mercoledì 31 ottobre 2012

A TUTTI I CITTADINI DI VILLA D'ADDA.





Rieccoci a darvi alcune informazioni su quanto sta accadendo nel nostro Comune.



 Gestione dei soldi pubblici

Partiamo allegando la tabella delle aliquote IMU nostro paese, confrontandole con paesi vicini.

Imu, le aliquote a confronto

Comune
Imu prima casa
Imu seconda casa
Calusco
4 per mille
8 per mille
Caprino
4 per mille
7,6 per mille
Carvico
4 per mille
7,6 per mille
Cisano
4 per mille
7,6 per mille
Pontida
non fissata
non fissata
Sotto il Monte
4 per mille
7,6 per mille
Terno d'Isola
4 per mille
7,6 per mille
Villa d'Adda
5 per mille
8,6 per mille

I numeri parlano chiaro e non serve alcun commento, quello che è interessante sapere è come vengono spesi i nostri soldi a fronte di una tassazione sulle case così alta.
  • €1.385.000          Torre del Borgo 
  • €128.000              Parcheggio Fabrizio de Andrè
  • €400.000              Rotonda Volpino
Se a questo aggiungiamo quanto investito per il Centro Diurno Integrato  €164.526,40 o per il contratto con la ditta che gestiva l’informatizzazione degli uffici comunali, la  Comuni Online Associati, altri  €270.000 ….
Ecco come vengono spesi (sprecati!!) i nostri soldi. Cosa aggiungere? Nulla, c’è solo da sperare che l’attuale (da 20 anni) maggioranza non faccia ancora danni e si renda finalmente conto che, anche se ha vinto le elezioni, non ha il diritto di distruggere un paese. Il nostro paese.

          Il centro diurno integrato

Nel corso degli anni ecco quanto abbiamo speso in relazione agli utenti di Villa d’Adda che hanno frequentato il centro diurno integrato: anno 2006---50.000 euro ( contributo arredo a fondo perduto); anno 2008---500 euro; anno 2009---33.949,11 euro per 1 utente; anno 2010---26.687,89 euro per 4 utenti; anno 2011---32.747,29 euro per 4 utenti; anno 2012---20.642,02 euro (presunti) per 3 utenti.
Tirando le somme ad oggi il comune di Villa d’Adda ha sborsato 164.526,40 euro.
Il problema è che i cittadini dei comuni convenzionati( Calusco d’Adda, Villa d’Adda e Carvico) pagano giornalmente 22 euro per frequentare il Centro Diurno Integrato, che è aperto anche a utenti di comuni esterni alla convenzione che pagano 25 euro al giorno. Quindi a fronte di questi dati,  non era assolutamente necessario buttare questa cifra, piuttosto il comune di Villa d’Adda poteva farsi carico dei tre euro di differenza al giorno che per un calcolo della serva:
12 utenti totali x 260 giorni all’anno ( esclusi sabato e domenica )x 3 euro risulta 9.360 euro!!!
Oppure ipotizzando che il comune paghi l’intera somma:
12 x 260 x 25 euro--- 78.000 euro  meno della metà dei 164.526,40 euro spesi!!

        Il grande spreco della torre del borgo

Il gruppo Insieme per Villa d’Adda si è accanito nel voler spendere €1.385.000 dei nostri soldi per ristrutturare la Torre del Borgo, simbolo della loro lista civica. I lavori sono iniziati ma i nostri amministratori non hanno ancora le idee chiare sulla destinazione d’uso, hanno le idee così volubili che non sapendo cosa farne in ogni consiglio comunale ci avanzano fantasiose proposte come … un museo delle macchine di Leonardo da Vinci, un distaccamento della biblioteca, un museo delle eccellenze del territorio e infine un centro polifunzionale… quest’ultima ipotesi la dice lunga su come sono confusi… nel frattempo stiamo pagando un mutuo da €540.000 che ci costerà oltre €40.000 all’anno per i prossimi vent’anni… Noi da anni chiediamo di metterla in sicurezza con una spesa contenuta e utilizzare le risorse per altre opere prioritarie come le strade, ma le nostre proposte sono sempre bocciate. Pensiamo a quante strade si potrebbero asfaltare con oltre un milione di euro!!
Voi spendereste dei soldi per sistemare un monumento del quale non sapete che farci? Loro lo stanno facendo, ma non con i loro soldi, con i nostri!!

