domenica 31 marzo 2013

L'ANNUNCIO PASQUALE DI PAPA FRANCESCO.

Da Cristo pace per il mondo intero.

(In calce testo integrale del discorso.)




Nel suo primo messaggio Urbi et Orbi pasquale, Papa Francesco invoca la fine delle violenze in Siria, Medio Oriente, Africa e Asia. E ricorda la crisi coreana

ANDREA TORNIELLI - CITTÀ DEL VATICANO

«Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c’è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri…». Lo ha detto Papa Francesco, nel messaggio pasquale Urbi et Orbi, che ha pronunciato al termine della messa celebrata sul sagrato di San Pietro.

«Soprattutto - ha detto Bergoglio - vorrei che questo annuncio giungesse a tutti i cuori, perché è lì che Dio vuole seminare questa buona notizia: Gesù è risorto, c’è speranza per te, non sei più sotto il dominio del peccato, del male! Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia! Sempre vince la misericordia di Dio!». «Che cosa significa che Gesù è risorto?», si è chiesto il Papa. «Significa che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore. E questo può farlo l'amore di Dio!».

Quanti deserti, «anche oggi - ha continuato Francesco - l’essere
umano deve attraversare! Soprattutto il deserto che c’è dentro di lui, quando manca l’amore per Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona. Ma la misericordia di Dio può far fiorire anche la terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite». «Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio - ha detto ancora il Papa - lasciamoci amare da Gesù, lasciamo che la potenza del suo amore trasformi anche la nostra vita; e diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace».

sabato 30 marzo 2013

STANOTTE OROLOGIO AVANTI!

Torna l’ora legale il 31 marzo


Altro giro, altro cambio di orario. Dopo aver spostato un’ora indietro le lancette di orologi e sveglie, si torna all’ora legale, nella notte tra oggi sabato 30 e domenica 31 marzo
Lancette un’ora avanti, quindi, alle 2 di notte. 
E sarà di fatto primavera, almeno per la lunghezza delle giornate e la possibilità di spendere più tempo all’aperto.

Il resto è prassi consueta, almeno i primi giorni: un’ora in meno di sonno, qualche disturbo dell’appetito e una sensazione generalizzata di stanchezza che di certo sarà vinta in pochi giorni. Ormai, gli italiani hanno fatto il callo all’ora legale e al tempo della crisi non mancheranno anche le doppie lodi a un sistema che di fatto fa risparmiare kilowatt e soldi, sfruttando la luce solare, nelle ore del lavoro e dello studio in particolare.

E' TEMPO DI SVEGLIARSI!



Monito di Crociata «Deporre le armi o il Paese va a picco»







Stop ai «giuochi di ruolo»: serve «una soluzione politica», anche «provvisoria», capace di «far uscire il Paese dalle secche», o c'è il rischio che «la nave vada a picco». Mentre proseguono le consultazioni in una situazione politica convulsa, arriva dalla Conferenza episcopale italiana, attraverso il segretario generale, monsignor Mariano Crociata, un nuovo appello a deporre, per il bene del Paese, gli interessi di parte e a predisporre una via d'uscita. Il numero due dei vescovi italiani prende la parola attraverso «Sir» – l'agenzia di stampa della Conferenza episcopale – e in una lunga intervista prende le mosse dall'elezione di Papa Francesco per indicare le sfide che il nuovo Pontefice pone al mondo e al nostro Paese. «Con questo Papa – osserva monsignor Crociata – tutto il mondo è arrivato a casa nostra; il mondo intero, con le sue periferie, irrompe nella nostra esistenza e ci dice che non è più tempo di tardare, di crogiolarsi.

ADDIO A ENZO JANNACCI.

Il dottore poeta della musica italiana

Addio a Enzo Jannacci, il dottore poeta della musica italiana

Roma, 29 mar. - (Ign) -

 Si è spento a 77 anni nella sua amata Milano Enzo Jannacci. Cantautore, cabarettista, oltre che cardiologo, è stato tra i professionisti della scena musicale italiana. Era un poeta della canzone, cantava gli ultimi e le mille storie della sua città. Con oltre cinquant'anni di carriera alle spalle, ha regalato indimenticabili successi come 'Vengo anch'io. No, tu no' e 'Ho visto un re'.

IL PROBLEMA GRILLO.


