadini tedeschi, di destra e di sinistra, paiono accogliere questa eventualità senza emozioni particolari. Nessun giornalista «moderato» grida al golpe. Nessun intellettuale «progressista» raccoglie firme per intimare ai propri rappresentanti di non scendere a patti con il nemico. Nessun Scilipoten eletto con l’opposizione si accinge a fondare un partito lillipuziano per balzare in soccorso della vincitrice. Né alla Merkel passa per l’anticamera del cervello e il risvolto del portafogli di trasformare il Parlamento in un mercato, agevolando il passaggio nelle proprie file dei pochi deputati che le basterebbero per governare da sola.

Nelle prossime settimane, con la dovuta calma, i due schieramenti si incontreranno. Ci sarà una discussione serrata sulle «cose» e si troverà un compromesso nell’interesse del Paese. Nel frattempo il capo sconfitto della Spd avrà già cambiato mestiere, anziché rimanere nei paraggi per fare lo sgambetto al suo successore. E alla scadenza regolare della legislatura si tornerà al voto su fronti contrapposti (e con due ottime candidate donne, probabilmente: la democristiana Ursula von der Leyen e la socialdemocratica Hannelore Kraft).

La saggezza popolare sostiene che i tedeschi amano gli italiani ma non li stimano, mentre gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano. Ci deve essere del vero. Ma ieri, oltre a stimarli, li abbiamo invidiati un po’. Qualcuno dirà: troppo facile, loro possono coalizzarsi in santa pace perché nel principale partito del centrodestra hanno una Merkel, mica un Berlusconi, e in quello del centrosinistra gli ex comunisti sono spariti da un pezzo, a differenza dei presunti smacchiatori di giaguari. Anche in questa obiezione c’è del vero. Infatti è sbagliato dire che li invidiamo un po’. Li invidiamo tantissimo. 

lunedì 23 settembre 2013

RADICALISMO RELIGIOSO.


Quirico: la guerra
che stiamo sottovalutando

Eccola la prossima guerra che ci attende, si avvicina, già incombe, da una parte l’Occidente, noi, dall’altra l’Islam radicale determinato a vendicare i secoli dell’umiliazione, a ricostruire con i soldi dell’Arabia Saudita e del Qatar, grande invincibile, la terra del vero dio. Oggi ad essere colpita è Nairobi, e a colpire sono gli shebab. Domani sarà la Tunisia, la Siria, l’Egitto.  
E poi toccherà, almeno nei loro sogni, a Al Andalus, la Spagna che, come mi hanno raccontato gli uomini di Al Qaeda di cui sono stato prigioniero, è «terra nostra e la riprenderemo». All’Occidente, spaurito e volutamente distratto e saldamente deciso a seguire un mito di un Islam moderato, educato che esiste solo nei libri (e nelle bugie), disperatamente aggrappato al calendariuccio delle nostre nobili comodità, sfugge la semplicità brutale del problema. L’Islam fanatico che era un semplice guaio di polizia che ci costava soldi e rendeva complicata la vita, ma non era letale, sta per diventare un problema militare. Quando si è deboli e brutali, come lo è oggi l’Occidente, si è molto più odiati di quando si è forti e brutali ed è ciò che sta accadendo ora.  

I folli di dio somali che separano i musulmani dagli «altri» e cominciano a giustiziare i secondi, sono il segno manifesto di questa dichiarazione di guerra, a Nairobi ci sono i primi morti della guerra che verrà. Gli shebab sono la metastasi della tragedia somala, il paradigma di un Paese dove il radicalismo religioso era in passato sconosciuto. Soltanto attraverso la brutalità di una guerra civile, approfittando dell’indifferenza dell’Occidente che non ha saputo intervenire, sono diventati padroni del Paese. Bisognava emarginarli, ma non distruggerli.  