         Problema acqua rossa dai rubinetti delle case di Villa d’Adda
Il gruppo di minoranza ha più volte portato all’attenzione del consiglio comunale il problema dell’acqua rossa segnalato da parecchi cittadini di Villa d’Adda. E’ stato proposto agli amministratori in carica di attivarsi a tutela dei cittadini in una class action, ma il Sindaco e la sua squadra hanno sempre detto NO, probabilmente la salute dei  cittadini non è una priorità per i nostri amministratori!. Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo di nuovo chiesto risposte su cosa l’amministrazione pensa di fare per risolvere il problema che ad oggi persiste, ma ancora una volta il Sindaco ha invitato i rappresentanti della ditta Hidrogest perché ci tranquillizzassero sulla potabilità dell’acqua  anche se di colore rosso (beviamola tranquillamente fingendo che si tratti di un tè o  un’aranciata), rendendosi disponibili a risarcire eventuali danni  causati dall’acqua rossa a caldaie, filtri ecc.. Tutto questo perché ad oggi non sono in grado di risolvere definitivamente il problema! Il nostro Sindaco ringrazia Hidrogest e tutto rimane così com’è. Ottimo modo per risolvere i problemi dei cittadini villadaddesi! Noi continueremo a raccogliere le Vostre segnalazioni e a farci promotori verso il Sindaco e la giunta perché  vengano fatte analisi che certifichino la non pericolosità dell’acqua rossa per la salute dei cittadini e  si trovi una soluzione affinchè dai rubinetti di tutte le case sgorghi acqua limpida, nel frattempo se avete avuto danni alle vostre caldaie o filtri a causa dell’acqua rossa fate una richiesta di danni a Hidrogest e al Sindaco, Vi rimborseranno!!!!!.
        PGT - Viabilità
All’interno del nuovo PGT presentato dall’amministrazione comunale viene trattato con leggerezza e totale assenza di lungimiranza il problema della viabilità urbana, apparentemente risolto con l’inserimento di “rotatorie” discutibili dal punto di vista della funzionalità e dei costi.
Il nuovo PGT prevede l’inserimento di una nuova rotatoria in località Portone, ma non prevede alcuna soluzione progettuale  nei pressi del centro commerciale Corte Zappello ... 
VIA ZAPPELLO:Proposta per nuova rotatoria

La SP169 crea una barriera, un argine invalicabile tra le due porzioni di territorio ricadenti sui lati della strada, la parte prettamente residenziale e l’area industriale. Gli accessi a via Chioso e via Zappello immettono direttamente sulla SP169 vincolando il senso di marcia in uscita ed in entrata a via Zappello, non altrettanto da via Chioso; creando una contraddizione in termini di viabilità e sicurezza.  