Goldman Sachs: il vero problema dell'Ue
non è Cipro, ma l'Italia e il «fattore Grillo»

Il presidente del colosso di Wall Street aveva salutato l'ascesa
del M5s come premessa per una stagione di riforme




(Ansa/Justin Lane)(Ansa/Justin Lane)

Un ponte lunghissimo per le borse, quattro giorni prima della riapertura dei mercati e la speranza che nel fine settimana si trovi una soluzione alla crisi di Governo. Le consultazioni sono ancora aperte ma la banca d'affari americana Goldman Sachs, che alcune settimane fa aveva accolto con piacere il successo del Movimento 5 Stelle, ora ci ripensa e Jim ÒNeill, presidente della divisione asset management punta l'indice sul «vero problema dell'Unione europea» che non è Cipro «ma l'Italia con il fattore Grillo». Sì, lo stesso che in una nota dello scorso primo marzo aveva detto che l'esito delle elezioni italiane era interessante, in quanto premessa per una stagione di riforme.

venerdì 29 marzo 2013

NUOVO GOVERNO.

Napolitano e il piano C
Un governo del presidente
con premier Cancellieri




Dalle urne è emerso un Parlamento con nessuna maggioranza certa. Tre blocchi (Pdl, Pd e M5S) arroccati sulle proprie posizioni che esprimono veti e nessuna proposta di collaborazione. Il Paese però è nell’emergenza e non può rimanere a lungo ancora senza una guida, un governo. Anche perché a metà aprile si dovrà eleggere il nuovo presidente della Repubblica.
E così Napolitano, dopo aver preso atto dell’impossibilità di Bersani di costituire un governo, pensa di ricorrere ad un governo del presidente. L’idea è di riproporre un modello simile al Governo Monti, ma senza Monti, che raccolse larghe intese in Parlamento per far fronte a questioni urgenti e immediate, non ultima una legge elettorale che consenta nel giro di poco tempo di ridare la voce al popolo sovrano.

TARIFFE IN DISCESA DA APRILE.



Risparmi per 60 euro all'anno

Cinque euro per l'energia elettrica e circa 55 per il gas

(Ansa)(Ansa)
Dal prossimo mese di aprile le bollette dell'energia elettrica diminuiranno dell'1% (che si aggiunge al -1,4% di gennaio) e quelle del gas del 4,2%, con un risparmio complessivo di circa 60 euro su base annua, di cui 5 euro per l'energia elettrica e circa 55 euro per il gas.

PASQUA CON L'OMBRELLO?



Weekend di Pasqua col cappotto


Pioggia e freddo su tutta l’Italia






Fino a domenica in arrivo tre nuove perturbazioni. Maltempo su Liguria,
Lombardia, Toscana e il Nordest. Una breve tregua solo a Pasquetta
Continua la sfilata di perturbazioni atlantiche sull’Italia. Oggi arrivano piogge al Nord e neve su Alpi e Prealpi. Domani tregua dal maltempo, sabato nuovo peggioramento per l’arrivo della perturbazione numero 12. Pasqua e Pasquetta con tempo variabile: sole alternato a nuvole e piogge.  
Secondo le previsioni di Epson Meteo, oggi il cielo sarà nuvoloso su tutta l’Italia, con qualche schiarita solo all’estremo Sud.

mercoledì 27 marzo 2013

VILLA D'ADDA.