Ci sono voluti molti anni, ora sono ricomparsi. Controllano ancora buona parte del territorio, possono colpire e vendicarsi nel vicino Kenya colpevole di aver occupato, con la scusa di riportare l’ordine, una parte del territorio somalo (tra l’altro ricco di petrolio). Una storia somala sta per ripetersi in Siria: una rivoluzione troppo debole, gli islamisti che si preparano dopo la cacciata di Assad a imporre la loro legge,  
Il Califfato, una società olistica ripiegata su se stessa e sul passato, sembrava un sogno retorico, ma si materializza ogni giorno di più nei fatti. Il partito di dio e i suoi eserciti dimostrano di essere in grado di aprire nuovi fronti. In una guerra santa la morte diventa un combustibile, un mezzo per un fine in sé.

sabato 21 settembre 2013

BIODIVERSITA'.

Accordo tra venti Comuni

Tre anni di studio per poter tutelare l'ambiente L'assessore regionale Terzi: bene collaborare

Solza 
Angelo Monzani ,L'Eco di Bergamo.

Il lavoro è durato tre anni e il risultato ottenuto è di circa 50 studi di fattibilità su trenta ambiti d'intervento differenti, distribuiti sui territori di venti Comuni coinvolti. Ora tocca alle amministrazioni locali concretizzare questo progetto, dal costo di circa 227 mila euro, per la salvaguardia dei sistemi naturali locali, relativo alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità tra Adda e Brembo per la rete ecologica territoriale intercomunale. È quanto presentato nel convegno tenuto al castello di Solza dal Plis Basso Brembo, presenti sindaci e assessori dei 20 comuni. Filago-comune capofila, Boltiere, Bonate Sotto, Dalmine, Madone, Osio Sopra e Osio Sotto (che fanno parte del Plis Basso Brembo), oltre ai Comuni aggregati al progetto che sono Ambivere, Calusco, Chignolo, Curno, Mapello, Medolago, Ponte San Pietro, Presezzo, Solza, Sotto il Monte, Terno, Treviolo e Villa d'Adda. C'erano anche il presidente del Parco Adda Nord, Agostino Agostinelli, e molti rappresentanti di associazioni ambientaliste locali. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Solza, Carla Rocca, assieme al sindaco di Filago, Massimo Zonca. «Il progetto "Tutelare e valorizzare la biodiversità tra Adda e Brembo" nasce da un accordo sottoscritto da venti Comuni bergamaschi che hanno congiuntamente aderito a un bando di Fondazione Cariplo nel 2011 per la progettazione della Rete ecologica su scala locale – ha illustrato il sindaco di Filago –. Motore e regia di questa iniziativa è il Plis del Basso Brembo con sede a Marne di Filago. Partendo dall'approfondimento delle conoscenze sul territorio e dall'analisi delle attuali connessioni ecologiche, si è costruito un percorso, di rilevanza sovraccomunale, per arrivare a definire una rete ecologica locale, ossia un sistema di connessioni che possa garantire la piena ed efficace funzionalità ecologica dei sistemi ambientali. Il progetto ha quindi rappresentato un'occasione per mettere a frutto le conoscenze sul territorio, e con il progetto appena concluso si è realizzata un'importante azione di conoscenza e programmazione territoriale sovraccomunale in termini ambientali, anche ben oltre ai soli comuni del Plis». A illustrare il progetto della rete ecologica è stata la responsabile dell'ufficio tecnico Giuliana Defilippis, che ha dato le indicazioni per concretizzare il lavoro svolto, ovvero inserire nei Piani di governo del territorio la rete ecologica. Il Plis dal canto suo invierà ai Comuni la relazione con le proposte e gli studi di fattibilità. Nel pomeriggio è intervenuta l'assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi che ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto: «L'ambiente non ha confini territoriali e le amministrazioni devono collaborare per un unico progetto per la tutela generale del territorio. La biodiversità è una ricchezza da tutelare e questa parte da quelle che sono le nostre tradizioni locali, con lo sguardo rivolto al futuro». Paolo Siccardi della Fondazione Cariplo, che ha contribuito per 135 mila euro, ha evidenziato che questo progetto ha le carte in regola per essere finanziato perché valorizza e tutela la biodiversità.

PAPA FRANCESCO.

