venerdì 31 agosto 2012

VILLA D'ADDA:BIBLIOTECA CHIUSA.

dal sito del Comune:

Chiusura biblioteca


27/08/2012

Si avvisa la cittadinanza che la biblioteca comunale rimarrà chiusa dal 29 Agosto fino al 12 settembre.

VILLA D'ADDA:UFFICIO TECNICO CHIUSO AL SABATO.

Dal sito del comune:

Chiusura Ufficio Tecnico


28/08/2012

Si avverte la cittadinanza che nelle giornate di sabato 1 - 8 - 15 Settembre 2012 l'Ufficio Tecnico Comunale rimarrà chiuso al Pubblico.


Documenti associati  COMUNE DI VILLA D’ADDA
Provincia di Bergamo
UFFICIO TECNICO
Ufficio: Via Del Borgo n. 1 - Telefono 0354389730 – Telefax 0354389708 – ufficio.tecnico@comune.villadadda.bg.it
Codice Fiscale 00616720165 – CCP 12199246 - CAP 24030
AVVISO
SI AVVERTE LA CITTADINANZA CHE
NELLE GIORNATE
DI SABATO
1 – 8 – 15
SETTEMBRE 2012
L’UFFICIO TECNICO COMUNALE
RIMARRÀ CHIUSO AL PUBBLICO
Il Responsabile del Servizio Tecnico
f.to Rosamaria geom. Guardascione

TASSARE O DETASSARE?



LA STAMPA,29/8/2012

     Tasse senza gas
Ma quanto è ipocrita tassare le bevande gasate, contrabbandando la cannuccia assetata dello Stato per espressione di moralità. Non mi scandalizza che il governo utilizzi la leva fiscale per distillare ai cittadini qualche gocciolina di educazione: se non civica e sentimentale, entrambe drammaticamente latitanti nelle famiglie, almeno alimentare. Mi irrita piuttosto che usi quella leva al contrario. Un ministro della Salute che ha davvero a cuore la salute dei suoi amministrati non tassa le bibite che fanno male. Detassa quelle che fanno bene.

Per convincermi a trarre felicità da una minestra di farro e da un succo di mirtillo, o quantomeno a sperimentarne l’eventualità, la soluzione più semplice e anche più ovvia consiste nel rendermeli meno costosi di un hamburger a tre strati o di una bibita zuccherata. Invece qualsiasi governo, tecnico o politico, di destra o di sinistra, preferirà sempre tassare il vizio che detassare la virtù. E questo perché della virtù, reale o presunta, ai governanti non importa un fico. A loro interessa rastrellare soldi per continuare a mantenere il carrozzone di famigli che è andato stratificandosi nei decenni, fino a comporre la più elefantiaca, corrotta e intangibile burocrazia della storia umana. Sarebbe onesto, ma soprattutto adulto, quell’amministratore pubblico che avesse il coraggio di ammetterlo, anziché escogitare sempre nuovi espedienti, addirittura etici, per placare la sua sete inestinguibile di liquidità.

A PROPOSITO DI P.G.T.

CHE NE PENSANO  TECNICI E AMMINISTRATORI DI VILLA D'ADDA?

Stop a nuove edificazioni.
«Sistemare l'invenduto» 