Elezioni, sfida a tre a Villa d'Adda C'è Biffi per El@

Villa d'Adda 

Sembra oramai definito il quadro elettorale a Villa d'Adda in vista delle elezioni comunali di fine maggio. Tre, per ora, gli sfidanti. In campo l'attuale sindaco Adelvalda Carsaniga con il gruppo «Insieme per Villa d'Adda» e la nuova lista civica «Uniti e solidali per Villa d'Adda», una new entry con tante rappresentanti del gentil sesso e guidata da Alfredo Frigerio. Lunedì il comunicato ufficiale della lista El@, attualmente in minoranza in Consiglio comunale. Questo gruppo ha deciso di candidare alla poltrona di primo cittadino Gianfranco Biffi e in caso di vittoria di El@ il vicesindaco sarà il portavoce del gruppo Antonio Posa. «La nostra lista – evidenzia Posa – rimane una civica composta da semplici cittadini senza alcun interesse di partito. Rivendichiamo questa indipendenza e la difendiamo, prima di tutto viene l'interesse del nostro paese. Troppe volte le amministrazioni comunali (la nostra compresa) aderiscono a enti o progetti per compiacere a questo o quel partito. Il nostro candidato è Gianfranco Biffi, 61 anni, imprenditore che progetta caschi per motociclisti, sposato e nonno di 5 nipotini. Siamo un piccolo paese – continua Posa – con un grande potenziale, siamo convinti che se lavoriamo seriamente, possiamo risollevarci dalla situazione in cui ci troviamo. I toni della campagna elettorale potrebbero essere duri (speriamo ancora veritieri) ma necessari, perché dopo 5 anni di opposizione abbiamo imparato che i cittadini meritano una informazione chiara. Ad aprile consegneremo il programma alla popolazione e venerdì 3 maggio, in un incontro pubblico, presenteremo i candidati e spiegheremo il programma». Intanto da un sondaggio effettuato da un giornale locale il candidato più votato come primo cittadino sarebbe Serafino Carissimi, che è stato sindaco per 10 anni e attualmente vicesindaco. Ma Carissimi, che è anche consigliere provinciale, dopo il 26 maggio farà il «pensionato politico» e come dice lui: «Mi dedicherò di più alla mia famiglia e agli ultimi».

Remo Traina - L'ECO DI BERGAMO.

martedì 26 marzo 2013

AI CITTADINI DI VILLA D'ADDA.

COMUNICATO PERIODICO DEL GRUPPO EL@.


 
 
 
Marzo 2013                                 



E’ da poco finito l’eco delle elezioni politiche ed ecco che ci prepariamo a nuove elezioni: quelle Comunali.
Iniziamo la campagna elettorale e andiamo verso l’appuntamento di fine Maggio con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevamo, svolgendo il ruolo di opposizione.
Siamo sicuri di aver commesso degli errori, ma mai abbiamo fatto mancare impegno
ed onestà, mai ci siamo fatti spaventare da una maggioranza che dopo 20 anni crede di essere padrona del nostro paese, mai abbiamo pensato al tornaconto politico: siamo partiti con il motto IO CI TENGO AL MIO PAESE e dopo 5 anni lo ribadiamo con forza e convinzione.
Dai risultati delle elezioni Politiche emerge che Villa D’Adda è un paese dove la maggioranza degli elettori è di centro destra, ma da 20 anni è gestito da una giunta di sinistra.
Alcuni ci hanno detto che in passato non c’è mai stata un' alternativa valida ed a questo sia dovuta la discrepanza tra l'indicazione del voto per le elezioni nazionali e quelle amministrative.
Alcuni dei risultati negativi di questo ventennio sono sotto gli occhi di tutti: cementificazione, macchina Comunale inefficiente, divisione del paese in cittadini di serie A e cittadini di serie B, spreco di soldi pubblici senza alcun progetto, paura di prendere posizioni chiare e nette  su temi come quello  "dell’acqua rossa".
Il paese è diviso in due e prima di imparare a confrontarci è necessaria la certezza che la legge sia uguale per tutti.
All’inizio del nostro mandato abbiamo chiesto di conoscere chi fossero i membri della cooperativa "il fiume" che per anni ha gestito la Colonia su mandato dell’amministrazione comunale; ci è stato negato il diritto di sapere chi fossero!
Il primo grande bisogno nel nostro paese secondo noi è la TRASPARENZA: tutti i cittadini hanno gli stessi doveri ma anche gli stessi diritti, compresi i membri dell’attuale maggioranza.
Il secondo grande bisogno è la COLLABORAZIONE: dobbiamo riunificare il nostro paese imparando a confrontarci (anche duramente) per poi lavorare tutti con l’obiettivo di tornare ad essere un paese accogliente, ben gestito, aperto al futuro ed alle istanze dei più bisognosi.

Ogni giorno passando per il paese la Torre del Borgo (con i suoi 1.380.000€ di costi di ristrutturazione apparentemente fini a loro stessi, in mancanza di un progetto di rivalutazione turistica della Torre stessa e della zona circostante) ed  il "muro del pianto" nel parcheggio del mercato ci ricordano che abbiamo toccato il fondo! Alcuni danni fatti sono irreparabili, ma, secondo noi, Villa D’Adda ha ancora le energie per risollevarsi e tornare ad essere un paese normale.