L'intervista

Cammina nella storia guidato dal Vangelo



« La novità più evidente? Il Papa non parla per opposizioni». Padre Antonio Spadaro, il giorno dopo la sua intervista storica a Papa Francesco, continua riflettere su quella che insiste a definire «un'esperienza spirituale». Ha 47 anni questo gesuita che dirige «Civiltà cattolica», la più prestigiosa tra le riviste mondiali della Compagnia. Siciliano, studi classici a Messina, master a Chicago, fondatore della «cyberteologia», sistema che pensa la teologia al tempo della Rete, gesuita blogger, autore di saggi sulla pastorale digitale, ma anche scrittori come Flannery O'Connor e Pier Vittorio Tondelli. Ha passato tre giorni con il Papa e la sua intervista da due giorni fa discutere a ogni angolo del pianeta. Lo cercano per interviste da tutto il mondo in tutte le lingue. Padre Spadaro, cosa le resta dentro? «Prima di tutto la sorpresa, dalla quale ancora non mi rimetto. Mi porto dentro l'immagine di un uomo di grande autorevolezza, ma che sa colmare le distanze. Bergoglio è un uomo totalmente trasparente. E lo si vede nell'intervista quando non si sottrae all'autocritica di sé». È stato difficile intervistare il Papa? «No, perché lui ha gli occhi aperti sulla realtà e stare accanto e interloquire con lui significa squadernare la realtà della Chiesa e del mondo. È un vulcano di idee e di visioni. È stata un'esperienza molto forte». Qual è la novità di Papa Francesco? «Noi siamo abituati a pensare per opposizione: morale o immorale, credenti e non credenti e via di seguito. Lui no. Noi siamo abituati a ragionare sulla base di un'agenda. Lui no. Per lui l'agenda è il flusso della storia e le relazioni con le persone sono più importanti degli appuntamenti. Fa sempre così e l'ho notato anche nel corso dell'intervista. Avevamo una traccia, ma l'abbiamo subito abbandonata. Non si fa imbrigliare da nulla, solo dal Vangelo. Ha priorità diverse». Da Papa che viene dalla fine del mondo? «Esattamente. Noi conosciamo poco gli stili, la cultura, la passione dei latinoamericani, gente abituata a camminare fianco a fianco, che non pone condizioni, che è di coscienza aperta. I miei amici di Buenos Aires sorridono quando dico che noi ci stupiamo di Bergoglio. Loro si stupiscono del nostro stupore». La funzione di vescovo di Roma non lo ha cambiato? «No. Sente la responsabilità di rimanere come è sempre stato. Non chiede condizioni previe, se non quella di avere una coscienza aperta. La "grazia di stato" di essere Papa la fa pesare su se stesso e questo gli infonde nuova energia nella predicazione del Vangelo. Non fa programmi, non stabilisce di andare da A a B. Cammina nella storia solo guidato dal Vangelo e dal discernimento che viene dal Vangelo, giorno per giorno, senza tattiche precostituite, senza quasi strategie. Dice con chiarezza che Dio lo si incontra camminando. E camminando si apre il cammino della Chiesa». Quindi il passaggio più importante dell'intervista è quello dove ragiona sugli spazi chiusi come tentazione della Chiesa? «È uno dei nodi centrali. Se la Chiesa è quella del samaritano che si china sulle ferite, non può essere che una Chiesa che va per le strade e non si chiude in recinti dorati. Bergoglio è appassionato di frontiere non per capriccio sociologico, ma perché Gesù era appassionato di frontiere». I precetti imbrigliano le frontiere? «A volte imbrigliano il cammino e la missione, allontanano dal Vangelo, lo trasformano in una pietra preziosa da tenere nascosta in tasca. Francesco nell'intervista spiega come fare per evitare di finire in questa trappola». Siete riusciti a tenere segreto tutto fino all'ultimo momento, un vero scoop mondiale. «È stato un lavoro enorme per le traduzioni e per i rapporti con la stampa mondiale. Devo confidarle che un grande giornale straniero era riuscito ad avere il testo in anteprima. Ma non lo ha pubblicato per rispetto di Papa Francesco». Al. Bo.