L'ECO DI NERGAMO,Giovedì 30 Agosto 2012



«La priorità è la tutela del territorio, e incentivare la riqualificazione delle abitazioni».
Daniele Belotti, assessore regionale a Territorio e Urbanistica, dalla Bèrghem Fest di Alzano, non ha dubbi sulla necessità di bloccare il consumo di suolo e, al tempo stesso, «garantire il futuro alle 375 mila famiglie che lavorano nel settore dell'edilizia».
E per sostenere il comparto, la Regione ha definito un Piano casa dove si punta su incentivi, semplificazioni e deroghe. «Siamo di fronte a una crisi profondissima», ha ricordato Belotti. Ma, le leggi regionali, da sole, non bastano: «Se i soldi non vengono messi in circolo arriviamo all'invenduto». In questo caso, la responsabilità, per l'assessore bergamasco, è delle banche, sempre meno disposte a concedere mutui. «In Bergamasca – ha proseguito – ci sono 21 mila alloggi invenduti. Sono nuovi, ma in realtà sono già vecchi perché i livelli energetici non sono più convenienti». Il futuro dell'edilizia, per Belotti, passa quindi dalla riqualificazione. Un pensiero condiviso anche dal presidente Ance Bergamo Ottorino Bettineschi. Che ha rilevato come un'alta percentuale del patrimonio immobiliare sia «obsoleto».
Le strategie
«C'è un patrimonio esistente da riqualificare – ha spiegato –. Il suolo è una risorsa». La riqualificazione, ha proseguito Bettineschi, deve essere promossa con politiche incentivanti, «e la Regione sta facendo già molto». Ma servono sforzi maggiori «perché la riqualificazione deve costare meno rispetto al consumo di suolo». Considerando che si deve quindi «intervenire» su case già abitate, si devono disegnare progetti condivisi con le istituzioni. L'assessore all'Agricoltura Giulio De Capitani ha puntato l'attenzione sulla valorizzazione del suolo agricolo:
«I Comuni devono uscire dalla logica che per sopravvivere si deve fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.
Se vogliono conservare le zone agricole basta che lo decidano mettendo vincoli di non edificabilità». Le aree agricole, ha evidenziato il collega ai Sistemi verdi e paesaggio Alessandro Colucci, occupano il 60% del territorio dei Parchi. «La sfida – ha affermato – è tutelare il territorio garantendo lo sviluppo economico». Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, ha ricordato che, in passato, non si vedeva che «la vera fonte di ricchezza non era nel sottosuolo, ma il suolo stesso».
A. Lo.

giovedì 30 agosto 2012

DAL CAPOGRUPPO ANTONIO POSA

PREFETTURA DI BERGAMO
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO.
.
Prot. n. 73/2010III/R.E.L. Bergamo, 22 giugno 20 l O

AI Sig. Presidente della Provincia di
Bergamo
Ai Sig.ri Sindaci dei Comuni della provincia
Loro Sedi
Al Sig. Vicesindaco del Comune di
Castione della Presolanl!
e, p.c. AI Sig. Commissario prefettizio del Comune di
San Giovanni Bianco
Oggetto: Diritti dei consiglieri comunali e provinciali - Art. 43, comma 2, del d. 19s.
18 agosto 2000, n. 267.