Tuttavia, come dimostra il panorama politico nazionale,  per i cittadini cambiare non è sempre scontato o facile, e anche se le cose vanno malissimo si rischia di fare scelte sbagliate.
Pensiamo che l’improvvisa comparsa di una terza lista, non favorisca la soluzione dei problemi di Villa d’Adda; il servizio in politica è duro, pesante, pieno di sfide e, nonostante ciò e per il bene del paese, ci rendiamo disponibili a farlo. Lamentarsi non basta; se vogliamo cambiare le cose dobbiamo metterci in gioco.

La lista El@ rimane una lista civica composta da semplici cittadini senza alcun interesse nei partiti. Rivendichiamo questa indipendenza e la difendiamo: prima di tutto viene l’interesse di Villa d’Adda! Troppe volte le amministrazioni comunali (la nostra compresa) aderiscono a Enti o progetti per compiacere questo o quel partito.

Il nostro candidato sindaco sarà Gianfranco Biffi (del Chioso) e Antonio Posa sarà il vicesindaco. Il resto della squadra sarà presentato venerdì 3 maggio in un incontro pubblico, dove, oltre a conoscere i candidati della lista, si potranno fare domande sul programma o chiedere spiegazioni anche su altri temi.

Gianfranco Biffi 61 anni Imprenditore
                                                              
Antonio Posa 50 anni Manager
 




 


                                            
 
Ad aprile arriverà nelle vostre case il nostro programma ed avrete modo di valutare cosa intendiamo fare, potrete continuare a seguirci sul blog (gruppoela.blogspot.it) oppure, se volete dare un contributo o approfondire alcuni temi specifici, potrete andare su listaela.blogspot.it. Questo nuovo strumento serve a rendere più partecipativa la stesura del programma; suggerimenti, domande, punti di vista diversi non solo sono ben accetti ma servono, se vogliamo davvero rilanciare Villa D’Adda.

Siamo un piccolo paese con un grande potenziale e siamo convinti che, se lavoriamo seriamente, possiamo risollevarci dalla situazione in cui ci troviamo.
 I toni della campagna elettorale potrebbero essere duri (speriamo almeno veritieri) ma necessari, perché dopo 5 anni di opposizione abbiamo imparato che i cittadini meritano un informazione chiara a 360 gradi!
Noi ce la mettiamo tutta!
Il resto lo deciderete voi.

 "io ci tengo al mio paese"          
                                                                         Il gruppo El@


Cogliamo l’occasione per augurare a voi ed alle vostre famiglie una Pasqua serena.


 

BASTA SCAVARE...

Buongiorno
26/03/2013

Con un poco di zucchero

massimo gramellini
Stazione di Brescia, treno fermo da un’ora. L’altoparlante interno irradia scuse per il ritardo «dovuto all’investimento di una persona». Qualche passeggero si scruta le tasche del cuore alla ricerca di scampoli di pietà, ma è interrotto dal prorompere stentoreo di una signora: «Non poteva buttarsi sotto un altro treno?» Lo ripete tre, quattro, cinque volte. Chiudo gli occhi per resistere alla tentazione di buttare di sotto lei e mi appare un’immagine di dieci anni prima, quando durante la discesa nella piramide di Cheope fui colto da un malore.

LO CHIAMAVANO IL BELPAESE...

Cronache italiane del dopo default
 

Figliolo, sganciati un attimo da quegli ologrammi animati e dai un'occhiata fuori dall'oblò: una volta questa era l'Italia! Guarda laggiù, tra le spiagge delle coltivazioni di branzini e gli Appennini livellati dalla transcontinentale africana si nota ancora la sagoma di un vecchio stivale... Lo chiamavano Belpaese perché in passato è stato culla di fiorenti civiltà, centro di un grande impero, patria di molti artisti. Sì, lo so che sai già tutte queste cose, sono nel data base di storia, ma forse non conosci tutto quello che è accaduto nel P. D., Prima del Default. Che poi è la ragione che ci ha portati qui. Era un periodo di grande confusione, l'economia del Paese boccheggiava, la politica più che risolvere creava problemi e lo scontento sociale ribolliva. Intanto il debito pubblico cresceva e lo Stato firmava «pagherò» a tassi di interesse sempre più alti. Le ennesime elezioni non fecero chiarezza: in Parlamento finirono conservatori, riformisti e rivoluzionari.

lunedì 25 marzo 2013

GOVERNO.