VILLA D'ADDA.

DAL SITO DEL COMUNE.

Speciale terra Bergamasca

Speciale terra Bergamasca
20/09/2013

Villa d'Adda Il Paese - La Gente - Il volontariato.
Si avvisa la cittadinanza che videobergamo & videobergamo.it (web), ogni giorno per una settimana trasmetteranno 24 minuti dedicati a Voi. Una proposta commerciale che prevede uno speciale TV come elencato nel documento allegato.
Per maggiori informazioni scaricate il documnto associato.


Documenti associati

VILLA D'ADDA.

DAL SITO DEL COMUNE.

Misure di Campo Elettromagnetico in località Gavardo

Misure di Campo Elettromagnetico in località Gavardo
20/09/2013

Si avvisa la cittadinanza che in località Gavardo c/o Aquedotto e Rossera, durante il sopralluogo eseguito il 22/08/2013, è stato verificato il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità di campo elettromagnetico previsti dal DPCM 8 luglio 2003.
Per maggiori informazioni scaricate il documento associato.


Documenti associati

venerdì 20 settembre 2013

APPARATO PUBBLICO ITALIANO.

STORTURE DI STATO.

Abbiamo raddrizzato la Concordia e riteniamo con questo gesto di avere metaforicamente raddrizzato il Paese. Però non è così, perché sulla spesa pubblica continuano a incidere due milioni e mezzo di dipendenti del pubblico impiego con contratti blindati.
Il governo Monti chiese ai burocrati dei ministeri di cercare eventuali eccedenze e la risposta fu tutta in un numero: settemila, lo 0,3%. Fosse vero, neppure la Apple o la Samsung sarebbero efficienti come l'apparato pubblico italiano. Nessun provvedimento, tutto è esattamente come allora. Però non è così, perché le regioni stanziano ogni anno 17 miliardi per gli investimenti ma ben 145 per la spesa corrente, vale a dire per mantenersi nelle loro elefantiache strutture e nei loro privilegi fuori dal tempo.
Se fossimo un Paese raddrizzato dovrebbe essere esattamente il contrario. Ma dopo due anni di spending review (termine invecchiato come il frac) i moloch regionali sono al punto di partenza. Però non è così perché in un attimo di distrazione degli altri partiti (il Pdl era a casa Berlusconi in lacrime e i grillini sul tetto di Montecitorio), il governo a maggioranza Pd ha riesumato una vecchia abitudine trasversale molto cara a democristiani e comunisti: ha assunto con concorsi speciali nei quali l'unico parametro (nel 2013 con i giovani a spasso) era l'anzianità ben 85 mila precari della scuola. Tutti a bordo in allegria perché, è notorio, siamo ricchi.

Giorgio Gandola

giovedì 19 settembre 2013

SOLO TANTA TRISTEZZA...

Buongiorno
19/09/2013
 

Non video più

massimo gramellini

La prima volta che lo sentii gridare Forza Italia al riparo di una siepe di finti libri rilegati in pelle, ero preoccupato ma incuriosito. Ancora non sapevo che il set era stato montato in un cantiere: se la telecamera avesse allargato l’inquadratura, avremmo scoperto che la scrivania si affacciava su un cumulo profetico di macerie. Quell’uomo d’affari uscito da un telefilm degli Anni Ottanta rappresentava la novità, la sorpresa, per molti la speranza. Ma quando di lì a qualche mese lo rividi arringare il popolo da una videocassetta, lo stupore aveva già ceduto alla delusione. Il terzo filmato produsse sconforto, il quarto fastidio. Non ricordo quando il fastidio si sia trasformato in noia. Io e i suoi video siamo invecchiati insieme: a me cadevano i capelli che crescevano a lui, nella mia libreria i volumi cambiavano mentre nella sua erano sempre gli stessi, miracolosamente intonsi. Logore, invece, le parole: promesse e minacce, sempre più vaghe. Sempre meno riusciva a farmi sorridere e spaventare, alternando la maschera tragica con quella comica sullo sfondo di arredamenti barocchi e bandieroni pomposi.