Nello svolgimento delle proprie funzioni di raccordo, consulenza e collaborazione
con il sistema delle autonomie locali, lo scrivente è spesso destinatario di esposti,
segnalazioni o richieste di intervento formulate da consiglieri, il più delle volte facenti parte
dei gruppi di minoranza, aventi ad oggetto problematiche in tema di accesso agli atti e di
estrazione di copia di documenti amministrativi.
La frequenza con la quale la Prefettura viene chiamata in causa su tali vicende rivela
l'esistenza di rapporti non sempre fluidi tra maggioranza e minoranze consiliari e suggerisce
l'opportunità di un momento di riflessione sulla questione concernente i limiti che incontra il
diritto riconosciuto ai consiglieri comunali e provinciali dall'art. 43, comma 2, del d. 19s. 18
agosto 2000, n. 267.
Si ritiene perciò utile richiamare l'attenzione delle SS.LL. sugli orientamenti
giurisprudenziali formatisi sul punto, frutto delle pronunce emesse negli anni dai competenti
organi di giustizia amministrativa, particolarmente copiose in subiecta materia, tenuto conto
che la richiesta di "notizie" ed "informazioni" agli uffici comunali (e provinciali) costituisce
una delle modalità tipiche di esercizio delle prerogative riconosciute dalla legge ai
consiglieri, attraverso la quale - il discorso vale in modo particolare per i consiglieri "di
minoranza" - si estrinseca la facoltà di controllo connaturata al munus ricoperto.
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L'accesso dei consiglieri comunali e provinciali agli atti amministrativi dell'ente
locale è disciplinato, come detto, dall'art. 43, comma 2, del T.UO.E.L., che prevede in capo
agli stessi il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso,
utili all' espletamento del mandato.
Dalla titolarità del diritto "muneris causa", discende pertanto l'assenza dell'onere
della motivazione da parte del consigliere. In proposito, il Consiglio di Stato ha più volte
affermato che la finalizzazione dell'accesso ai documenti in relazione: all'espletamento del
mandato costituisce il presupposto legittimante ma anche il limite dello stesso,
configurandosi come funzionale allo svolgimento dei compiti del consigliere (sentenza sez.
V, 26/9/2000, n. 5109) ed inoltre che il consigliere comunale "non è tenuto a specificare i
motivi della richiesta, né gli organi burocratici dell 'ente hanno titolo a richiederli" (sentenza
sez. V, 13/11/2002, n. 6293).
Con la sentenza n. 2716 del 4 maggio 2004, il Supremo Consesso ha poi introdotto
ulteriori elementi, che ampliano e rafforzano il diritto in parola, ritenendo che "..... i
consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d'utilità
al! 'espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione". Pertanto "..... una richiesta di
accesso avanzata da un consigliere a motivo del! 'espletamento del proprio mandato risulta
congruamente motivata e non può essere disattesa dall 'Amministrazione".
Conseguentemente, enuncia ancora la sentenza, poiché l'art. 43 del TUOEL " ..... attribuisce
il diritto ai consiglieri comunali di chiedere i documenti ravvisati utili ali 'espletamento del
mandato, la precisazione che la richiesta di accesso è avanzata per I'espletamento del
mandato basta a giustificarla, senza che occorra alcuna precisazione circa le specifiche
ragioni della richiesta". Ed infatti, è stata dichiarata illegittima la norma regolamentare con
la quale un Comune avrebbe imposto l'obbligo di motivazione alla richiesta di atti del
consigliere comunale (CdS sentenza n. 929 del 22/2/2007).
Per quanto attiene alla riservatezza degli atti, essa viene ritenuta, dalla richiamata
sentenza n. 2716/04, sufficientemente tutelata dalla disposizione di cui all'art. 43, comma 2,
del d. 19s. 18 agosto 2000, n. 267, che stabilisce che i consiglieri "sono tenuti al segreto nei
casi specificamente determinati dalla legge". Il Consiglio di Stato osserva, infatti, che " .....
essendo i detti consiglieri tenuti al segreto nel caso di atti riguardanti la riservatezza dei
terzi, non sussiste, ali 'evidenza, alcuna ragione logica perché possa essere inibito l'accesso
ad atti riguardanti i dati riservati di terzi".
L'ampia portata oggettiva dell'art. 43, comma 2 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e
