giovedì 28 febbraio 2013

VILLA D'ADDA

I CITTADINI SEGNALANO.....




.....che in alcune zone del paese,causa la nevicata di lunedi 25 febbraio,nessun operatore è più passato a raccogliere i sacchi di immondizia e della plastica,che giacciono abbandonati fuori dalle abitazioni alla mercè dei randagi.
Possibile che nessuno tra i tanti efficienti amministratori di Villa d'Adda ancora non se ne sia accorto e non abbia cercato di rimediare a questo disagio?
 

PREMIO FRANCESCO ARRIGONI



Top dell'enogastronomia Premio all'azienda Magni

 

La Fiera del libro ospiterà anche il premio per le eccellenze dell'enogastronomia dell'Isola, seconda edizione del Premio in memoria di Francesco Arrigoni, giornalista e critico enogastronomico scomparso prematuramente nel 2011. L'appuntamento è per martedì alle 20,30, al centro commerciale «Continente» di Mapello. L'Associazione PromoIsola, ideatrice dell'iniziativa, in collaborazione con Ascom Bergamo, premierà per questa edizione l'azienda Agricola Magni di Tassodine, che si è distinta nell'ambito della produzione del vino nell'Isola, tanto da essere citata tra le 100 migliori aziende nazionali produttrici di vino. Il premio verrà consegnato dalla conduttrice televisiva e autrice Tessa Gelisio, dall'enogastronomo Elio Ghisalberti, dal vicedirettore dell'Ascom Bergamo Oscar Fusini e dal presidente di PromoIsola Silvano Ravasio. L'azienda agricola si trova a 500 metri di altitudine a Tassodine, località sul monte Canto sopra Villa d'Adda, ed è nata per iniziativa di Giuseppe Magni, che ha recuperato l'area dopo anni di abbandono rilanciandola secondo una logica agricola che, mantenendone sostanzialmente invariate le caratteristiche originali, consentisse la coltivazione nelle forme e con i metodi della viticoltura di qualità.

TUTTO OK?


BUONGIORNO
27/02/2013

Va tutto bene

MASSIMO GRAMELLINI
Va bene, va tutto bene. La capacità del Pd di perdere le vittorie ha raggiunto livelli talmente sofisticati che persino un tifoso del Toro si sente pervadere da ammirato stupore, ma va tutto bene. Bersani è uscito disidratato dalle urne e beve venti bicchieri d’acqua in un quarto d’ora di conferenza stampa, ma va bene, va tutto bene. Oggi si dimette il Papa, il Presidente della Repubblica è in Germania, il governo chissà, e a presidiare Roma è rimasto soltanto Alemanno, ma non abbiate paura: va tutto bene (anche perché non dovrebbe nevicare). Col quattro per cento dei voti la Lega controlla le tre Regioni più importanti del Nord e minaccia di trasferirle in Carinzia, ma va tutto bene, davvero. Gli uomini di Ingroia danno colpa della débâcle all’imitazione di Crozza (ma dai, era Crozza?), però va tutto bene. Una neosenatrice dei Cinquestelle, intervistata alla radio, non sa esattamente quanti siano i componenti di Camera e Senato che vorrebbe giustamente dimezzare, ma va bene, benissimo così (magari una sbirciata a Wikipedia, la prossima volta). I tedeschi, gli unici ad avere votato per Monti (per Fini e Casini non ce l’hanno fatta neanche loro) oltre a tutto il resto pretendono di esportare la stabilità e, avendo le elezioni a settembre, potrebbero decidere che il vincente governerà loro e il perdente noi, ma credetemi: va bene, va tutto bene.  

Non sono impazzito, anche se la situazione politica me ne darebbe ampia facoltà. Mi sono solo convinto che l’Italia versava in un tale stato catatonico che per rianimarla serviva un elettrochoc. Ora siamo svegli. Nella melma più nera, ma svegli. Non resta che venirne fuori, ma questa da millenni è la nostra specialità.

  

mercoledì 27 febbraio 2013

VILLA D'ADDA

CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE.

Il consiglio Comunale è convocato  il giorno
6 marzo p.v. alle ore 21,00
 
Odg :
 
. approvazione regolamento uffici comunali
. cessione aree a Comune ( via Monte Cucco )
 
 

VILLA D'ADDA.

DAL SITO DEL COMUNE.
 