Proposta di Berlusconi: Bersani premier e Alfano vice.




Per evitare il ritorno alle urne, il leader del Pdl Silvio Berlusconi chiede al centrosinistra di formare un governo assieme, con Pier Luigi Bersani premier e Angelino Alfano suo vice.
"Noi diremo a questi signori che ci sediamo al tavolo solo se si parla di un governo insieme. Per esempio,(il segretario del Pdl) Alfano vicepremier con Bersani premier. Con la partecipazione normale delle forze espresse dagli elettori", ha detto Berlusconi oggi ai suoi parlamentari, come riferito da un partecipante alla riunione.
Una delegazione del Pdl incontrerà nei prossimi giorni il segretario del Pd Bersani, incaricato dal Capo dello Stato di verificare se una maggioranza parlamentare certa si possa coagulare attorno ad un suo governo.
Stamattina, in una intervista telefonica su Canale 5, Berlusconi ha ribadito che non ci sono altre strade e non ci saranno altre possibilità, oltre al tentativo affidato a Bersani, per dare all'Italia un governo che possa affrontare "la tragica" situazione economica.

PRIMAVERA,DOVE SEI?

Primavera col piumino, Pasqua a rischio.


Pioggia, neve anche a quote collinari e temperature sotto la media di stagione.
La Settimana Santa sarà così.
I meteorologi prevedono qualche raggio di sole a Pasqua, ma già a Pasquetta il cielo tornerà novembrino.
La colpa è dell’ennesimo ciclone atlantico, che ha portato e porterà maltempo  un po’ su tutto lo Stivale. Oggi dalla Slovenia irromperanno freddi venti di bora, che dilagheranno sul Nord Italia dove ripiomberà l’inverno con neve in collina, se non a tratti persino in pianura sull’Emilia.
«È un inizio di primavera – dicono gli esperti – caratterizzato da tempo molto instabile.
Ma del resto marzo è pazzerello. Quel che è certo è che all’orizzonte l’alta pressione ancora non si vede».

domenica 24 marzo 2013

LA NOSTRA SALVEZZA?



Il marò Napolitano è l'unica garanzia


giorgio gandola  - L'ECO DI BERGAMO,24 marzo 2013.