la specificità del titolo che abilita i consiglieri all'esercizio del diritto di accesso, rispetto a
quello generale di cui alla legge n. 241/90, non consentono di apporre alla predetta facoltà
conoscitiva limitazioni che non siano espressamente contemplate dalla pertinente disciplina
legislativa. Pertanto il diritto di accesso del consigliere comunale non conosce i vincoli e le
MODULARIO I MOD.4
1..R3mOU.T.~
limitazioni previsti dall'ordinario accesso di cui alla predetta legge n. 241/90, ed in
particolare quelli relativi alla riservatezza dei terzi.
La legge non prende dunque in considerazione la posizione di coloro che potrebbero
opporsi all'accesso (cui accorda come unica protezione l'obbligo del segreto a carico del
consigliere comunale, con possibilità di far eventualmente valere nelle sedi competenti la
violazione di tale obbligo) e pertanto non è configurabile in materia alcun contro interessato
(CdS, sez. V, n. 5264/2007).
Dalla richiamata sentenza n. 2716/2004 emerge quindi con chiarezza che l'attuale
orientamento è nel senso della sostanziale impossibilità di opporre diniego all'accesso dei
consiglieri, in considerazione del fatto che " ..... l'espletamento del mandato di cui sono
investiti i consiglieri comunali li abilita a conoscere tutte quante le attività svolte
dall'amministrazione comunale nonché dalle aziende ed enti dipendenti, affinché possano
consapevolmente intervenire in ogni singolo settore", tenuto conto che " ... qualsiasi
limitazione verrebbe a restringere la possibilità di intervento, sia in senso critico sia in senso
costruttivo, incidendo negativamente sulla possibilità d'integrale espletamento del mandato
ricevuto".
L'orientamento giurisprudenziale appena brevemente ricordato attribuisce, quindi, ai
consiglieri una facoltà di accesso agli atti amplissima, che conosce pochissimi limiti. Tra
questi, evidentemente, il caso che il consigliere agisca per interesse personale, ipotesi,
naturalmente, da dimostrare adeguatamente.
Una limitazione particolarmente significativa al diritto di accesso del consigliere si
rinviene invece nella stessa ratio posta a base del diritto, che è quella di rendere possibile
l'esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo demandate dalla
legge ai consigli comunali.
Già la sentenza del Consiglio di Stato n. 4471 del 2 settembre 2005 aveva affermato
che "...il consigliere comunale non può abusare del diritto all'informazione riconosciutogli
dall'ordinamento, piegandone le alte finalità a scopi meramente emulativi o aggravando
eccessivamente, con richieste non contenute entro gli immanenti limiti della proporzionalità
e della ragionevolezza, la corretta funzionalità amministrativa dell'ente civico".
Successivamente, un ulteriore passo in avanti è stato fatto con la sentenza dello stesso
Consiglio di Stato n. 6960 del 28 novembre 2006, con cui è stato puntualizzato che non sono
da ritenere coerenti col mandato dei consiglieri richieste di accesso che, per il numero degli
atti richiesti e per l'ampiezza della formulazione, si risolvano in un eccessivo e minuzioso
controllo dei singoli atti. Dette richieste" ...si configurano come forme di controllo specifico,
non già inerente alle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo demandate
dalla legge ai consigli comunali".
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Quest'ultima pronuncia non ha solo affermato la legittimità di una disposizione
regolamentare dell'ente che imponga l'utilizzo di un modulo, in cui indicare il singolo
documento amministrativo che si chiede di conoscere, ma ha soprattutto sostenuto la
legittimità del diniego di accesso motivato dalla necessità di arrecare il minor aggravio
possibile, sia organizzativo che economico, agli uffici e al personale dell'ente.
Lo stesso Ministero dell'Interno, nel seguire l'ormai costante indirizzo del Consiglio
di Stato, ha sempre affermato che, nonostante la riconosciuta ampiezza del diritto in parola,
il consigliere è comunque soggetto al rispetto di alcune forme e modalità ed ha segnalato
l'opportunità di contemperare le opposte esigenze, vale a dire, da un lato le pretese
conoscitive dei consiglieri comunali e, dall'altro, le evidenti esigenze di funzionalità
dell' amministrazione locale.
Un ultimo accenno merita la questione della sopportazione dei costi connessi
