martedì 31 luglio 2012

ESAGERAZIONI ITALIANE.

GLI ATLETI OLIMPICI PIU' PAGATI DEL MONDO? GLI ITALIANI!

Ogni medaglia d'oro ci costa 150 mila euro!


di Francesco Silvestri

Thomas Bernhard diceva che “Chi è per lo sport ha le masse al suo
fianco, chi è per la cultura ha le masse contro, e per questo tutti i
governi sono sempre per lo sport e contro la cultura.”

Centoquarantamila euro per l’oro, 75mila per l’argento, 50 mila euro
per il bronzo.
Cifre da capogiro per i nostri atleti che nella riscossione premi sono
senza dubbio nel punto più alto del podio mondiale a pari merito di
chi glieli rende.

E gli altri? Il resto del mondo?
Cifre molto inferiori. I francesi, per esempio,  guadagnano circa un
terzo (50mila euro), mentre i poveri giapponesi  arrivano a prendere
sette volte meno degli azzurri.
I veri campioni dello sport invece,  gli statunitensi, hanno una
retribuzione almeno otto volte inferiore, ovvero meno di 17mila euro per
l’oro.

Come riporta anche il sole 24 ore calcolare il sistema Spagnolo è
leggermente più complesso. Novantaquattromila euro alle medaglie d’oro
di sport individuali, 75mila per le competizioni con due o tre atleti
e 50mila per le competizioni “a squadra”.

La Gran Bretagna poco prima dell’inizio delle Olimpiadi invece ha
annunciato che non vi sarà alcuna ricompensa per gli ori. L’unico
corrispettivo sarà una somma pari a 12mila euro circa come cessione
del diritto d’immagine alla Royal Mail che stamperà un francobollo
celebrativo in onore di ogni medaglia.

I Cinesi invece mantengono un aspetto molto pratico. Intervistata, una
delegata del Comitato Olimpico taglia secco “Lo stabiliremo dopo la
fine dei giochi”. Se le cifre fossero le stesse del 2004 comunque
l’importo non supererebbe i ventimila euro, mentre gli unici a tenere
testa agli atleti del “Belpaese” sono i colleghi Iraniani con importi
che si aggirano intorno ai  centoventimila dollari (circa 98mila euro).

Per dovere di cronaca va detto che i premi in denaro ai vincitori di
medaglie sono tassati, con aliquote che arrivano anche al 42%
che lasciano nelle tasche comunque un gruzzolo di  circa 80mila
euro netti e puliti per l’oro, 45mila abbondanti per l’argento e poco
meno di 30mila per il bronzo.

A questo punto, in un periodo di “Spending Review” per il nostro
paese, un cittadino cosa dovrebbe augurarsi? Meglio l’oro o
centocinquanta mila euro risparmiate?

TIRARE LA CINGHIA...


LA STAMPA,31/7/2012

Spen Ding Reviù
Diffidare delle parole inglesi che fioriscono sulla bocca degli italiani, please. C’è stato un tempo, e c’è ancora, in cui per estrometterti da una poltroncina di responsabilità e sostituirti con uno più affidabile, cioè più opaco e obbediente di te, tiravano in ballo problemi di «governance». Questa invece, nei ministeri e negli uffici, è l’estate della spending review. Tagli sanguinosi (bloody cuts) sembrerebbe espressione più sincera, ma suona male. Revisione della spesa è concetto sfumato e dall’esito aperto: una spesa è rivedibile anche al rialzo, volendo e soprattutto potendo. Il guaio è che non si può più. In questa crisi al buio chi non muore si rivede, ma solo al ribasso.

Spen Ding Reviù: la formula magica ha una sua morbidezza di vaselina, indispensabile quando la verità fa paura. Chi osa dire ai cittadini elettori che lo Stato Sociale novecentesco non è più sostenibile e che oltre agli sprechi bisognerà rivedere anche i diritti? Arriva il tempo delle scelte dure, persino etiche: è sano che uno studente fuoricorso non lavoratore si sovvenzioni da solo la propria pigrizia. Ma se la spending review asciuga ingiustizie, ne crea anche di nuove. La si usa indifferentemente per togliere un privilegio e per tagliare un precario. Una cosa è certa: gli italiani assistono a quest’ultima ossessione del potere con aria da esperti. Loro la spending review l’hanno già sperimentata in casa, rinunciando a quasi tutto il rinunciabile. Soltanto l’hanno chiamata in altro modo: tirare la cinghia. Se preferite: tighten your belt.

Semipresidenzialismo, che cosa è

I RISCHI DEL SEMIPRESIDENZIALISMO.

Un emendamento votato da Pdl e Lega ha introdotto, almeno in prima battuta, il semipresidenzialismo in Italia. Un concetto su cui si discute da anni, che a parole trova d'accordo quasi tutti i partiti, ma che ora avviene con uno strappo nella maggioranza che appoggia Monti. Ma cosa è il presidenzialismo e conviene all'Italia?

Meno apparenza, più concretezza. A venir rivoluzionato è figura, anche concettuale, del Presidente della Repubblica. Tradizionalmente il ruolo oggi ricoperto da Giorgio Napolitano è stato più di rappresentanza che realmente politico, una posizione superpartes da padre putativo della Repubblica italiana. Questo, però, senza dimenticare alcuni ruoli fondamentali in alcuni momenti chiave della nostra Storia, come quello di Presidente del Csm e Comandante in capo delle Forze armate italiane. Ma il ruolo probabilmente più importante del Presidente della Repubblica è la sua prerogativa di nominare il Presidente del Consiglio e di sciogliere le Camere. Una prerogativa che ha spesso creato confusione nel dibattito politico della seconda Repubblica e che il semipresidenzialismo potrebbe rivoluzionare.

Il falso storico dell'elezione diretta del premier. Nelle ultime tornate elettorali siamo stati abituati a vedere manifesti e campagne che proponevano questo o quel candidato alla Presidenza del Consiglio. Il centrosinistra, poi, fa le primarie per scegliere il candidato alla Presidenza e molti italiani, e purtroppo anche alcuni analisti, erano convinti che il risultato delle elezioni di fatto significasse la nomina diretta del Primo Ministro. In verità, andando alle urne si sceglie una determinata maggioranza che proporrà un determinato Premier, ma la decisione finale sul Presidente del Consiglio spetta proprio al Presidente della Repubblica. E' lui che dopo gli incontri con le varie forze politiche prende atto della formazione di una maggioranza e dà mandato a un esponente di questa maggioranza di governare. Questo si è visto un anno fa, quando Mario Monti, che nessun italiano ha votato, è stato nominato Presidente del Consiglio su decisione di Giorgio Napolitano. Insomma, quello del Presidente della Repubblica è un ruolo chiave nel percorso democratico, ancora più fondamentale perché è lui che ha il potere di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.