« Per favore, c'è un sorso d'acqua?». Il colpo di tosse istituzionale durante la presentazione dell'incarico a Pier Luigi Bersani è stato l'unico momento di pausa della settimana terribile del presidente Napolitano, l'uomo più in forma della Repubblica parlamentare, l'unico motore funzionante di un Paese di nuovo a un passo dallo stallo. Altro che nonno con l'artrosi, come lo definiscono i berlusconiani perennemente indignati; altro che Morfeo come lo schernisce Grillo immaginandolo al Quirinale col plaid sulle ginocchia, le pantofole scozzesi e il gatto accucciato  davanti al camino, proprio come un ex comico con la battuta sovrappeso. Ancora una volta il ragazzo del '25 (ottantotto anni a giugno) è la nostra salvezza. Il bicchiere che un inserviente gli ha prontamente allungato doveva contenere acqua minerale con molto gas perché Napolitano, dopo il sorso, è ripartito al seltz a spiegare agli italiani cosa non ha saputo organizzare Bersani (le larghe intese) e cosa dovrà tentare per ottenere la fiducia in aula. E lo ha raccontato meglio di come avrebbe fatto il Bersani medesimo di lì a qualche minuto. Giorgio I resta il principale punto di riferimento del Paese. Il più lucido, il più credibile, il più spendibile all'estero dopo il crollo del preside Monti in loden. Durante un colloquio che dev'essere stato surreale è persino riuscito a mettere in riga Grillo con due battute micidiali: «Se vuole l'incarico mi garantisca i numeri» e «Dormo poco, sono più sveglio di quanto non creda». La seconda parte della frase, mai pronunciata ma certamente pensata, è ancora più definitiva: «Vorrei vedere te a 88 anni». Il lanuginoso leader del Movimento 5 Stelle non è stato l'unico sparring partner del giovanissimo e non ancora rottamabile presidente della Repubblica. Negli ultimi dieci giorni Napolitano ha incrociato più volte le armi dialettiche con successo. Un lavoraccio. Per cominciare ha difeso l'orgoglio nazionale dalla derisione dei tedeschi. Quando il segretario della Spd bavarese Peer Steinbrueck ha commentato «gli italiani hanno eletto due clown», lui – in visita ufficiale a Monaco di Baviera – ha annullato la cena col politico, lo ha lasciato tutta la sera ad attenderlo sull'uscio e ha aggiunto: «Esigo rispetto per il mio Paese». Poi si è dedicato alle consultazioni e non dev'essere stato facile ascoltare tutti e confortare i perdenti alle elezioni (tutti tranne Grillo), accompagnati al Colle dalle loro confusioni e dalle loro frustrazioni. Infine ha consegnato le chiavi del governo nelle mani di Bersani, non prima di aver dato una tirata d'orecchi ai saccenti commentatori europei sulle lungaggini procedurali nazionali: «La lentezza italiana è un luogo comune. Da noi è passato solo un mese dalle elezioni, l'Olanda ha impiegato 54 giorni, Israele 55». Fast and furious, il presidente, che non si negherà neppure l'ebbrezza di un tribunale. Lui, presidente del Consiglio superiore della magistratura, potrebbe essere convocato a Caltanissetta dal giudice del processo Borsellino quater come testimone per le telefonate di Mancino. Sette anni da protagonista, oltre la crisi dei partiti e le spiritosaggini dei denigratori. Con un mondiale di calcio vinto tre mesi dopo la nomina non poteva che essere un predestinato. In aprile scade e non ha nessuna intenzione di ricandidarsi. Prima della standing ovation che non riservammo a Cossiga e tantomeno a Scalfaro, gli saremmo tutti grati se ci facesse gli ultimi due regali. Il primo, in linea con il comune sentire del Paese, sarebbe una riduzione delle spese del Quirinale, che oggi ha 1.859 dipendenti, il doppio dell'Eliseo con la metà dei poteri (la Francia è una repubblica presidenziale). E costa 244 milioni l'anno, più di Buckingham Palace. E il secondo è riportare a casa i due marò senza altre figuracce e possibilmente non dentro una bara. Se c'è un giovinotto che può farcela, questi è lui.