all'esercizio del diritto di accesso del consigliere, intesi non solo come costo reale per la
produzione dei documenti, bensì anche come costo relativo all'impiego del personale ed
all'organizzazione dei servizi.
Al riguardo la giurisprudenza è costante nell'affermare il principio della gratuità del
diritto del consigliere di prendere visione o di estrarre copia di atti e documenti, in quanto
l'esercizio del diritto in parola attiene alla funzione pubblica e non ad un interesse individuale
e privato ed un eventuale rimborso del costo di riproduzione potrebbe incidere negativamente
sull'intendimento dei consiglieri di approfondire l'esame di questioni nell'interesse della
collettività.
Ciò non esclude che l'Ente locale possa adottare, in sede di regolamento,
accorgimenti finalizzati a ridurre i costi sopportati.
Infatti se è compito degli Enti Locali, al pari di tutte le Pubbliche Amministrazioni,
curare tutti gli adempimenti a loro carico, essendo tenuti a dotarsi di tutti i mezzi (personale,
strumentazioni tecniche, materiali vari) necessari all'assolvimento dei propri compiti,
dall'altro, è generale dovere della Pubblica Amministrazione di ispirare la propria attività al
principio di economicità, che incombe non solo sugli uffici tenuti a provvedere, ma anche sui
soggetti che richiedono prestazioni amministrative, i quali - specie se appartenenti alla stessa
amministrazione - sono tenuti, in un clima di leale cooperazione - a modulare le proprie
richieste (parere del lO dicembre 2002 della Commissione per l'accesso ai documenti
amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio) in modo da contemperare i diversi
interessi in gioco.
E proprio l'opportunità di contemperare tali opposte esigenze fa pervenire alla
conclusione che, soprattutto nel caso in cui il consigliere comunale chieda anche l'estrazione
di copie di atti, la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato, l'Ente possa senz'altro
adottare un regolamento sulle modalità di accesso agli atti, che contenga alcuni precisi
temperamenti o indichi modalità alternative rispetto a quelle usuali (ad esempio quello della
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riproduzione delle planimetrie su supporto informatico), indurre ad ovviare ai problemi sopra
illustrati e ad assicurare che il diritto di accesso del richiedente sia garantito senza incidere
negativamente sul regolare svolgimento dell'attività amministrativa dell'ente.
Sostanzialmente alle stesse conclusioni perviene il TAR Veneto (sent. n. 3897/2006)
allorché sancisce la legittimità di una norma di un regolamento comunale che dispone:"nel
caso in cui le richieste abbiano ad oggetto l'estrazione di copie di atti elaborati, la cui fotoriproduzione
comporti un costo elevato, quali ad esempio le tavole dei P.R.G., le tavole di
varianti urbanistiche e quant'altro abbia ad oggetto planimetrie di dimensioni consistenti,
sono previste modalità alternative quali la riproduzione su Cl.r-rom in formato PDF, non
modificabile" .
***
In definitiva, si può ben dire che l'attività di "opposizione", legittima e basilare per il
corretto svolgimento della vita democratica dell'ente locale, non può e non deve tradursi nel
quotidiano ed esacerbato controllo su ogni singolo atto dell'ente. Al conternpo, è del tutto
inaccettabile, oltre che illegittimo, che gli amministratori locali, a fronte di richieste
formulate ex art. 43, comma 2, del T.U.O.E.L., seguano una linea di condotta improntata al
sistematico diniego di informazioni e documentazione.
Nell'uno e nell'altro caso, alla lunga, si determinerebbe una vera e propria "paralisi"
della vita amministrativa dell' ente locale, con conseguente impossibilità, per lo stesso, di
perseguire i propri fini istituzionali, il che costituisce l'esatto opposto di ciò a cui, per norma,
è finalizzata l'azione della pubblica amministrazione.
Nel rassegnare all'attenzione delle SS.LL. il contenuto della presente (che potrà
essere reso noto ai membri dei rispettivi consigli, nei modi ritenuti più efficaci), si esprime
l'auspicio che, nel rispetto della normativa di riferimento, un clima di serenità e di rispetto
reciproco dei ruoli possa sempre connotare il rapporto tra gli organi di governo - e, con essi,
la maggioranza politica della quale sono espressione - e le minoranze consiliari.