Svolta democratica. Che cosa è, dunque, il presidenzialismo e il semipresidenzialismo? La prima, fondamentale, rivoluzione accettando una di queste due forme di democrazia è la nomina del Presidente della Repubblica stesso. Infatti il semipresidenzialismo approvato in Senato prevede che il capo dello Stato «viene eletto a suffragio universale e diretto» da tutti i cittadini che hanno compiuto la maggiore età. Non saranno, dunque, i partiti e i parlamentari a scegliere il Presidente, ma sarà democraticamente il popolo. Non solo, perché a differenza di ciò che avviene ora, il presidente della Repubblica è sì il capo dello Stato, ma presiede il Consiglio dei ministri salvo delega al primo ministro. Insomma, in teoria il Presidente della Repubblica potrebbe essere al tempo stesso anche Presidente del Consiglio.

Chi controlla il controllore. Un aumento incredibile del peso politico del suo ruolo che, a fianco della democratizzazione del suo ruolo, crea anche paure di svolte populistiche e uno sbilanciamento eccessivo del suo potere. Se, infatti, il Presidente della Repubblica ha il ruolo di controllo sul lavoro di governo e Parlamento, con la possibilità di nomina e revoca dei ministri, così come di sciogliere le Camere, se il Presidente della Repubblica diventa al tempo stesso Presidente del Consiglio verrebbe a mancare il controllore. E la domanda è: l'Italia è una democrazia abbastanza matura per sopportare una simile svolta?

Scritto da Duccio Fumero | Yahoo! Notizie – ven 27 lug 2012

COMUNE DI VILLA D'ADDA.

Dal sito del Comune di Vill d'Adda:

Dote scuola - Componente Merito

30/07/2012

Si porta a conoscenza di tutte le famiglie di Villa d’Adda che la Regione Lombardia riaprirà il sistema informativo DOTE SCUOLA per la presentazione delle domande relative alla COMPONENTE MERITO.
Dal 01 Settembre al 30 Settembre 2009 sarà possibile, collegandosi al sito web www.scuola.dote.regione.lombardia.it, presentare la domanda: Dote Scuola – componente merito per i risultati conseguiti nell’anno scolastico 2008/2009.



Documenti associati

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Bando per il servizio di trasporto scolastico

Periodo di Pubblicazione: dal 31/07/2012 al 22/08/2012

Si avvisa la cittadinanza che è in esecuzione il bando di gara mediante procedura aperta per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico per il biennio 2012/2014.
L’apertura delle offerte si terrà presso la sede del comune di Villa d’Adda – via del Borgo n. 1 – il giorno martedì 21 agosto 2012 alle ore 9.00.
Per maggiori informazioni scaricate i documenti associati.



Documenti associati

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Bando per Refezione Scolastica

Periodo di Pubblicazione: dal 31/07/2012 al 22/08/2012

Si avvisa la cittadinanza che è in esecuzione il bando di gara mediante procedura aperta per l’affidamento del servizio di refezione scolastica per il triennio 2012/2015.
L' apertura delle offerte si terrà presso la sede del Comune di Villa d’Adda – via del Borgo n. 1 – il giorno martedì 21 agosto 2012 alle ore 10,00.
Per maggiori informazioni scaricate i documenti associati.



Documenti associati
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Commestibilità funghi

26/07/2012

Si avvisa la cittadinanza che prima di consumare i funghi raccolti, ricevuti in regalo da terzi o acquistati fuori dei normali circuiti commerciali, si raccomanda vivamente di farli controllare presso l'ispettorato Micologico dell'ASL.


IN PRIMA FILA!

Chi paga questi burocrati?
Il giornalista Gramellini coglie un particolare tutto italiano: "Dietro la portabandiera Valentina Vezzali incede una schiera di arzilli brizzolati che non vedono una palestra da lustri. La Nazionale di bocce o quella di canasta? No, i dirigenti federali che le altre delegazioni hanno messo in fondo allo schieramento. Solo da noi i diversamente giovani occupano la prima fila. E mica solo alle Olimpiadi"
 

lunedì 30 luglio 2012

VILLA D'ADDA:orari uffici comunali ad agosto.

Orario apertura uffici mese di Agosto


Orario apertura uffici mese di Agosto
30/07/2012

Si avvisa la cittadinanza che gli orari degli uffici comunali nel mese di Agosto subiranno delle modifiche.


COMUNE DI VILLA D’ADDA Provincia di Bergamo
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ORARIO APERTURA UFFICI COMUNALI MESE DI
 AGOSTO 2012 UFFICIO SEGRETERIA                                   Da LUNEDI’a VENERDI’ 9.00 - 12.30 

             
  UFFICIO ANAGRAFE           
  UFFICIO PROTOCOLLO                                                     Da LUNEDI’a VENERDI’ 9.00 - 12.30
                                                                                         
Per urgenze dello stato civile tel 348.8073271
                                                                                          
Da LUNEDI’a VENERDI’ 9.00 - 12.00

  
                                               
 UFFICIO RAGIONERIA TRIBUTI PUBBLICITA’                  Da LUNEDI’a VENERDI’ 9.30 - 12.30
CIMITERO
UFFICIO TECNICO                                             LUNEDI’- MERCOLEDI’ 10.00 - 12.00
                                                                                         E GIOVEDI’


 UFFICIO POLIZIA LOCALE                                        Da LUNEDI’a VENERDI’ 9.00 - 10.00      

 ASSISTENTE SOCIALE                                       MARTEDI’ MERCOLEDI’ 9.00 - 12.30
                                                                                         E VENERDI’ 



BIBLIOTECA      
                                                                                        MARTEDI’- MERCOLEDI’ 14.30 - 18.30
                                                                                        E VENERDI’
                                                                                       
GIOVEDI’ 16.30 - 20.30
                                                                                        SABATO 10.00 - 12.00

                                                           
                                                                                    

ATTENZIONE!


IL CASO
   di FEDERICO FORMICA

I "porta a porta" di luce e gas
così il cliente diventa vittima


Offrono tariffe apparentemente convenienti. In realtà imbrogliano l'acquirente facendogli credere che quello che sta firmando è un "modulo informativo". Spesso però si tratta di un contratto a tutti gli effetti. E così il consumatore si trova a pagare una nuova bolletta, molto più alta, senza saperlo.  E le aziende si dicono bersaglio delle piccole società di vendita alle quali si erano affidate. La nuova normativa emanata dall'authority dovrebbe scoraggiare i truffatori

È mattina inoltrata e suona il citofono. Parla un ragazzo: "Buongiorno, siamo del servizio elettrico. Possiamo farle risparmiare oltre il 30% sulla componente energia, possiamo entrare?". La scena è sempre la stessa: i due venditori porta a porta, eleganti, giovani e con una cartellina sottobraccio, entrano in casa e pronunciano la solita domanda: "Ci mostra una sua bolletta? Le spieghiamo quanto paga adesso e quanto pagherebbe con noi". A volte l'incontro termina con una firma "su un modulo informativo" o una "proposta". La maggior parte delle volte il venditore esce a mani vuote. Ma solo in apparenza. Decine di migliaia di italiani si sono pentiti di aver messo la propria bolletta in mano a quel ragazzo dal sorriso smagliante.

Perché poche settimane dopo la visita, cambia il gestore di energia elettrica o gas. Arriva una nuova bolletta, con una nuova dicitura e spesso più cara della precedente. Come per magia. Senza il nostro consenso, senza aver firmato alcun contratto. Oppure scopriamo di essere stati raggirati, che quel "modulo informativo" era un contratto a tutti gli effetti. E tornare alla situazione precedente è un percorso lungo e costoso, perché a volte il nuovo operatore fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al consumatore.