Ora è tornato a Forza Italia, ma i suoi proclami mi rimbalzano addosso come palline di pongo scagliate da una fionda sfibrata. Vedo le rughe infittirsi, le labbra spezzarsi al pari della voce. Sento parole d’amore che sprizzano livore. Dovrebbe farmi paura e invece non mi fa neanche pena. Solo tanta tristezza: per lui, per me, per noi che da vent’anni scandiamo il tempo delle nostre vite con i videomessaggi di un tizio che ha sostituito la politica con l’epica dei fatti suoi. 

mercoledì 18 settembre 2013

VILLA D'ADDA:I SOLITI IGNOTI!!!

Raid dei vandali, sfregiato il monumento a don Rota.


 Il monumento dedicato a don Rota danneggiato dai vandali

Villa d’Adda.

Inaugurato domenica mattina a Villa
d’Adda il monumento che si trova
nella zona delle scuole primarie,
dedicato alla memoria del cappellano
degli alpini don Giuseppe Rota, è
già stato sfregiato.
I vandali hanno usato una pietra
appuntita e hanno scalfito il medaglione
che raffigura don Rota,
parroco per 32 anni in questo
paese rivierasco. Il danno è stato
scoperto ieri mattina da Pietro
Ravasio, anche lui alpino del
gruppo delle penne nere di Villa
d’Adda che domenica hanno festeggiato
il 50° anniversario della
fondazione.
«Questa mattina sono venuto
qui in via Don Giuseppe Rota a
controllare il monumento – racconta
l’alpino, arrabbiato per
quanto accaduto – e ho notato
che alla base del monumento c’era
una pietra appuntita, poi ho
guardato bene la faccia del nostro
cappellano e ho visto che l’avevano
scalfita in due parti
creando due buchi nell’immagine
del nostro don Giuseppe».
Tutto il medaglione è in quarzo
e quindi sarà difficile sistemarlo.
L’alpino ha avvisato altre penne
nere e il Comune; è stato
informato anche il sindaco Gianfranco
Biffi.
Al fronte con i soldati
La notizia del danno al monumento
al cappellano degli alpini
si è diffusa nel giro di poche ore
in tutto il paese destando sconcerto
e amarezza.
«Abbiamo realizzato con diversi
amici questo bellissimo
monumento dedicato a una persona
che è stata vicina ai soldati
nella guerra d’Africa e in Albania,
assegnato alla Divisione Julia come
cappellano degli alpini – afferma
ancora l’alpino Ravasio –.
Il nostro sacerdote alpino doveva
partire per la campagna di
Russia, insieme a padre Pigato
dei frati di Somasca e a don Carlo
Gnocchi nella Divisione Tridentina,
ma per motivi di salute
fu costretto a rientrare in Italia.
Don Rota, che è stato nominato
cavaliere della Repubblica, nell’ottobre
del 1951 diventò arciprete
di Villa d’Adda e rimase sino
al 1953. È morto all’età di 96
anni, dieci anni fa».
«Noi di Villa d’Adda, che l’abbiamo
conosciuto – conclude
Ravasio –, non potremo mai dimenticare
don Rota che è stato
anche nostro maestro di vita.
Siamo davvero indignati per
quanto accaduto.
«Accanimento insensato»
Nel tardo pomeriggio in via Don
Giuseppe Rota è arrivato il sindaco
Gianfranco Biffi, che constatando
il danno ha affermato:
«Penso proprio di interpretare
lo sdegno degli alpini, ma anche
di tutta la popolazione per quanto
accaduto: un accanimento insensato
contro un monumento
in onore di una persona che ha
sofferto insieme ai soldati e agli
alpini per la Patria ed è stato
amato dalla gente del nostro
paese. Certo il monumento si
trova in una zona un po’ isolata
e cercheremo di prendere degli
accorgimenti per renderlo più sicuro».

 Remo Traina - L'ECO DI BERGAMO