mercoledì 29 agosto 2012

IL NOSTRO BLOG COMPIE UN ANNO!



                                                         BENVENUTI!








Esattamente un anno fa iniziava l'avventura di questo blog del Gruppo El@.
Dopo un anno di attività il  blog ha superato i 64 mila contatti,vale a dire una media di circa 5.400 contatti mensili.
Ciò significa che il nostro blog è vivo e sa suscitare l'attenzione della gente.
Grazie quindi a tutti i lettori che ci seguono ogni giorno e ci spronano a continuare con maggior entusiasmo ed impegno questo servizio alla comunità! 
                                                                                 
GRUPPO EL@

AL VOTO A NOVEMBRE?



Perché Berlusconi medita
di far cadere Monti

Silvio Berlusconi

Il Cavaliere gradirebbe elezioni 
a novembre. Il Colle scarta l'idea

UGO MAGRI
ROMA
La svolta è maturata nel pomeriggio di ieri, e la voce si è diffusa verso sera, quando Berlusconi era già ripartito da Roma: il Cavaliere gradirebbe elezioni anticipate a novembre. Motivo: teme che aspettando marzo o aprile (la naturale scadenza) gli arriverebbe tra capo e collo la sentenza del processo Ruby, dove la condanna viene considerata inevitabile. Con il risultato di doversi ritirare dall'agone politico, stavolta per sempre. Laddove anticipando il voto, forse la sentenza (attesa per ottobre) verrebbe rinviata di qualche mese... è un rovesciamento totale di strategia, dettato dalle preoccupazioni degli avvocati, Ghedini in testa.

Pare che faccia paura pure l'inchiesta di Palermo, da cui lo staff legale berlusconiano non si attende nulla di buono, a cominciare dalla testimonianza che Silvio dovrà rendere su Dell'Utri. Pur di accelerare i tempi, Berlusconi sarebbe pronto a dare il via libera immediato alla legge elettorale: così anticipa stamane correttamente «Repubblica». Tuttavia Schifani, presidente del Senato, risulta molto scettico circa la possibilità di varare la nuova legge in tempo per votare tra nemmeno tre mesi. Identiche preoccupazioni nutre il capogruppo Pdl al Senato Gasparri.

Inoltre le ultimissime dal Palazzo raccontano che sia Napolitano sia Monti avrebbero scartato l'idea di anticipare le urne (accarezzata un mese fa, con le Chevalier nella circostanza contrarissimo). L'unica possibilità che si voti a novembre sembra ormai legata a un improvviso scarto del Pdl, a un'impuntatura favorita dal Pd, a uno scontro provocato ad arte, che faccia cadere nei prossimi giorni il governo. Pure questo è uno scenario di cui si sta ragionando nel giro stretto berlusconiano. Da tenere d'occhio.

VILLA D'ADDA:NUOVA MEGAROTONDA IN ARRIVO!

Dal blog Isolaonline


martedì 28 agosto 2012


Villa d'Adda: esclusiva, tutto sul nuovo Piano di Governo del Territorio

Il sindaco di Villa d'Adda
Adelvalda Carsaniga
La grande novità del nuovo Piano del Governo di Territorio di Villa d'Adda sarà una rotonda. Sorgerà non lontano dalle rive dell'Adda, all'estremo nord del territorio comunale, e rientra nelle opere che riguardano la nuova grande infrastruttura che disegnerà la nuova viabilità tra Calolziocorte, Pontida e Calusco. La Variante di Cisano, così denominata, sarà la nuova strada che, percorrendo le pendici del Canto, con diversi tunnel, taglierà il centro di Cisano collegando direttamente Pontida a Villa d'Adda. Nello stesso punto dovrebbe arrivare anche l'altra grande infrastruttura, il collegamento Calolzio-Villa d'Adda, anch'esso destinato a tagliare il comune cisanese a sud, nella zona del Bisone.
Entrambe le nuove opere si immetteranno in questa nuova rotonda, esattamente sul confine tra Villa d'Adda e Pontida, prevalentemente sul territorio villadaddese, secondo quanto pubblicato nella relazione Quadro conoscitivo del Vas Lombardia. Dalla nuova rotonda, utilizzando la viabilità già esistente, si arriverà alla variante Villa d'Adda-Carvico (in sostanza, il tunnel Parscera).
Una infrastruttura che nelle intenzioni dovrebbe eliminare il traffico pesante dal centro di Cisano, allacciandosi in futuro alla tangenziale di Bergamo che ora arriva all'altezza di Mapello. Traffico pesante che gioco forza si immetterà su Villa d'Adda. Non ovviamente nel centro storico del paese, ma sfruttando l'attuale strada che dal Boschetto arriva alla galleria Parscera. Passeranno più mezzi pesanti, questa è una facilissima previsione. Viale dell'Industria subirà, nel prossimo decennio, una opera di riqualificazione proprio in previsione dell'aumento del traffico. Prevista una spesa complessiva di 3 milioni di euro in dieci anni.


CONSUMO DEL SUOLO - Allo stato attuale il Comune di Villa d'Adda dispone di una superficie di 6.066.688 metri quadri. Il suolo urbanizzato occupa una superficie di 1.670.355 metri quadri, pari al 28% del totale. Il restante 72% - ovvero 4.396.333 mq - è suolo libero.

PIANO DEI SERVIZI: AUMENTA LA SUPERFICIE DI CONSUMO - Il nuovo Pgt farà aumentare la superficie destinata al Piano dei Servizi, a quell'insieme di infrastrutture destinate alla pubblica utilità - tra cui scuole, chiese, cimiteri, piazze, parcheggi, impianti sportivi - Il Piano Regolatore vigente prevedeva per questa tipologia di servizi una superficie, sul territorio comunale, pari a 300.572 mq. Col nuovo Pgt si passerà ad una superficie di 336.902 mq (aumento di 36.330 mq, +12%). Per quanto riguarda le attrezzature pubbliche sono tutte confermate con l'aggiunta della restaurazione della Torre del Borgo.

PIU' PARCHI PUBBLICI - Il piano prevede un incremento delle aree destinate a parco che passano da mq 68.471 mq a 93.660 mq con un aumento di 25.186 mq (+37%). Il Centro sportivo comunale attualmente occupa un’area di mq 26.333 che, a seguito dell’attuazione dei piani attuativi in corso, si estenderà a 34.696 mq. Il Pgt prevede un ulteriore ampliamento di 6.391 mq.

Le principali nuove aree a verde pubblico previste dal PGT sono:
− l’area di via Cadestore che amplia di mq 3.974 il parco esistente portandolo ad una
superficie complessiva di mq 6.818;
− l’area a sud del centro storico di Villa Bassa, di mq 4.982,
− il nuovo parco di via Fontana di mq 863, inserito nel sistema dei percorsi collinari.

PIU' AREA PER I PARCHEGGI - Aumenterà anche l'area destinata ai parcheggi. Si passerà dagli attuali 27.877 mq a 32.449 mq con un incremento di 4.572 mq (+16%). Anche il cimitero verrà ampliato, di 1.116 mq.

STIMA DEGLI INTROITI E DELLE SPESE - L'applicazione del Piano del Governo del Territorio dovrebbe portare, secondo le stime effettuate dai tecnici comunali, nelle casse del Municipio una somma di circa 1.546.000 euro nell'arco del prossimo quinquennio, tra oneri di urbanizzazione (458.930 euro) e entrate da interventi specifici. Per la completa realizzazione dei progetti inseriti nel nuovo Pgt si prevede una spesa di 4.400.000 euro. Dunque gli introiti derivanti dall'introduzione del nuovo Pgt copriranno le spese in una percentuale nell'ordine del 30% circa.

ISTANZE E PROPOSTE - Dalla data di avvio del procedimento di Pgt sono giunte al Comune 73 tra istanze, richieste e proposte da cittadini ed enti interessati. Le maggiori richieste riguardano il cambio di destinazione dei terreni attualmente non edificabili e l'aumento di volumetria disponibile, richiesta questa in particolare dalle aziende.