Il fenomeno dei "contratti non richiesti" si è espanso (era già accaduto per la telefonia) da quando in Italia è stato introdotto il mercato libero dell'energia elettrica e il gas. Ed è diventato una piaga. Da allora operatori come Enel Energia, Edison, Gas de France, Eni, Acea, Sorgenia - solo per citare i maggiori - si combattono ogni singolo cliente casa per casa. Porta a porta, appunto. Lo fanno attraverso piccole società esterne alle quali appaltano il servizio di vendita al cittadino. L'ultima ruota del carro sono proprio loro, i ragazzi dal sorriso smagliante. I venditori. Come ci ha raccontato Tamara, che per sette mesi ha scarpinato per la provincia catanese vendendo contratti di luce, gas, telefonia e tv satellitare, spesso si lavora in nero per dieci-dodici ore al giorno, senza rimborsi per benzina, caselli autostradali o pranzi. Vengono attratti dalla promessa di un salario fisso, ma la realtà  -  almeno nel suo caso - è diversa: si guadagna esclusivamente a provvigione. Otto euro per un nuovo contratto gas, dieci per uno di energia elettrica. Chi è più bravo guadagna 1200-1500 euro in un mese e anche di più. Gli altri soccombono.

Un meccanismo che scatena una guerra tra poveri: pur di portare a casa un buon gruzzolo di contratti e uno stipendio decente. C'è chi intesta le utenze a persone decedute, chi riceve un "no" dal cliente ma, girato l'angolo, mette una firma falsa e attiva il passaggio di operatore. C'è chi ruba le bollette dalle cassette della posta. A un venditore disonesto bastano due dati: il codice cliente e i dati anagrafici dell'intestatario. E spesso è proprio il consumatore a darglieli. "Il resto si compila in auto, tornando a casa la sera. Alcuni sanno perfettamente di compiere un reato ma si scherniscono dicendo che in qualche modo bisogna pur vivere... altri non percepiscono neanche la gravità di quello che stanno facendo" spiega Tamara, che ha aperto un blog per raccontare a tutti la sua esperienza. In mancanza di altre iniziative, proprio su internet si è divulgato il passaparola per far conoscere il fenomeno e mettere in guardia gli altri. Succede sui siti delle associazioni di consumatori ma non solo: "Paoblog" è uno degli spazi web più attivi su questo argomento.

In questa brutta storia, le aziende che forniscono energia sostengono di essere parte lesa. Vittime delle piccole società di vendita alle quali si erano affidate. L'Antitrust, però, sembra pensarla diversamente, visto che dal 2008 ad oggi ha erogato 2,6 milioni di euro di multe ai gestori di energia proprio per questo tipo di pratica commerciale scorretta. Dopo la stangata del 2008, quando l'Authority le comminò sanzioni per un totale di un milione e centomila euro, Enel Energia non ha più avuto multe. Poi è toccato a Sorgenia, Italcogim Energie (poi diventata Gdf Suez), Acea ed Edison. A queste si aggiunge la sanzione da oltre 700.000 euro comminata dall'Aeeg (l'autorità per l'energia elettrica e il gas) a Exergia per subentro a un altro operatore. Tar e consiglio di Stato hanno sempre respinto ogni ricorso. Laddove non c'è responsabilità diretta, gli operatori hanno comunque una "culpa in vigilando". Avrebbero dovuto controllare ma non l'hanno fatto.

Risultati importanti, ma non ancora decisivi. Domenico Romito, responsabile dell'associazione Avvocati dei Consumatori, di casi del genere ne ha visti ormai a decine. "Le truffe dei venditori porta a porta sono spesso difficili da dimostrare in tribunale. Ma il problema maggiore è che vengono considerate truffe di serie B. Nonostante il fenomeno sia molto esteso e rivolto alle fasce più deboli della popolazione, in Italia si tende a derubricarlo all'ambito civile. È molto raro che un venditore disonesto venga processato penalmente". È indicativo che né Guardia di Finanza, né Polizia né Carabinieri abbiano dati certi su un fenomeno che, come ci spiegano in Polizia, "si trova in un limbo tra la truffa e la pratica commerciale scorretta. Il confine tra civile e penale è difficile da definire". Ma l'avvocato Romito bacchetta anche l'Authoriry per l'energia e il gas: "La liberalizzazione del mercato è iniziata da anni eppure siamo ancora nel far west. Servono regole molto più stringenti".

Regole che l'Authority ha appena emanato. Il 19 aprile 2012 l'Aeeg ha pubblicato il provvedimento che tutti aspettavano. È un testo che introduce novità importanti: prima di attivare la nuova utenza, gli operatori dovranno chiedere conferma ai clienti con una telefonata o una lettera. Verrà pubblicata su internet anche una "lista nera" dei venditori che hanno alle spalle una sfilza di contratti non richiesti e, nei casi in cui la truffa abbia già avuto effetto, l'autorità ha messo in piedi una procedura agevolata per tornare all'operatore di partenza. Il consumatore potrà tornare alla condizione iniziale senza costi aggiuntivi e per il periodo in cui è stato cliente obtorto collo, gli verrà applicata la tariffa di tutela. Unica pecca: la procedura non è obbligatoria. Starà ai singoli gestori scegliere se adottarla oppure no.

Le nuove regole serviranno ad arginare il fenomeno? È ancora presto per dirlo. Nel frattempo i gestori hanno cercato di attrezzarsi da soli. In molti casi, giocando d'anticipo. Già da alcuni mesi, prima di attivare un nuovo contratto, Enel, Edison, Acea, Gdf Suez e Sorgenia telefonano (anche più volte) al cliente per chiedergli conferma e per sapere se ha capito in cosa consiste l'offerta alla quale ha aderito.

In teoria il nuovo sistema  -  che tra pionieri e ritardatari è stato avviato da circa un anno - complica la vita ai venditori furbetti. E rende la frode poco remunerativa perché senza la conferma del cliente, il contratto non viene attivato e il venditore non riceve la provvigione. Insomma, se il meccanismo virtuoso funziona non ha più alcun senso, per i ragazzi del porta a porta, falsificare le firme. A meno che la società di vendita non paghi le provvigioni prima ancora della telefonata di sicurezza. Succede ancora oggi.

Nel luglio 2011, durante la relazione annuale al governo e al Parlamento il presidente dell'Aeeg Guido Bortoni non ha nascosto la gravità del fenomeno: "Quella dei contratti non richiesti è una patologia più deleteria di altre per lo sviluppo e la credibilità della concorrenza perché mina la fiducia del cliente nei confronti del mercato libero e delle imprese che vi operano". Perché nel mondo dell'energia e del gas lavorano anche società serie. E venditori onesti, che per colpa dei predoni della bolletta si beccano le porte in faccia e gli insulti della gente. Elena lavora a Pesaro e si occupa di customer care per una piccola società di energia. Ci spiega che, conti alla mano, "spesso al consumatore il libero mercato conviene davvero. Ma ha paura di passare dalla padella alla brace, quindi preferisce lasciare le cose come stanno. Mi piace il mio lavoro, e ci credo tanto. Non sopporto che venga rovinato. Anche perché i disonesti spesso rimangono impuniti".