MOTO ED AUTO D'EPOCA.


UNA PASSIONE TUTTA BERGAMASCA.


Orio al Serio 
Federico Biffignandi - L'ECO DI BERGAMO.

 La Mostra Scambio Bergamo si conferma appuntamento prestigioso per gli appassionati di motori, in particolare dei collezionisti alla caccia del pezzo introvabile. La Mostra Scambio, giunta alla quarta edizione e allestita all'Aeroclub Bergamo di Orio al Serio, si propone di radunare collezionisti, privati, officine, ditte che si occupano di moto e auto d'epoca per mettere in mostra i loro pezzi e venderli o scambiarli con clienti e colleghi. Dalle 9 alle 18 ieri (si replica oggi) sono stati tantissimi gli appassionati, soprattutto di motociclette, che hanno visitato gli oltre cento stand. Tra gli espositori c'è il bergamasco Giulio Negri che oggi probabilmente porterà alla mostra due pezzi rarissimi: due moto Guzzi del 1927. «Sono due mezzi che ho acquistato qualche anno fa – racconta Negri – e per cui naturalmente nutro grande affetto. Ormai sono pezzi quasi unici soprattutto perché completamente originali e che attirano sempre l'attenzione di tanti curiosi». L'aria che tira all'interno della mostra è quella goliardica dell'ambiente motociclistico ed è facile lasciarsi coinvolgere dalle accese discussioni in cui si imbattono gli esperti riguardo ai vari modelli di moto. Vespa rimane uno dei marchi più ricercati e quello che gode del maggior numero di espositori; tra questi merita sicuramente una menzione Dario Gritti. Lui dispone di una collezione che conta più di cento Vespa con modelli dal 1948 fino all'edizione limitata del 2000. L'unicità della collezione è rappresentata anche dal garage che Gritti ha scelto per i suoi mezzi: «Le ho parcheggiate tutte in una chiesetta sconsacrata di Valtrighe (frazione di Mapello) per poterle conservarle al meglio». Un esempio concreto è esposto proprio nel suo stand: «È una Vespa sidecar del 1953 – dice Gritti – si tratta del primo esemplare beige di quell'anno prodotto dalla Piaggio». Tra espositori e visitatori spiccano anche vecchie glorie bergamasche del mondo dei motori: tra questi c'è Franco Malanchini, ex crossista, il quale nel suo stand espone motociclette degli anni '50, '60 e ‘70, alcune delle quali guidate da lui quando era ancora in attività. Particolarmente affascinanti una Husqvarna del 1969, una Laverda 4 tempi del 1968, ma soprattutto una Maico Kramer del 1974 giallo fiammante a cui Malanchini è particolarmente legato: «È la mia preferita – ammette – perché mi trasmette tante emozioni, mi ricorda tante belle esperienze ed ha un design particolare e unico nel suo genere». Che in sole quattro edizioni la mostra abbia già fatto presa lo si capisce anche dal fatto che sono stati tantissimi i visitatori arrivati da altre città e dall'estero: Brescia, Como e Lecco le più rappresentate, ma non sono mancati i motociclisti veneti. Tra gli stranieri, così come nelle altre edizioni, i tedeschi sono stati i più numerosi e hanno ammesso la qualità altissima delle collezioni bergamasche. La Gilera Saturno di Germano Corti, i pezzi dell'Officina Garlini di Bergamo – attiva dal 1934 – e le moto Custom di Loris Bonacina sono gli altri esempi. Quest'anno ha partecipato anche l'associazione Asino Meccanico che, sempre a bordo di motociclette, aiuta da 17 anni l'Istituto Angelo Custode di Predore trasportando materiale e svolgendo attività di volontariato per i ragazzi disabili. «Siamo comunque molto contenti del successo ottenuto – ha detto uno degli organizzatori, Michele Bettinelli – Bergamo merita una manifestazione del genere per il prestigio di cui gode nel mondo dei motori