 Erogazione di voucher alle famiglie con minori frequentanti i nidi privati
dal 27/02/2013 al 15/03/2013
Erogazione di voucher alle famiglie con minori frequentanti i nidi privati : Erogazione di voucher alle famiglie con minori frequentanti i nidi privati
Domanda dovrà essere presentata dal 13.02.2013 al 15.03.2013
Leggi »

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Attivazione Sportello energia tramite Agenda 21
Attivazione Sportello energia tramite Agenda 2
26/02/2013

Si avvisa la cittadinanza che è stato attivato un nuovo servizio, uno sportello on line che darà ai cittadini interessati tutte le risposte relative al risparmio energetico e alle energie rinnovabili.
Per maggiori informazioni scaricate il documento associato.


 

VILLA D'ADDA

RISULTATI ELEZIONI.








ANGELO CAPELLI,PDL.

“Premiato
il buon governo
di 18 anni in Regione”




Brinda con un bicchiere di plastica. “Sa, siamo in spending review” si scusa Angelo Capelli, coordinatore provinciale del Pdl che entra con oltre sette mila preferenze al Pirellone.
Si festeggia al termine di due scrutini che vi vedono vincitori. Vi aspettavate questi risultati alla Camera e al Senato?
“Sicuramente c’è una tenuta importante di un’alleanza data più volte per morta e che invece è nel cuore dei cittadini. Certo il risultato ha sorpreso tanto quanto la novità di Beppe Grillo. Ci si dimentica spesso che a votare è l’elettore che ricorda chi ha governato bene e chi risponde alle sue aspettative”.
A livello nazionale il merito va soprattutto di Silvio Berlusconi che ha sette vite e gode di un’esposizione mediatica senza paragoni, non crede?
“Berlusconi avrà anche sette vite, ma dal punto di vista mediatico devo rimarcare che per mesi è stato protagonista della cronaca giudiziaria e questo per noi era sfavorevole. Il cittadino ha compreso, ha valutato e ha scelto”.
Vale lo stesso discorso in Lombardia?
“In Lombardia ci siamo spesi in una campagna elettorale con argomenti che i cittadini sentivano vicini, abbiamo raccolto le loro esigenze. Veniamo anche da 18 anni di buon governo con Formigoni alla Regione e i cittadini, nonostante gli attacchi, hanno percepito il nostro lavoro di squadra e chi hanno premiato con il voto”.
Non l’ha sorpreso quindi questo risultato in Lombardia?
“Devo ammetterlo, non mi aspettavo un margine così netto, mi aspettavo di soffrire un po’ di più. Ma i dati delle urne confermano una scelta matura da parte dell’elettorato che premia il lavoro svolto in questi anni e dà continuità”.
Dalle urne emerge la sorpresa dei Grillini, come li giudica?
“È un soggetto politico nuovo che adesso si assumerà, come deve fare chi scende in politica, le responsabilità nella forma che riterrà più opportuna”.
È possibile che il Pdl faccia propria qualche istanza del Movimento 5 Stelle?
“È ancora presto, si valuterà di volta in volta. Noi abbiamo il nostro programma che i cittadini hanno riconosciuto valido e lo hanno premiato con il voto. Il nostro compito da domani è di attuarlo”.
Martedì, 26 Febbraio, 2013
Autore: Redazione Bergamonews...
 