Già, perché il bravo venditore sa davvero calcolare  -  bolletta alla mano  -  vantaggi o svantaggi di un nuovo abbonamento. Ma chi si fida più a consegnargli i nostri dati? Per i gestori che si arricchiscono con il libero mercato la sfida sembra proprio questa: diradare quella nube di diffidenza che si è creata in pochi anni di anarchia.
 
da REPUBBLICA, 17 luglio 2012
 

sabato 28 luglio 2012

BERGAMO:SUORE ANTI-CASTA!

da IL CORRIERE DELLA SERA,28 luglio 2012

 


Le suore di clausura firmano il referendum
per tagliare l'indennità dei parlamentari


Funzionario di Palazzo Frizzoni porta i moduli al monastero di via Locatelli



Suora in clausuraSuora in clausura
Le suore di clausura del monastero «Matris Domini» di Bergamo, in via Locatelli, hanno chiesto al Comune di poter sottoscrivere la petizione dell'Unione popolare che punta al taglio delle indennità dei parlamentari. L'eco dell'iniziativa politica contro gli stipendi di senatori e deputati è quindi arrivato anche oltre le mura del monastero di clausura, come riferisce il quotidiano online Bergamonews.
Dal monastero, che si trova non lontano dal centro di Bergamo, nei giorni scorsi è partita una telefonata. Una monaca ha chiesto ai funzionari del Comune di poter ricevere i moduli per sostenere la petizione. E un funzionario si è recato direttamente in via Locatelli, dove ha consegnato la documentazione per poi riportarla in Comune. Così è stata rispettata la volontà delle suore senza violare, allo stesso tempo, il loro voto di clausura.

VILLA D'ADDA:dal sito del Comune.

Assegnazione orti Comunali

 

27/07/2012

Si informano i sigg. cittadini che l’Amministrazione comunale di Villa d'Adda, in esecuzione del Regolamento per la gestione degli orti comunali approvato con deliberazione Consiglio Comunale n. 22 del 30.03.12, deve provvedere all’assegnazione di n. 10 orti siti in via Cornella.
A tal fine i cittadini interessati dovranno presentare le domande, redatte su apposita modulistica, all’Ufficio Protocollo del Comune di Villa d'Adda, via del Borgo n.1, entro le ore 12.00 del 30 agosto 2012.
La modulistica è disponibile sul sito internet www.comune.villadadda.bg.it nell’area “in evidenza” e ritirabile presso i Servizi Sociali comunali nei seguenti orari: martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 16.30.


venerdì 27 luglio 2012

VILLA D'ADDA.APPALTATO IL SERVIZIO DI ASSISTENZA EDUCATIVA SCOLASTICA – DOMICILIARE ED ESTIVA PER L’ANNO SCOLASTICO 2012/2013

dal sito del Comune:

Gara Esperita


Gara Esperita
Periodo di Pubblicazione: dal 25/07/2012 al 29/08/2012

Si avvisa la cittadinanza che si è concluso il bando di gara:
  • SERVIZIO DI ASSISTENZA EDUCATIVA SCOLASTICA – DOMICILIARE ED ESTIVA PER L’ANNO SCOLASTICO 2012/2013
La ditta aggiudicataria è: Cooperativa Sociale Lavorare Insieme, con sede in Almè (Bg) alla Via Don Abele Iseni n.8.


Documenti associati

mercoledì 25 luglio 2012

VERGOGNA!!!

mercoledì 25 luglio 2012

SCANDALOSO! Stanziati 141.000 euro di soldi pubblici per la Santanchè e il suo amante

Il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci  regala 141.200 alla società di pubblicità di Daniela Santanché perchè promuova l'immagine della Sardegna su quel prestigioso organo di stampa che è Il Giornale. “Il progetto prevede la pubblicazione di 6 inserti di 4 pagine interamente dedicati alla Sardegna nell’ambito dei quali saranno sviluppati i seguenti temi: turismo, ambiente, trasporti, economia, innovazione digitale e agricoltura.” Centoquarantunomila euro per ventiquattro pagine di pubblicità istituzionale su un quotidiano talmente in crisi di vendite che ce lo tirano con l'Unione Sarda? Poco utile a noi, molto utile al Giornale, il cui direttore non è altro che Alessandro Sallusti,  l'attuale compagno e futuro sposo della deputata del PDL.

leggi qui la delibera di giunta:

I GIOVANI E LA CRISI...


E i giovani puntano
a baratto e usato
sui social network

  • L'ECO DI BERGAMO,Mercoledì 25 Luglio 2012
Altro che eBay: la moda che impazza ultimamente, per risparmiare e al tempo stesso guadagnare, è quella dei mercatini su Facebook, il social network più conosciuto dai giovani. Si apre un nuovo profilo, si caricano le foto di vestiti e oggetti che non servono più e il gioco è fatto.
E il popolo delle venditrici virtuali aumenta sempre più: studentesse che cercano di arrotondare rivendendo i propri vestiti; mamme che cercano di piazzare i vestitini del neonato ormai cresciuto; chi da vera e propria creativa si dà al decoupage o all'arte della pasta di pane o vende borse, gioielli e scatole decorate.
«L'idea è quella di rinnovare il guardaroba e poter guadagnare qualcosina piazzando i vestiti che non si usano più – spiega "Il mercatino di Lau vendo e scambio", profilo sotto il quale si cela una studentessa della Bergamasca –. Ho iniziato quasi per caso, da marzo 2011: avevo molti vestiti che non usavo più e non sapevo come smaltirli». All'inizio vendere era facile: «Sono riuscita a rivendere due paia di scarpe, un ciondolo, un abitino e una maglia, guadagnando circa 100 euro – racconta Il mercatino di Lau –. Ultimamente è più difficile: prima si riuscivano a effettuare anche scambi (un oggetto in cambio di un altro, dello stesso valore, ndr), ora quasi tutti preferiscono vendere». I vantaggi? Trovare occasioni con un semplice click e, a differenza dei siti, avere un contatto diretto con il venditore: «Mi sono aggiudicata un cellulare a 40 euro invece dei 120 del negozio, ed è praticamente nuovo. È senza garanzia, ma è da più di un anno che l'ho acquistato e non mi ha mai dato problemi. Inoltre si possono trovare cose di marca al solo prezzo della spedizione: ho comprato un paio di jeans Phard a sette euro». La spedizione e l'insicurezza delle poste è uno dei nei di cui «Il mercatino di Lau» si lamenta: «Se spediscono il tutto con la posta ordinaria, bisogna sperare che non vada persa. Un altro svantaggio è che i vestiti non si possono provare e non sempre si ha la possibilità di cambiarli».
Non mancano neppure le fregature: chi finge di spedire i pacchi, chi chiude il profilo per evitare feedback negativi. Sì, perché questi mercatini sono super organizzati: si creano dei veri e propri gruppi, dove si pubblicano annunci di quello che si cerca o vende, ma anche feedback, ovvero pareri (positivi e non) sui profili dai quali si è effettuato acquisti. «Dovevo traslocare – racconta "Niceandcheap Mercatino", anche lei di Bergamo – e avevo due valige di vestiti che non usavo più; inoltre ero a corto di soldi.
Così ho creato il profilo e ho provato a rivenderli.
Alla fine sono riuscita a guadagnare solo 50 euro, ma meglio di niente: mi sono pagata una bolletta».
G. F.