sabato 23 marzo 2013

NUOVO GOVERNO...


BERSANI.AVANTI IN SOLITUDINE.



Giorgio Gandola - L'ECO DI BERGAMO.

 « Accetto con determinazione», ha detto Pierluigi Bersani ricevendo dal presidente Napolitano l'incarico di formare il governo. Convinto, risoluto, belle sensazioni. Ma come dice Andre Agassi (che avrebbe potuto fare il filosofo della scuola di Las Vegas ma ha preferito giocare a tennis): «Ciò che provi alla fine non conta, il coraggio sta in ciò che fai». E qui la faccenda si complica perché il leader del Pd rischia seriamente di fare un bagno vestito. Per un monocolore di centrosinistra ha i numeri alla Camera ma non al Senato; per una coalizione di larghe intese non ha saputo tessere intese neppure strette; per un mandato di scopo - vale a dire su programmi condivisi - non è riuscito a condividere preventivamente alcunchè. Ha inseguito Beppe Grillo e la sua scolaresca affascinata dal Palazzo nella speranza di sedurli con la malìa del veterano, ma con le sue avances non è riuscito ad ottenere nulla. Anche perché il numero uno del Movimento 5 stelle ha sempre anteposto ad ogni tentativo di invito a cena con flirt una ferrea condizione: la rinuncia ai rimborsi elettorali. Impossibile per il Pd, che pur avendo incassato 58 milioni di euro nel 2012, ha oltre 40 milioni di passivo. E se rinunciasse a cuor leggero a ciò che gli spetta secondo la legge rischierebbe di «chiudere bottega come tutti gli altri», parola dello schietto tesoriere bergamasco Antonio Misiani. Di conseguenza nessun patto della crostatina, dell'orata o della polenta. Ma uno scenario da soap anni Ottanta: da una parte Bersani con i fiori in mano e una dolce insistenza nelle parole. E dall'altra Grillo con un irremovibile broncio. Il presidente Napolitano ha tentato a lungo di convincere il leader del centrosinistra a prendere in considerazione la Grosse Koalition con il Pdl, ma solo l'idea di riaprire la porta a Berlusconi ha creato scompiglio nelle file dei vendoliani e pure dei riformisti più ortodossi. Napolitano non ha torto, in fondo il governo Monti è stato tenuto in piedi per comodità dalle due maggiori forze piolitiche che per 13 mesi hanno saputo mettere da parte frizioni e spigolosità davanti al Paese sull'orlo del baratro. Poi Berlusconi ha dato la spallata di dicembre e il fragile castello realizzato con i mattoncini Lego è crollato. Oggi una riedizione viene ritenuta impossibile a gauche. All'interno del Pd s'è persino creata una corrente ufficiosa dall'acronimo TTB (tutti tranne Bersani) per far sapere al segretario quali siano i rischi immediati di un simile eventuale connubio. Così l'esplorazione di Bersani rischia di fermarsi sotto la tenda rossa alla prima votazione in aula: no all'inciucio con Berlusconi, no al governo pop con Grillo. Anche se gli analisti che trascorrono la loro vita nel corridoio dei Passi perduti - innervositi dall'aumentato costo dei tramezzini al salmone e del barbiere di Montecitorio - non escludono che fuori dall'aula il comune sentire degli sherpa del Pd e degli scout del M5S possa fare da collante politico. Sempre? No, di volta in volta. Anzi quando conviene a Grillo. Una sorta di «convergenze parallele a singhiozzo» che neppure Aldo Moro avrebbe mai saputo immaginare. Bersani ci prova, convinto che anche Grillo abbia qualcosa da perdere. Lo spiega chiaramente: «La verità è che se si va sul loro terreno si aprono delle brecce. Perché ci saranno delle occasioni in cui dovranno decidere se stare con il centrosinistra o con Berlusconi». L'obiettivo è quello del mandato elettorale: diminuire le distanze fra i cittadini italiani e i politici. Le prime mosse sono state confortanti, la decisione dei presidenti di Camera e Senato di tagliarsi i compensi del 30% e di imporre un'agenda di lavori dal lunedì al venerdì è pur sempre una piccola rivoluzione rispetto alle abitudini bizantine dei parlamentari italiani, che si presentavano in aula il martedì, cominciavano il weekend il giovedì e incassavano lo stipendio pieno. Lo spettro di Grillo aleggiante fra gli scranni in fondo è un bene. E si spera che il Palazzo comprenda quanto il moltiplicarsi di questi gesti possa essere un primo passo per risalire dall'abisso di inattendibilità nel quale è precipitata la Casta. Ora attendiamo il totoministri con un pizzico di apprensione. Sarebbe sorprendente veder ricomparire dalla soffitta i baffetti di D'Alema e i tricot di Rosi Bindi. Ma anche scelte forzatamente giovanilistiche e lunari per ingolosire i grillini potrebbero rivelarsi un azzardo per un Paese che - non dimentichiamocelo - ha un deficit al 127% del pil, un debito pubblico oltre i duemila miliardi, una pressione fiscale reale (per chi paga le tasse) al 54%. E l'obbligo di continuare a fare i compiti a casa. Ieri verso sera Pierluigi Bersani s'è preso l'Italia sulle spalle e intende portarla da solo oltre il guado. Un bell'azzardo che potrebbe durare un anno o lo spazio di una settimana. Uomo coraggioso o testardo, dipende dal risultato

venerdì 22 marzo 2013

GRAVE INCENDIO SUL MONTE CANTO.



A Gambirago in fumo
il tetto di una villetta











Un grave incendio ha completamente distrutto il tetto di un’abitazione in località Gambirago, nel territorio comunale di Pontida, sulle pendici del Monte Canto. Il rogo, che si è sviluppato intorno a mezzogiorno, ha dato vita ad una densa nuvola di fumo nero visibile in tutta la Valle San Martino.
Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta nell'incendio. Tuttavia il fuoco ha rapidamente divorato il tetto della casa, una villetta familiare. Il luogo dell'episodio, isolato dalle grandi vie di comunicazione e difficilmente raggiungibile, non ha permesso ai mezzi di soccorso di giungere in tempo ragionevole per limitare i danni. Sono intervenuti sul posto cinque automezzi dei Vigili del Fuoco, provenienti da Zogno, Bergamo e Dalmine, i Carabinieri e la Polizia Locale di Cisano, che hanno diretto le operazioni di messa in sicurezza della zona.
La zona è poco abitata e le case vicine non sono state coinvolte dalle fiamme. Le operazioni di spegnimento del rogo si sono protratte per circa due ore, rese difficili dal denso fumo che aveva invaso la casa. La causa dell'incendio non è allo stato attuale nota, ma tra gli uomini impegnati sul posto prevale la sensazione che a provocare il danno sia stata una canna fumaria malfunzionant

Gianluca Mercuri - BERGAMONEWS

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