ELEZIONI REGIONALI 3013

I nove eletti bergamaschi
Tutte le preferenze:
il più votato è Martina




Il trionfo di Roberto Maroni in Regione Lombardia consegna al centrodestra una larga maggioranza per governare il Pirellone. Il nuovo Consiglio regionale sarà infatti composto da 49 esponenti tra Lega, Pdl e Fratelli d'Italia, 22 della coalizione di Ambrosoli e 9 del Movimento 5 stelle. Secondo le prime stime (il sistema di calcolo è molto complesso) il partito che avrà più consiglieri sarà il Pdl con 19, la Lega Nord ne otterrebbe 15 e la Lista Civica Maroni presidente 11. All’interno della maggioranza due seggi anche per Fratelli d’Italia e uno per il Partito dei Pensionati. Il Pd ottiene 16 consiglieri, 4 il Patto Civico di Ambrosoli e 1 Sel, a cui si aggiunge Umberto Ambrosoli.
GLI ELETTI - Chi sono i nove consiglieri regionali della provincia di Bergamo? Partiamo dalle certezze. Due i leghisti: il sindaco di Alzano Roberto Anelli e il primo cittadino di Seriate Silvana Saita Santisi. La lista Maroni elegge Lara Magoni. Nel Pdl hanno ottenuto più preferenze il coordinatore provinciale Angelo Capelli e l'ex consigliere provinciale Alessandro Sorte. Il Movimento 5 Stelle di Bergamo porta in Consiglio Dario Violi. Mentre nel Pd, oltre al primato abbastanza scontato del segretario regionale Maurizio Martina, si registra l'exploit del giovane Jacopo Scandella, che supera i favoriti Mario Barboni e Alessandro Frigeni. L'ultimo consigliere è ancora incerto: dovrebbe essere l'ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni, candidato nella lista civica di Ambrosoli. La conferma si avrà solo nella mattinata di mercoledì, quando saranno ufficiali i dati definitivi di tutte le sezioni lombarde e si potranno calcolare i resti su base provinciale fondamentali per l'elezione.
LE PREFERENZE – Il termini assoluti, tra tutte le forze politiche in campo, il più votato è Maurizio Martina del Partito democratico con 7944 preferenze. Segue Angelo Capelli con 7190. Dalla terza alla quinta posizione esponenti del Pd: Jacopo Scandella 4569, Mario Barboni 4264, Alessandro Frigeni 3854. Al sesto posto Roberto Bruni con 3611, poi il primo dei leghisti: Roberto Anelli con 2349 preferenze. Alessandro Sorte del Pdl 2866, l'ex sindaco di Verdellino Giovanni Bacis 2566 e Silvana Saita Santisi della Lega Nord 2168.
Curiosità: Dario Violi e Lara Magoni vengono eletti soprattutto grazie al risultato della lista provinciale. L'ex campionessa di sci ha infatti raggiunto 1074 preferenze (meno di molti altri non eletti), mentre l'attivista del Movimento 5 Stelle 555. C'è chi è riuscito a non prenderne nemmeno una, come Tiziano Casarini ed Elena Zamboni del Partito Pensionati, oppure Rita Viscovo della Lista Tremonti. I consiglieri uscenti che non sono riusciti a centrare la riconferma sono tre: Mario Barboni del Pd battuto da Jacopo Scandella, Valerio Bettoni del Centro Popolare lombardo e Gabriele Sola dell'Italia dei Valori.

da BERGAMONEWS.

martedì 26 febbraio 2013

SPECIALE Elezioni 2013

BUONGIORNO.


Pancia e sentimento, la rivolta
contro le élite di una nuova comunità
















 Così un comico diventato leader
ha riunito malesseri, speranze, solitudini


MASSIMO GRAMELLINI
Di sicuro, in queste elezioni, c’è solo che Grillo ha vinto. E dire vinto è poco. Le urne hanno ospitato una sollevazione di massa contro le élite. Almeno un elettore su quattro ha votato per la lista del Gabibbo Barbuto, spesso senza nemmeno avere la cortesia di anticiparlo ai sondaggisti, considerati elite anche loro. E non si può ridurre sempre tutto alla pancia, per quanto la pancia brontoli, se è vuota anche di più. Qui c’è del sentimento, non soltanto del risentimento. C’è la disperata speranza che i parlamentari a Cinque stelle siano diversi, che non rubino, ma soprattutto che ascoltino: gli altri non lo facevano più. 

E’ come se da mille stanze si fosse levato l’urlo di mille solitudini connesse fra loro attraverso i cavi dei computer. Un’emozione virtuale che nel tempo si è fatta piazza. Radunando individui che si ritengono incompresi e sovrastati dall’ombra sorda di troppe congreghe: la Casta dei politici, dei giornalisti, dei banchieri, dei raccomandati. Ogni membro della comunità ha una storia e una sconfitta diverse: chi ha perso o mai trovato il lavoro, chi la fiducia nel domani, nello Stato e nei corpi intermedi come partiti e sindacati. Non odiano la politica, ma chi la fa di mestiere da troppo tempo, senza averne né la competenza né l’autorità morale. Intorno a queste desolate solitudini esisteva un vuoto di attenzione e Grillo lo ha riempito. Dapprima con un vaffa, poi con una serie di proposte concrete e una buona dose di utopia. Ha disegnato panorami che ciascuno ha poi colorato come voleva. Dal punto di vista della composizione sociale il suo movimento è un franchising: a Torino ci trovi (anche) i centri sociali che vogliono abbattere il capitalismo, a Bergamo i padroncini in lotta con Equitalia, a Palermo i disperati e gli allergici a qualsiasi forma di oppressione pubblica e privata. Ovunque c’era un malessere, Grillo gli ha messo a disposizione un format e una faccia, la sua.  