NOI BERGAMASCHI E LA CRISI...

CARI POLITICI, ECCO LA NOSTRA SPENDING REVIEW!

Poca carne, pomodori e zucchine si coltivano sul balcone, per la spesa si va al discount

  • L'ECO DI BERGAMO,Mercoledì 25 Luglio 2012
 Giada Frana

Poca carne, pomodori e zucchine si coltivano sul balcone, per la spesa si va al discount. I mezzi pubblici sono preferibili all'auto e per le vacanze si punta a farsi ospitare da parenti e amici. Online ci si dedica alla rivendita dell'usato. Sono questi gli ingredienti della spending review dei bergamaschi come ci hanno raccontato alle prese con gli acquisti settimanali al mercato della Malpensata.
«Facciamo più attenzione alla spesa al supermercato – spiega Anna Capitanio, pensionata, che fa gli acquisti con il marito –: meno carne, salumi e formaggi, che sono diventati sempre più cari». Un aiuto viene anche dal proprio orticello: «Coltiviamo pomodori, insalata e zucchine per il nostro consumo personale; abbiamo anche qualche gallina per le uova». E invece dell'auto, si usano i mezzi pubblici o la bici: «Per fortuna, abitando in città – prosegue Anna –, siamo serviti abbastanza bene». Il settore dell'alimentazione è quello a cui si presta più attenzione, come conferma Pina Camarda, di Albano Sant'Alessandro, commessa e sposata con tre figli: «Si confrontano volantini su volantini dei diversi supermercati e discount, alla ricerca dell'offerta migliore. Molti alimenti, come ad esempio il pesce, li compriamo surgelati per risparmiare, mentre i dolci li cucino io». Il mercato rimane uno dei luoghi privilegiati per gli altri tipi di acquisti: «Ormai per vestiti e accessori – prosegue Pina – non mettiamo più piede nei negozi: troppo cari. Mia figlia aveva bisogno di un paio di pantaloncini e una maglietta per il mare e qui ce la siamo cavata con poco. Per fortuna, avendo i genitori di Villamare, abbiamo risolto il problema della vacanza: saremo loro ospiti».
«Sono in Italia da cinque anni: lavoravo come badante, ma da cinque mesi sono disoccupata – racconta Vania Velasquez, boliviana –: ho ventuo l'auto e ora mi sposto in pullman». E se prima ci si concedeva qualche uscita al ristorante, ora raramente: «Andavamo quasi tutte le domeniche al ristorante – riferisce Jessica Eligio, 22 anni, di Stezzano –, adesso evitiamo. Cerchiamo di fare la spesa nei luoghi dove ci sono più offerte. Le vacanze? Abbiamo l'appoggio dei parenti in Calabria». Internet in questo periodo diventa quasi un alleato: «Già prima utilizzavo molto eBay – spiega Martino Pelizzoli, 58 anni, di Bergamo, tecnico di laboratorio in una scuola –, ma non sono l'unico: anche molti miei amici utilizzano questo e altri siti per dare una nuova vita al proprio usato e guadagnarci qualcosa. Tengo d'occhio anche il sito Groupon: si trovano delle buone offerte». Il cibo rimane comunque il primo della lista su cui si cerca di risparmiare: «Prima si finisce quello che si ha nella dispensa – continua Martino – e poi si va a fare la spesa, seguendo gli sconti. In vacanza invece sarò ospitato da amici».
«La pensione se ne va quasi più per la gestione della casa, tra luce, metano, telefono – sbotta Anna Secchi, pensionata di Verdello -. Se prima si andava al supermercato a fare la spesa, ora si va nei discount e si confrontano le varie offerte». E, a proposito di tagli: «Dal parrucchiere ci si fa tagliare i capelli corti, così per un po' si è a posto. La vita è diventata troppo cara: prima con 50 mila lire si faceva una bella spesa: ora con 50 euro non si riempie neanche il carrello». «Risparmiare? Dopo qualche giorno la mia pensione è già evaporata – ci dice in dialetto una signora, che preferisce mantenere l'anonimato –. Devo chiedere i soldi a mia figlia per andare avanti. Pensi che dovevo andare dal dentista per togliermi un dente, ma costava troppo e ho fatto tutto da sola con una chiave da nove».
 E aggiunge: «Dovrebbero vedere i politici come viviamo..».

RISPARMIO ENERGETICO A SOLZA.

Riceviamo da P.manzoni,vicesindaco di Solza:

Solza: il Comune sostituisce tutte le lampade votive con quelle a Led


In questi giorni sono state sostituite tutte le lampade votive ad incadescenza del cimitero di Solza, installando quelle a Led. Le nuove lampade porteranno ad una forte riduzione del consumo energetico (circa l’80%), oltre a garantire una migliore e costante efficienza luminosa, una lunghissima durata che consentirà di diminuire le operazioni di manutenzione ordinaria, una maggior resistenza agli urti e alle condizioni ambientali avverse.

Con questo intervento il comune di Solza completa l’introduzione della tecnologia Led in tutto il territorio avendo utilizzato lampade a Led per l’impianto semaforico nel 2007 e per tutti i lampioni della pubblica illuminazione nel corso del 2011.



Cordiali Saluti



Pierangelo Manzoni
Assessore alla Comunicazione

Comune di Solza


A BERGAMO LE FIRME SI RACCOLGONO. A VILLA D'ADDA? ...

In fila per chiedere
il referendum anticasta
«Basta con i privilegi!!!»