A soluzione del problema si propone :
·         l’inserimento di una nuova rotatoria all’incrocio tra la SP169 e via Zappello,
·         di eliminare l’accesso diretto alla SP169 da via Chioso, smistando il traffico veicolare verso la nuova rotatoria che andrà a sorgere attraverso via della Manica
Cosi da ottenere :
·         una migliore fruibilità tra le due aree separate dalla SP,
·         una riduzione della velocità della SP169,
·         riduzione drastica dei rischi attualmente esistenti con la viabilità odierna.
Altro punto nevralgico della viabilità villadaddese è l’accesso al parcheggio di Villa Peschiera. L’amministrazione comunale  con l’aiuto di tecnici competenti non ha saputo creare un accesso sicuro ed efficiente all’area di sosta di Villa Peschiera, creando al contrario una situazione di pericolo che si ripete ogni giorno sia per gli studenti di Villa Peschiera che per gli automobilisti in transito. Il flusso stradale è costantemente rallentato o bloccato a causa della mancanza delle più basilari regolamentazioni stradali:
·         mancanza di visuale in ingresso ed in uscita dal parcheggio
·         mancanza di una regolamentazione  semaforica pedonale
·         mancanza di una corsia di decelerazione ed immissione al parcheggio
·         non trascurando tutte le lacune progettuali dell’area di sosta quali superficie ridotta rispetto al flusso, accesso stretto,  canalizzazione delle acque sopra dimensionata …
PARCHEGGIO SCUOLE DI VILLA PESCHIERA
Altro grosso problema in cerca di soluzione.



Siamo sempre a disposizione a farci carico delle vostre segnalazioni e delle vostre proposte, anche in forma anonima, che possono pervenire al nostro blog  : http://gruppoela.blogspot.it/

“Io ci tengo al mio paese”
Il Gruppo Consiliare El@



martedì 30 ottobre 2012

EMERGENZE


Da martedì solo 112.
Operatori rispondono in 10 lingue
.




Addio ai vecchi numeri di emergenza: da martedì 6 novembre anche a Bergamo arriva il numero unico, il 112. Se vi servono i pompieri, la polizia, l'ambulanza o i carabinieri il numero è sempre quello: 112. E gli operatori all'altro capo del filo - novità molto importante in una società sempre più poliglotta - risponderanno in 10 lingue.

Comunque - hanno assicurato durante la conferenza stampa di presentazione in Prefettura a Bergamo - i vecchi numeri (113, 115 e 118) continueranno a funzionare. Semplicemente le telefonate verranno smistate in automatico al 112.

Al telefono risponderà una centrale operativa che si trova a Varese, dove il numero unico 112 è stato sperimentato per due anni. Gli oepatori - che non appartengono alle forze dell'ordine - effettueranno una prima scrematura delle richieste. L'invito che è stato fatto è quello di chiedere subito di che cosa si ha bisogno (la polizia se si telefona per un reato, l'ambulanza per un incidente, i pompieri per un incendio).

Infatti non è necessario dire dove ci si trova. Questa è l'altra importante novità: all'arrivo di una telefonata gli operatori sanno subito dove si trova il richiedente. Per la localizzazione dei telefonini viene utilizzata la rete cellulare (o il gps se disponibile), per i numeri di rete fissa invece si utilizza il database dei contratti con le società telefoniche.

La localizzazione è automatica anche in caso di numero coperto o «privato». In 20-25 secondi la prima scrematura delle telefonate è fatta, poi la centrale attiva l'intervento necessario facendo partire i mezzi dalla sede più vicina.

Per i sordomuti è prevista anche la richiesta via sms, sempre al 112: le telefonate sono gratuite sia dai fissi che dai cellulari, e il 112 può essere chiamato anche da un cellulare senza sim o senza credito.

In caso di crollo della rete telefonica diventa operativa, fra le forze dell'ordine, una rete di emergenza che collega tutte le centrali.

La centrale del Numero unico emergenze (Nue) di Varese serve anche le province di Lecco, Como, Monza-Brianza e Bergamo, per un totale di 3,7 milioni di persone. La prossima sarà attivata a Milano e provincia. La terza centrale sarà a Brescia (servirà anche Cremona, Sondrio, Lodi, Pavia e Mantova).

Il Nue è il risultato di una disposizione della Ue che già nel 2002 aveva chiesto agli Stati di attivare un numero unico per tutte le emergenze sullo stile del 911 americano.

DON GNOCCHI.