I politici professionisti non hanno saputo o forse potuto offrire un’alternativa. Sarebbe bastata un’autoriforma dignitosa, qualche taglio nei costi e nel numero dei parlamentari, una campagna elettorale che parlasse non solo di cifre ma di ambiente, di vita, di futuro. Invece hanno snocciolato cifre fredde, discusso della Merkel e borbottato metafore inconsistenti, persi nel loro altrove. A combattere qui sulla Terra sono rimasti un vecchio impresario con le tasche piene di biglietti omaggio per il paese dei balocchi e un guitto che ha talmente studiato il meccanismo seduttivo di Berlusconi da essere riuscito a sublimarlo. Grillo ha scelto il linguaggio dello spettacolo, l’unico che gli italiani mostrino di comprendere dopo un ventennio di vuoto, ma ha deciso di usarlo per dire cose serie. Lo hanno aiutato la sua popolarità, la sua energia e persino i suoi difetti. Anche la selezione di candidati sconosciuti e scarsamente rappresentativi si è rivelata un punto di forza. Se fra le tante nuove offerte politiche l’unica ad avere sfondato è la sua, è anche perché - a differenza di Monti e Ingroia - non l’aveva infarcita di pseudo vip, algidi tecnocrati e notabili polverosi.  

Fra i suoi seguaci storici si può trovare di tutto: il sognatore pragmatico come il vittimista cronico. Ma fra i tanti elettori dell’ultima ora prevale, credo, la fusione di due umori in apparenza contrapposti. Da un lato il desiderio passionale di collassare il sistema, nella speranza che dalle macerie delle varie Caste possa sorgere una classe dirigente nuova. Dall’altro il calcolo razionale di mandare in Parlamento un manipolo di alieni dalla vista acutissima che illumineranno i maneggi del potere. Un amico che ha scelto i Cinque Stelle dopo avere invano votato Renzi alle primarie del Pd mi ha detto: «Non so se metterei mai un grillino ad amministrare il mio condominio, ma se si tratta di fare le pulci all’amministratore, nessuno è più affidabile».  

E adesso? Il movimento degli spulciatori affidabili è talmente nuovo da restare misterioso persino a molti di coloro che lo hanno votato. Grillo è il padre-padrone della squadra o è solo l’arbitro che vigila sul rispetto delle regole e fischia le espulsioni? I parlamentari riceveranno ordini da lui o, come assicurano in coro, solo dal popolo della Rete a cui sottoporranno ogni proposta, da quella di un improbabile accordo di governo al nome del prossimo Capo dello Stato? L’unica domanda che è davvero sciocco porsi è se i Cinque Stelle siano di destra o di sinistra. Grillo non ha tolto voti agli altri partiti. Si è limitato a raccogliere quelli che hanno lasciato cadere. E la prossima volta potrebbero essere ancora di più. 

ELEZIONI 2013

IL GIAGUARO BERSANI SMACCHIATO DA UN GRILLO.