  • L'ECO DI BERGAMO,Mercoledì 25 Luglio 2012
Francesco Lamberini

«Firmo per tagliare gli stipendi d'oro dei parlamentari». Con questo slogan ha preso il via a metà maggio la raccolta di firme, promossa a livello nazionale da Unione Popolare, per istituire il «Referendum contro la Casta».
I cittadini avranno tempo fino a venerdì per dare la loro adesione all'iniziativa. Per farlo è sufficiente recarsi negli uffici appositamente allestiti dal proprio Comune di residenza. A Bergamo gli addetti alle operazioni dicono che finora l'affluenza si è rivelata molto elevata, ma al momento non è possibile quantificarla perché il materiale raccolto in plichi è stato inoltrato attraverso varie spedizioni al comitato promotore che ha sede a Roma.
«Sono molto deluso – ha detto Giannino Corazza, 70 anni, ieri mattina tra i cittadini che hanno firmato a Palafrizzoni – poiché ho la netta sensazione che chi ci governa non si impegni abbastanza per l'Italia ma piuttosto per tutelare i propri interessi a scapito del cittadino. Non abbiamo bisogno di un esercito di politici, basterebbero poche persone ma ben motivate. È una vergogna perché ultimamente mi hanno anche ridotto l'importo della pensione».
«Sono stati alcuni amici – ha dichiarato Rosa Palleni – ad avvertirmi che era in corso questa iniziativa. Speriamo che le firme servano effettivamente a introdurre dei cambiamenti perché ci sono molte cose che non stanno andando bene. Tuttavia non mi faccio illusioni: ho apposto tante firme anche in passato che però non sono servite a molto». «I nostri stipendi sono diminuiti – ha commentato Rosario Rizzo, vigile del fuoco a Bergamo – mentre quelli dei politici vanno sempre aumentando. Quella famosa equità di cui tanto ha parlato Monti fino a ora non si è vista. Inoltre è stata aumentata l'età pensionabile e anche questa è una grossa contraddizione: se non smetto di lavorare come fa un giovane a prendere il mio posto? Quindi i conti non tornano».
«Sono venuto a sapere di questa cosa – ha detto Jacopo Reale, 23 anni – perché è stata pubblicizzata su Internet da molte persone della mia età. Quindi ho deciso di dare il mio piccolo contributo. Ma visto che i media non ne hanno molto parlato, ho paura che non sarà facile raggiungere la quota minima per poter effettuare questo referendum».
«Ho appreso solo la scorsa settimana di questa raccolta di firme attraverso un passa parola – ha sottolineato Adriana Paganoni – e sono caduta dalle nuvole. Siamo in una situazione estremamente difficile, contrassegnata da stipendi sproporzionati, diritti ingiusti e purtroppo la casta non fa niente».
Dove firmare
Chiunque fosse interessato a dare il proprio contributo alla raccolta di firme, può farlo presentandosi all'Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) all'entrata di Palazzo Frizzoni. Queste le fasce orarie predisposte per l'operazione: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì e giovedì dalle 14,30 alle 17. In alternativa, nei pomeriggi di martedì, mercoledì e venerdì è possibile recarsi, sempre dalle 14,30 alle 17, nell'ufficio di fronte all'Urp dove stazionano gli agenti della polizia locale. «Ci lamentiamo – conclude Fiorella Messori – perché non possiamo fare niente.
 Il referendum è l'ultima cosa che rimane ai cittadini e comunque sono fiduciosa nel risveglio degli italiani».

IL CERCHIO MANCANTE.





LA STAMPA,25/7/2012
Non prendetemi per pazzo. Oppure sì. Ma insomma, provate a immaginare. Provate a immaginare che fra oggi e domani, vigilia d’Olimpiade, tutti gli atleti delle nazioni dell’area euro presenti a Londra si sfidino nelle rispettive specialità. Immaginate che i primi tre classificati, e soltanto loro, partecipino poi ai Giochi con la divisa della Unione Europea. Immaginate davanti al video una ragazzina spagnola che tifa Federica Pellegrini e un pensionato tedesco che incoraggia il centometrista francese Lemaitre. Immaginate il medagliere olimpico, con l’Europa Unita che lotta per il primo posto contro l’America e la Cina, e quasi sicuramente le supera, sentendosi di nuovo il centro glorioso del mondo e non un insieme di piccole, rissose e decadenti periferie. Immaginate quale effetto avrebbe sull’identità del Vecchio Continente la condivisione di emozioni così possenti. Forse persino l’euro cesserebbe di essere una moneta svizzera finita per sbaglio nelle nostre tasche, assurgendo finalmente a simbolo di qualcosa di vivo.

Avete immaginato? Ora riatterrate sulla realtà schizofrenica delle prossime settimane, quando nei discorsi economici invocheremo politiche unitarie e in quelli agonistici ci scanneremo per le piccole patrie di appartenenza, nani destinati alla sconfitta: in pista come in Borsa. Prendetemi per pazzo, ma non per scemo. So bene che la crisi d’Europa non si risolve con una manciata di medaglie. Ma so anche che lo sport sarebbe un buon mastice per tentare di mettere insieme le membra di questo gigante depresso, che ha fatto la Storia ma rischia di essere sfatto dalla cronaca.

martedì 24 luglio 2012

PER IL PERDONO D'ASSISI


Calusco, in preghiera con i frati

per il «Cammino nella notte»

  • l'eco di bergamo,Martedì 24 Luglio 2012
Calusco

Sono aperte le iscrizioni alla comunità francescana di Baccanello a Calusco d'Adda per partecipare alla «Camminata nella notte», la tradizionale manifestazione che si tiene in vista del Santo Perdono d'Assisi, in programma sabato e domenica prossimi.
Chi vuol dare la sua adesione può telefonare al convento dei frati di Baccanello, allo 035.791063. La «Camminata nella notte», che quest'anno ha come tema di riflessione «Tra cielo e terra», si terrà dalle 22 di sabato alle 5 di domenica. L'itinerario sarà a piedi, di circa 12 chilometri, tra sentieri e boschi nel parco dell'Adda.
«È un'esperienza che proponiamo in particolare alle nuove generazioni per vivere l'esperienza del "Perdono d'Assisi" – spiega frate Enzo Maggioni –. L'itinerario prevede tappe con momenti di ascolto, preghiera, riflessione sul tema "Tra cielo e terra". Nella prima parte del cammino è prevista anche la celebrazione dell'Eucaristia».
Si parte dal convento francescano a Baccanello di Calusco, sabato sera verso le 22 per un tragitto prevalentemente su sentieri tra i boschi. La mattina di domenica il cammino si concluderà verso le 5, sempre al convento della comunità di Baccanello di Calusco, con la colazione.
I partecipanti devono attrezzarsi adeguatamente: scarpe adatte per un percorso campestre, necessario per ripararsi dall'eventuale pioggia, e una pila per i tratti nei boschi. Per motivi organizzativi occorre segnalare la propria partecipazione.A. M.
 

lunedì 23 luglio 2012

RICORDO DI FRANCESCO ARRIGONI.

A un anno dalla improvvisa e prematura scomparsa di Francesco Arrigoni,lunedi 30 luglio,alle ore 20,30 presso la chiesetta di San Bernardino in via Valle a Villa d'Adda,verrà celebrata una messa in suo suffragio e ricordo.

Siamo certi che chi l'ha conosciuto ed apprezzato non mancherà di partecipare per onorarne la memoria.

Noi vogliamo ricordarlo con questo ritratto chiaro e asciutto nelle parole scritte da Luca Zanini  sul Corriere della sera un anno fa.



MERCOLEDÌ 3 AGOSTO 2011



E' morto Francesco Arrigoni, penna limpida del Corsera


MILANO

Chi scrive di cibo o di vino in Italia non può non conoscere il delfino di Gino Veronelli. Giornalista gastronomico del Corriere della Sera e blogger della testata medesima. Il traguardo per ogni vero giornalista italiano del settore.

Articoli sempre perfetti, mai privi d'intelligenza, sempre al di fuori e al di sopra delle questioni modaiole dei blogger tout court. Un garbato gusto per la polemica come nei confronti di quel ristoratore brianzolo che invocava un "Marchionne della ristorazione".

Era una persona garbata e schiva. Era anche un professionista coi fiocchi, forse non sanguigno come nello stile classico della critica gastronomia italiana dei figli di Monelli, Brera e Veronelli, ma proprio per il suo distacco grande. Sapeva che raccontare la tavola non è come operare a cuore aperto.