Gianluca Mercuri

martedì 28 agosto 2012

DAL CONSIGLIERE STEFANO CASTELLETI,GRUPPO EL@

IMPIANTI FOTOVOLTAICI SUGLI EDIFICI DEL COMUNE.



A: segretario@comune.villadadda.bg.it; sindaco@comune.villadadda.bg.it

Oggetto: Interrogazione da protocollare

all’Assessore all’eco sostenibilità
del comune di Villa d’Adda
Roberto Paggi
Interrogazione con risposta scritta riguardo all’impianto fotovoltaico installato sugli immobili comunali
Con la presente, Le chiedo:
- il prospetto di ciascun anno delle spese sostenute dal comune e delle entrate, relativamente all’impianto fotovoltaico installato sugli immobili comunali.
- quali sono le previsioni economiche di entrata/uscita per gli anni avvenire?
- chi dovrà sostenere il costo della rimozione e smaltimento dell’impianto quando quest’ultimo sarà obsoleto?
- Quali sono stati gli obbiettivi iniziali che Lei e l’amministrazione Vi siete prefissi quando avete scelto di intraprendere quest’iniziativa?
In un colloquio con la responsabile dell’ufficio tecnico ho appreso che fino al 2011 le letture dei contatori venivano effettuate da quest’ultima, che dopo essersi recata alle scuole elementari, le trascriveva su un foglio di carta per poi chiamare la responsabile dell’ufficio ragioneria che era incaricata, per mezzo di apposita delibera di giunta, di trascriverle sui registri delle dogane, a fronte di quanto esposto le porgo i seguenti quesiti:
- corrisponde al vero quanto descritto dalla responsabile dell’ufficio tecnico?
- esiste tale delibera di giunta? Se si chiedo di averne copia.
- Come si procede attualmente?
In conclusione le chiedo cortesemente di rispondere in modo puntuale ai quesito così come sono stati formulati, con i più cordiali saluti,
Villa d’Adda, 18 Agosto 2012
                                                             Il consigliere Castelletti Stefano

DAL CONSIGLIERE STEFANO CASTELLETI,GRUPPO EL@

Riguardo alla maxi-rotonda di volpino.

Inviato: sabato 18 agosto 2012 0.02
A: segretario@comune.villadadda.bg.it; sindaco@comune.villadadda.bg.it

Oggetto: Interrogazione da protocollare
 
  all’Assessore alle opere pubbliche del comune di Villa d’Adda
Giuseppe Locatelli

Interrogazione con risposta scritta riguardo ai lavori della rotatoria di via Volpino
Egregio Assessore, ho constatato che i lavori relativi alla rotatoria in oggetto non sono terminati, Le chiedo quindi:
- Se allo stato attuale i lavori realizzati sono conformi al progetto approvato con delibera di giunta n. 92 del 16 agosto 2010.
- Il nominativo del responsabile che ha seguito i lavori.
- Perché i lavori non sono terminati.
- Dove sarà ubicata definitivamente la pensilina dell’autobus.
Distinti saluti,
Villa d’Adda, 18 agosto 2012
                                                          Il consigliere Castelletti Stefano


VILLA D'ADDA.

SEMPRE RIGUARDO ALLA FESTA SUL FIUME


Riceviamo da una lettrice:

"ieri sera, mentre da casa sentivo sparare i fuochi per la festa sul fiume , mi sono soffermata a pensare che forse quei soldi spesi per lo spettacolo pirotecnico andavano destinati per fare del bene, specialmente in questo periodo di crisi; ai terremotati dell'Emilia in particolare . se mettevano un bel cartello con scritto che quest'anno i fuochi non ci sarebbero stati e che i soldi sarebbero andati allEmilia , forse,dico forse, tutta la combricola comunale avrebbe guadagnato qualche punto visto che ultimamente ne ha persi molti......."
                                   B....  O.....