di GIORGIO GANDOLA - L'ECO DI BERGAMO,26 FEBBRAIO 2013

Immobile, anzi paralizzato.
Un Paese che voleva un motore politico per ripartire, scopre di essere fermo.
È questo il dato immediato della tornata elettorale nonostante lo tsunami Grillo che l’ha attraversata,
l’ha scompaginata e l’ha vinta cambiando le regole del gioco. Ma il Movimento 5 Stelle non partecipa,
non vuole amici dentro il Parlamento e, secondo programma, si limiterà «a votare di volta in volta ciò che ritiene giusto». La strategia merita un esempio. Intervistato subito dopo il trionfo,un candidato grillino di Torino ha detto: «Poiché sono piemontese, il mio primo gesto sarà votare no alla Tav». Legittimo, ma centrosinistra e centrodestra hanno già votato più volte sì. 
No alle infrastrutture, no alle politiche energetiche, no agli investimenti, no praticamente a tutto: non sarà facile parlare con Grillo. 
Oggi nel Paese tira un'aria di paralisi istituzionale, anche perchè il Pd non ha vinto con numeri rotondi per governare, Berlusconi ha ottenuto in contropiede uno dei suoi migliori exploit (nelle rimonte è un fenomeno), Monti si è fermato in purgatorio con il loden, Giannino è stato tradito dalla sua vanità ancora prima di cominciare e Ingroia può tornare in Guatemala a fare il magistrato. Tutto complicatissimo nelle percentuali e nella lettura delle sensibilità degli italiani. Così complicato che anche questa volta i sondaggisti sono andati in tilt (alle 15.01 hanno avvistato una valanga di sinistra che non è mai arrivata). E tutto semplice nello sviluppo dello scenario politico che si profila: stamane - dopo elezioni alle quali ha partecipato il 75% degli italiani, una delle percentuali più alte d'Europa - nessuno è così forte da imporre la propria leadership. E il primo a rammaricarsi è colui che sarà chiamato a sbrogliare la matassa: Pierluigi Bersani. È lui il giaguaro smacchiato. Partiva con un vantaggio abissale, gli autogol del Pdl e del suo leader lo avevano issato sul podio con tre mesi di anticipo. Ma la sua campagna elettorale non è stata coraggiosa, ha preferito controllare il vantaggio, ha fatto melina, ha coinvolto Matteo Renzi troppo tardi e senza un ruolo preciso. Si pentirà mille volte di non aver lasciato spazio al sindaco di Firenze e al suo riformismo young. Così Bersani ha finito per farsi battere da Berlusconi persino a casa sua, a Bettola, vicino al gasometro dei genitori. Un segnale di fragilità che preoccupa, anche perchè basteranno due parlamentari con il raffreddore per andare sotto nelle votazioni. Deludente, ma spiegabile, anche il risultato di Mario Monti. È la conferma che il voto è qualcosa di meravigliosamente istintivo, conta la pancia. È la conferma che in Italia, storicamente, l'immagine da feldmaresciallo di Berlino non giova. È la conferma che le sberle e le frustate non fanno innamorare nessuno. E che l'alleanza con Casini e Fini, proprio nel momento della grande ribellione nei confronti della decadenza della politica, è stata un formidabile autogol. Ecco un sostanziale pareggio, un orizzonte nebbioso proprio nel momento in cui sarebbe servito un colpo di vento risolutore a indicare la strada da percorrere. Ecco uno zero a zero che potrebbe non servire a nulla, se non ad aumentare l'immobilismo del Parlamento e i chilometri di distanza fra la «politique politicienne» e il Paese reale. Neppure in questi 13 mesi di Monti i partiti sono stati capaci di riformarsi, di cogliere i segnali di insofferenza dei cittadini: nessun taglio alle province, nessun taglio della spesa pubblica, nessuna revisione degli emolumenti, nessuna legge elettorale credibile nonostante le pressioni del capo dello Stato. Niente, solo il consenso al rigore di Monti, peraltro poi rinnegato in campagna elettorale. Tutto ciò ha spostato l'elettorato verso Grillo. In Piemonte, in Puglia, in Calabria, in Campania, in Sicilia, in Lombardia il Movimento Cinquestelle ha sfondato ed ora non può più essere considerato un fenomeno extraparlamentare in senso folcloristico. Il suo leader lo sa e rincara la dose: «Nessun inciucio. Sono le prove generali, i partiti sono finiti. E noi in tre anni siamo diventati la prima forza del Paese». Ciò che accade in Italia è politicamente inedito: un partito formato da persone che neppure si conoscono e che non hanno mai assommato un'ora di presenza in un consiglio comunale o di circoscrizione o nel consiglio di una bocciofila, sbanca le elezioni, diventa primo partito alla Camera dicendo sostanzialmente no alla politica. E i suoi rappresentanti entrano in Parlamento con il 25% dei consensi degli italiani. Siamo un laboratorio politico di interesse mondiale, ciò che vediamo è persino più sorprendente di quello che 25 anni riuscì a fare la Lega. E proprio la Lega, dopo la lunga traversata del deserto dei mesi scorsi, ha pagato in termini di consensi la freschezza perduta, anche se la vera partita politica dei padani si gioca oggi nella scalata al Pirellone. L'aria è ferma e silenziosa, s'avverte solo il ruggito del Grillo. È questo il Parlamento che dovrà eleggere il nuovo presidente della Repubblica e votare leggi che vanno in direzione del fiscal compact, la promessa di rientro dal debito siglata con l'Europa. Un vincitore debolissimo (Bersani), uno sconfitto agguerritissimo (Berlusconi), un outsider popolarissimo (Grillo).
 È davvero il Vietnam dei partiti.
 E l'hanno voluto loro.

ELEZIONI 2013


Tsunami Grillo a Bergamo

Lo tsunami del comico genovese travolge anche le Mura venete della politica bergamasca: 16,79% per la Camera pari a 103.718 voti 14,84% per il Senato, pari a 85.171 voti.Numeri di tutto rispetto nel cuore della roccaforte della Lega Nord.
Il Carroccio che ha fatto della protesta contro gli sprechi, lo statalismo, la lotta contro la casta di Roma Ladrona, ora deve fare i conti con un esercito che non ha bandiere verdi squillanti, nessun prato – come Pontida – sul quale gridare il proprio grido di battaglia.
È una protesta che sale dal Web, si fa richiesta e diventa rappresentanza parlamentare. Il tutto prende il via da un comico genovese che dal palco dei suoi spettacoli ha capito la forza della sua denuncia. Il momento di euforia di questa vittoria (perché di vittoria si tratta, è bene ricordarlo) ha in sé però alcuni rischi e qualche pregio. Il rischio è il nome di un movimento che ancora una volta è legato a doppio filo ad un capo tribù. Insomma, la malattia degli italiani di sognare l’uomo solo al comando è ancora ben visibile. Grillo non è l'unico caso. Basti pensare a Berlusconi, Monti, Ingroia, Maroni, Vendola, Storace, Fini e Casini. I loro nomi sono scritti a caratteri cubitali nei simboli dei partiti.
I grillini negheranno questo dettaglio, che purtroppo è innegabile.
Sulla scheda elettorale il candidato premier era Giuseppe Pietro Grillo. Il giullare di Fantastico, il comico miliardario che ora fa il suo debutto a corte.
Non è un’anomalia italiana. Anzi la rispetta e la conferma, Cicciolina insegna.
Il Movimento 5 Stelle ha in sé un grande pregio: ha giovani che vantano una laurea (sudata e verificabile), alcuni di loro hanno fatto esperienza all’estero e tornati in patria si sono messi in gioco in prima persona.
Raccolgono quella protesta che la Lega aveva saputo ben racimolare con il voto, senza però rispondere a quelle istanze, anzi camaleonticamente si era ben adattata a ciò per cui in piazza si batteva. I grillini esprimono proprio quella voglia di pulizia, onestà, meritocrazia che erano anche i “Valori” dell’Italia di Di Pietro, prima che una sola puntata di Report ne azzerasse l’8% raccolto nelle ultime elezioni politiche.
È a quei valori che ora si chiede di portare rispetto nell’aula del Parlamento e nel Paese. In democrazia il voto rimane il grande banco di prova. E se la corte è stata decimata, non si avrà pietà nemmeno del giullare che finora ha deriso il potere ed ora entra nella sala del trono. 



lunedì 25 febbraio 2013

VILLA D,ADDA: CAMERA


camera

Risultati per gli schieramenti
nel comune di Villa d'Adda

CENTRODESTRA
CENTRODESTRA
Percentuale
43,40%
Voti
1145

CENTROSINISTRA
CENTROSINISTRA
Percentuale
20,92%
Voti
552

Movimento 5 Stelle
Movimento 5 Stelle
Percentuale
20,51%
Voti
541

CENTRO
CENTRO
Percentuale
11,71%
Voti
309

Fare per fermare il declino
Fare per fermare il declino
Percentuale
1,74%
Voti
46

Rivoluzione civile - Ingroia
Rivoluzione civile - Ingroia
Percentuale
1,06%
Voti
28

Fiamma tricolore
Fiamma tricolore
Percentuale
0,42%
Voti
11

Io amo l'Italia - Allam
Io amo l'Italia - Allam
Percentuale
0,23%
Voti
6

Sezioni 4 su 4
Aventi Diritto: 3597
Votanti: 2767 (76,9%)
Bianche: 30 (1,1%)
Nulle: 99 (3,6%)
Contestate: 0 (0,0%)