Non vengono troppo valorizzate le persone così in Italia. Non sono bravi a fare i pr di se stessi, non sono troppo presenzialisti e finiscono presto nell'abisso popolare di coloro che-se-la-tirano-perché-sono-del-Corriere, invidiati perché non devono scrivere markette per scrivere. Arrigoni invece era un collega dal quale si poteva imparare. Ci mancherà.


...e con questo articolo di Cesare Zapperi:

“Ciao Arrigoni, una stretta di mano alla tua schiettezza”

“Pluralità uguale democrazia, questo è il nostro motto”. Così Francesco Arrigoni dal suo blog Terradadda aveva accolto la nascita di Bergamonews. Non conosceva il giornale né chi gli avrebbe poi dato sostanza. Quelle sarebbero arrivate dopo e solo per un niente non sono diventate un parziale percorso comune. Francesco, prima e più di tanti altri, aveva colto il significato dell’iniziativa e, a dispetto delle tante gelosie e invidie che infestano il mondo del giornalismo, si era messo subito a disposizione, con la sua piccola ma battagliera creatura, per fare rete.

Per molti, se non per tutti, Arrigoni è stato una firma di prestigio dell’enogastronomia. Cresciuto ad una grande scuola, si è guadagnato stima e rispetto per la capacità di coniugare competenza e professionalità con un non comune rigore. A volte anche eccessivo, a dar retta a chi lo conosceva bene e a quanti è capitato di incrociare le armi con lui. Come tutti quelli che hanno un carattere, aveva un brutto carattere. O così veniva comodo dipingerlo a chi non lo amava.

Ma, come dimostra la sua scelta di “ritirarsi” a Villa d’Adda, Francesco amava la schiettezza, la semplicità, la genuinità. A costo di passar per orso scorbutico.
Dietro quella scorza, tuttavia, c’erano doti non comuni di generosità e di senso civico. Cos’altro è se non un gesto di altruismo mettere in piedi un blog e dedicarsi a combattere battaglie civili per il proprio paese e la propria terra? Certo, con le sue idee, le sue convinzioni, i suoi dogmi. Avrebbe potuto dedicarsi alla “bella vita”, come viene dipinta l’esistenza dei giornalisti gourmand. Ha scelto, invece, di prestare parte del suo tempo anche alla comunità. Mettendo al servizio della gente le sue doti di cronista, di osservatore capace di andare al di là delle apparenze. Con una forte convinzione a guidarlo: il pluralismo, la pluralità delle voci è l’essenza della democrazia.

Ecco perché con Bergamonews è nato da subito un forte feeling che si è consolidato nel tempo. Ci si sentiva poco e ci si vedeva ancor meno. Ma lui era un punto di riferimento per noi almeno quanto noi lo eravamo per lui.

Con Francesco avremmo voluto fare tante cose insieme. Ci si era anche dati appuntamento per parlarne. Poi, il maledetto tran tran quotidiano ti fa scivolar via le giornate troppo in fretta e non riesci più a fare quello che avresti voluto. Te ne accorgi quando ormai è troppo tardi perché il destino sa tirare brutti scherzi. E allora non resta che salutare Francesco con una ideale stretta di mano, una di quelle sue così vigorose, e ringraziarlo per aver voluto condividere anche con noi le fatiche e le soddisfazioni di un impegno giornalistico.

Cesare Zapperi

da BERGAMONEWS.IT

Troppi topi nel formaggio

PRESSIONE FISCALE, SPESA PUBBLICA
Troppi topi nel formaggio
Dobbiamo proprio sperare che la pressione dei mercati sul nostro Paese si attenui, che i pronostici più infausti si rivelino sbagliati. Se questo accadrà, finita l'estate, comincerà subito, di fatto, la (lunghissima) campagna elettorale. Quali temi la caratterizzeranno? A fronte di una pressione fiscale che ha raggiunto il 55% (e oltre), è facile scommettere che quello fiscale sarà l'argomento che più terrà banco. Tutti, o quasi tutti, diranno di voler ridurre le tasse. Nella schiacciante maggioranza dei casi si tratterà di bluff o di promesse da marinaio. Come riconoscere i bluff? Ci sono, sostanzialmente, due modi per bluffare in materia di tasse. Il primo è proprio di coloro che promettono drastiche riduzioni della pressione fiscale senza spiegare dove troveranno le risorse necessarie, senza spiegare come, dove, e di quanto, taglieranno la spesa pubblica al fine di mantenere la promessa. Questo è un bluff facile da scoprire, inganna solo chi vuole essere ingannato.
Il secondo modo è più sottile, più subdolo: è proprio di coloro che attribuiscono la responsabilità dell'elevata tassazione vigente all'eccesso di evasione fiscale e, per conseguenza, promettono di colpire gli evasori fiscali al fine di ridurre le tasse. Anche se è molto popolare, condivisa da tanti, la tesi secondo cui per ridurre le tasse bisogna prima contenere l'evasione fiscale, è falsa. È vero infatti l'esatto contrario. Per contrastare, come è doveroso fare, l'evasione fiscale, non basta, anche se è ovviamente necessario, usare gli strumenti repressivi: bisogna anche ridurre in modo cospicuo le tasse. Soltanto una riduzione della pressione fiscale, infatti, può spingere l'evasore, o il potenziale evasore, a rifare il calcolo delle proprie convenienze, a cambiare la propria valutazione dei vantaggi e dei rischi dell'evasione. Senza di che, nemmeno la più vigorosa e puntuta «lotta alla evasione» potrà mai ottenere seri e durevoli risultati. La controprova è data dal fatto che quando aumentano le tasse aumenta anche l'area dell'economia sommersa. Si tratta di un movimento a spirale: più crescono le tasse più cresce l'evasione. Abbassare sostanzialmente le tasse, passare da un regime di tasse alte a un regime di tasse basse, è sicuramente il mezzo più sicuro per contenere l'evasione.
Oltre che falso l'argomento secondo cui non si possono ridurre le tasse se non si riduce prima l'evasione, ha anche il difetto di fare distogliere lo sguardo dalla principale causa del regime di tasse alte: la presenza di un amplissimo stuolo di rent-seekers , di cercatori e percettori di rendite che campano di spesa pubblica, che prosperano grazie a un sistema pubblico che combina alti costi di mantenimento e, soprattutto in certe zone del Paese, l'erogazione di servizi scadenti. È lì che si annidano i più strenui difensori del regime di tasse alte. La contrazione della spesa pubblica e, con essa, dell'area della rendita, brulicante, per usare una vecchia espressione di Paolo Sylos Labini, di «topi nel formaggio», è l'unica strada possibile per ridurre la pressione fiscale. Ma è anche una strada politicamente molto impervia.
I percettori di rendita da spesa pubblica sono numerosissimi, e ciò li rende assai potenti, sanno come ricattare elettoralmente i partiti, tutti i partiti. Per giunta, hanno dalla loro parte le norme (o meglio: le prevalenti interpretazioni delle norme) e la giurisprudenza. La sentenza della Corte costituzionale che ha colpito le liberalizzazioni dei pubblici servizi locali è stata certamente accolta con applausi e brindisi da tutti i rent-seekers sparsi per la Penisola. Anche le iniziative, abbastanza timide fino ad oggi, del governo Monti in materia di spending review rischiano di infrangersi contro un sistema amministrativo e un sistema giudiziario costruiti per proteggere la rendita da spesa pubblica a scapito del mercato e dei consumatori. Se non si disbosca quella giungla la riduzione delle tasse resterà un sogno irrealizzabile.
Ci sono coloro che, scambiando il sintomo con la causa, sono convinti che a provocare le guerre siano i mercanti d'armi (non è così naturalmente: i mercanti d'armi guadagnano grazie a guerre che hanno all'origine ben altre cause). Allo stesso modo, ci sono coloro che non comprendono, o fingono di non comprendere, che l'evasione fiscale è un deprecabile effetto, ma non la causa, delle tasse alte. Converrà guardarsi da costoro nella prossima campagna elettorale.