Inaugurato
il museo dedicato al beato
Un piccolo museo per una grande storia. Quella di don Carlo Gnocchi e della sua «baracca». L’opera che ha restituito speranza a tante persone sfregiate dalla guerra e dimenticate dalla pace. Mutilati fuori. Spezzati dentro. Ricostruiti sulla «roccia» del Crocifisso Risorto dalla santa intraprendenza di un prete ambrosiano che ebbe l’intera esistenza lacerata, incendiata, illuminata dall’incontro con il mistero del dolore innocente.
Un piccolo museo ma destinato a crescere, quello inaugurato sabato nell’ex cappella del Centro «Santa Maria Nascente» di via Capecelatro, alla presenza del ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, dell’arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi eucaristici internazionali, e del vescovo di Lodi Giuseppe Merisi, la cui diocesi ha dato i natali al «padre dei mutilatini». Un luogo per imparare a «vedere col cuore», ha spiegato monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Don Gnocchi. Per scoprire come «l’uomo è un pellegrino malato d’infinito, incamminato verso l’eternità» ha aggiunto, citando «don Carlo».

Il museo è l’opera-segno offerta alla città e alla Chiesa nel terzo anniversario della beatificazione di don Gnocchi (25 ottobre 2009) e a 110 anni dalla sua nascita (San Colombano al Lambro, 25 ottobre 1902). Progettato dallo studio Rognoni-Valeriani, è stato realizzato nell’ex cappella di via Capecelatro. Lì don Carlo aveva chiesto d’essere sepolto; lì sono rimaste le sue spoglie dal 1960 al novembre 2010, quando l’urna che le custodisce è stata traslata nella nuova, adiacente chiesa, da poco eretta dal cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola a santuario diocesano.

Museo e santuario sono come organi dello stesso corpo. Proprio nel santuario si è svolta la cerimonia inaugurale fino al taglio del nastro alla soglia del «memoriale». La cerimonia ha intrecciato con sapienza la lettura di passi folgoranti delle lettere di don Gnocchi, i saluti delle autorità, l’esibizione del Coro Ana di Limbiate (che in un clima di palpabile commozione ha eseguito brani del repertorio alpino come Sul ponte di Perati o Il testamento del capitano).

È la preghiera per don Gnocchi, guidata dal nuovo rettore del santuario, don Maurizio Rivolta, ad aprire l’incontro. «Qui sono cresciuto, qui ho appreso i valori che ispirano il mio impegno politico»: Andrea Fanzago, vicepresidente del Consiglio comunale, ricorda i suoi 17 anni in Fondazione; poi richiama le istituzioni, anche in tempi di crisi e di tagli, a dare attenzione a realtà come questa. Novo Umberto Maerna, assessore alla Cultura della Provincia, addita il don Gnocchi promotore del «principio di sussidiarietà» e paladino della «persona umana» come «unico valore assoluto e immortale». Cesare Lavizzari, consigliere dell’Associazione nazionale alpini, spiega come la «lezione» di don Gnocchi sia profondamente impressa nello stile di servizio e prossimità delle penne nere. «Una testimonianza di fede e solidarietà, un punto di riferimento per le nostre comunità. Lodi è orgogliosa di avergli dato i natali», dice il vescovo Merisi.

«Quando morì, mi colpì la sua scelta di donare le cornee a due ragazzi non vedenti. Poi ho capito che in realtà aveva donato i suoi occhi a tutta la Chiesa – è il pensiero dell’arcivescovo Marini, compagno di seminario di Bazzari –. Don Carlo ci ha lasciato gli occhi perché ogni volta che incontriamo un fratello che soffre, non andiamo oltre ma ci fermiamo a guardarlo con lo sguardo del buon samaritano. Lo sguardo di Gesù. Questo museo sia una scuola di formazione alla vita e all’amore». Un auspicio condiviso da Ornaghi. Le «virtù eroiche» di don Gnocchi, riflette il ministro, non sarebbero bastate a dare forza alla «baracca» se non ci fosse stata «un’adesione di popolo alla sua opera». Un’opera «più forte delle parole». Don Gnocchi «è stato un grande protagonista della vita milanese, quando Milano era guida, anche morale, del Paese». Un ruolo, nazionale ed europeo, che oggi è possibile rinnovare facendo tesoro dell’eredità, ecclesiale e civile, del beato.
da L'AVVENIRE,30.10.2012

L'ultima follia dei grillini

Dettano ai giornalisti il vocabolario a 5 Stelle

 

Nel pomeriggio arriva nelle redazioni dei quotidiani una mail del M5s: è un glossario per spiegare ai giornalisti che parole devono usare per scrivere dei giornalisti

da IL GIORNALE. Francesco Maria Del Vigo - Lun, 29/10/2012


La sbornia elettorale dà alla testa. L'ultima trovata dei grillini è una roba da enciclopedia dell'assurdo. Nel pomeriggio arriva in tutte le redazioni dei quotidiani italiani una mail della Lista civivica 5 Stelle Milano. Uno dei tanti comunicati stampa che ogni giorno vengono imbucati nelle nostre caselle? Nemmeno per sogno, i grillini hanno pensato di istruirci con un glossario ad hoc. Perché se parli di loro devi farlo secondo le loro leggi. "Spettabile redazione, sempre più spesso da oggi in poi, tratterete argomenti relativi al Movimento 5 Stelle", inizia così, con tono imperioso e pedagogico, la missiva pentastellata. Poi parte un testo in grassetto (i giornalisti, si sa, sono duri di comprendonio): "Alla luce dell’enorme cambiamento proposto dal MoVimento 5 stelle è necessario che il VOCABOLARIO di riferimento usato dai media sia coerente e corretto". Proprio scritto così. Ma c'è di peggio. Perché se la mail è inquientante dal punto di vista politico ed etico, lo è pure dal lato grafico con il suo profluvio di colori e di caratteri giganteschi. Quindi, abbiamo deciso, di riportarvela con i caratteri originali: "Per questa ragione è indispensabile che tutti voi giornalisti, redattori, caporedattori e direttori poniate la massima attenzione ad EVITARE PAROLE CHE NON APPARTENGONO ALLA REALTA’ DEL MOVIMENTO". (testo scritto integralmente in rosso, ndr)
Praticamente un testo di studio, una bibbia a Cinque Stelle emanata direttamente dal partito, una direttiva ufficiale, come nella Russia comunista.
Parole come PARTITO e LEADER sono pertinenti alla politica tradizionale, quindi ALTRO da noi.
Leader e partito sono dunque censurate. Guai a chi le usa. Poi c'è un messaggio che, a giudicare che dal carattere mastodontico e dal colore rosso, rientra nelle priorità dei seguaci di Grillo:
E’ corretto riferirsi al MoVimento 5 stelle come a una FORZA POLITICA

e agli eletti come PORTAVOCE.
Quindi, nel cestino delle parole che non si possono più usare, finiscono anche le parole partito, onorevole, deputato, rappresentate e chissà cos'altro. Un cimitero di parole. A parte avverbi e congiunzioni stanno mettendo al bando tutto. Non è finita:
Chiudiamo ricordando che la parola GRILLINI è scorretta e anche un po’ offensiva, in quanto riduttiva e verticistica.Infondo alla lettera c'è anche un avvertimento. Una richiesta di rettifica ai colleghi del Sole: "Con l’occasione ovviamente vi chiediamo di modificare al più presto il titolo di questo articolo", Che è un po' come colpirne uno per educarne cento. Il messaggio è solo per il quotidiano di Confindustria, ma i grillini lo hanno spedito a tutti. Giusto per far capire che, da ora in poi, bacchetteranno quotidianamente tutte le testate. Sarebbe questa la democrazia diretta dei grillini?

PS. Questo articolo, secondo i rigidissimi dettami grillini è, ovviamente, da bocciatura.