CORRIERE DELLA SERA,23 luglio 2012

SANITA':NOVITA' IN ARRIVO?

Visite del medico di famiglia

a tutte le ore


Balduzzi prepara la riforma
dei camici bianchi
Tariffe fisse e un freno
ai furbetti della parcella

PAOLO RUSSO

LASTAMPA,23.07.2012
 
 
Studi dei medici di famiglia aperti per 24 ore e sette giorni su sette, libera professione dei camici bianchi ospedalieri sotto più stretto controllo delle Asl per evitare abusi e fenomeni di elusione fiscale. E poi stop alla corsa alle cause sanitarie facili, possibili solo per i casi di colpa grave o dolo. È una mini-riforma sanitaria quella contenuta nel “decretone Balduzzi”, che il titolare della salute è pronto a presentare all’ultimo consiglio dei ministri di agosto o, al più tardi, al primo dopo la pausa estiva.

La novità più importante per gli assistiti è sicuramente quella che riguarda i medici di famiglia. I dottori dovranno “obbligatoriamente” aggregarsi intima il decreto. In pratica medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali dovranno smettere di lavorare in proprio e associarsi per garantire studi aperti 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Una vera e propria rivoluzione rispetto all’attuale convenzione dei medici di medicina generale, che molto generosamente si limita ad indicare un orario minimo di apertura degli studi medici di sole 16 ore settimanali. Lavorando in equipe, i dottori dovrebbero ora invece rispondere sempre “presente” alle nostre chiamate ed evitare così quelle spesso inutili corse ai pronto soccorsi. Resta la libera scelta del medico da parte del cittadino, che avrà anzi più libertà di cambiare dottore. I medici di famiglia non saranno poi più compensati solo con una quota fissa per ciascun assistito ma anche con una parte variabile in funzione della complessità clinica dei casi trattati. Almeno sulla carta si dovrebbe così limitare il rinvio al medico specialista ai casi realmente necessari.

Riguardo l’attività dei medici convenzionati il provvedimento fa infine riferimento ai Lea, i livelli essenziali di assistenza che, con un altro provvedimento ad hoc, lo stesso Balduzzi è in procinto a mettere in cura dimagrante. Almeno per quel che riguarda gli accertamenti diagnostici giudicati “inappropriati”. La Tac per un semplice mal di testa per intenderci. Anche se nella nuova lista dovrebbero entrare nuove cure per le malattie rare e l’epidurale per il parto indolore.

Novità in vista anche per le visite private dei medici ospedalieri. Un emendamento appena approvato al “milleproroghe” ha esteso fino al 31 dicembre prossimo la proroga di visitare “a studio” o in clinica in assenza di spazi adeguati nelle strutture pubbliche. Poi, però, con il decretone cambieranno le regole. Le Regioni potranno continuare ad autorizzare l’attività negli studi privati ma a diverse condizioni. Prima di tutto gli studi dovranno lavorare “in rete” con le Asl, che potranno così controllare se il medico lavora più privatamente che in ospedale. Poi vengono fissate tariffe minime e massime per ciascuna prestazione. Questo per evitare il “caro-visita” recentemente rilevato dal Censis. Poi niente pagamenti in cash ma solo moneta elettronica e assegni da intestare alla Asl anziché al medico. Un modo per frenare il fenomeno dell’elusione fiscale. Vizietto tutt’altro che raro tra i camici bianchi visto che, dati dell’Agenzia delle Entrate alla mano, il 40% dei medici pubblici che visitano privatamente non emette fattura ed intasca anche la quota (minima) spettante alla Asl. Nonostante i paletti il decreto viene giudicato «in gran parte condivisibile» da Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao, il più rappresentativo sindacato dei medici ospedalieri. Che però mette in guardia dall’“obolo” del 5% sulla parcella a carico dell’assistito per finanziare la riduzione delle liste d’attesa. «Un prelievo che potrebbe rendere la libera professione meno interessante e competitiva», commenta Troise.

Con il decretone sarà infine più difficile portare medici e Asl in tribunale. I ricorsi potranno essere presentati solo per colpa grave o dolo, mentre un Fondo di solidarietà a costo zero coprirà i maxi-risarcimenti e le categorie più esposte. Le assicurazioni potranno infine dare disdetta solo ad avvenuto risarcimento. Obiettivo delle norme: porre un freno all’escalation delle cause sanitarie che al 98,8% finiscono con l’archiviazione ma che spingono i medici sulla “difensiva”, prescrivendo anche quel che non serve. 
Uno spreco valutato ben 10 miliardi di euro l’anno.


domenica 22 luglio 2012

VILLA D'ADDA;VIA ALZATA.

RICEVIAMO DA UN LETTORE:


Spettabile redazione di El@,

Abito nella parte alta di Villa d'Adda,oltre la stramaledetta strettoria di via Alzata,che spesso e volentieri costringe a retromarce o a strisciate di muri gli automobilisti in transito.
Pensavo che il Comune avrebbe imposto un arretramento del muro  a chi ha ristrutturato l'immobile di testa a destra salendo,in modo da ottenere un allargamento della sede stradale.
E non sarebbe stata una cattiva idea,visto che ora noto che è in vendita l'altro immobile di destra che arriva fino al termine della strettoia.
Il comune potrebbe acquistarlo e procedere ad un parziale abbattimento in modo da allargare almeno metà strettoia.
Chiedo a voi della minoranza di sollecitare gli amministratori perchè valutino a fondo questa possibilità,che sicuramente darebbe un sensibile respiro al traffico di questa zona.
Grazie .

                                                  D. L.

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Abbiamo in effetti constatato che un immobile della strettoia di Alzata è effettivamente in vendita ,come da foto che alleghiamo,e che la proposta del lettore non dovrebbe per nulla essere scartata a priori.



Strettoia di via Alzata.

SERVONO FIRME!

REFERENDUM SCADENZA 30 LUGLIO 2012

Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261).
Ben pochi, credo.   Si tratta di un referendum, si, l'ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.
La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).
Cosa occorre fare?
Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare.  
Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali.
Non è che per caso c'è un forte connubio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica?
Meditate gente.
Intanto, con qualsiasi mezzo,  DIFFONDETE LA NOTIZA !!!!!
Vogliamo proprio vedere se anche stavolta la passano liscia.  
E poi dopo fate un salto in Comune.
Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l'ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta.  
Ma attenzione, la notizia è poco nota e quindi dovete DIFFONDERLA!!!!

Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261 Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all'indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni.

  E' solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE  meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica.